sabato 18 aprile 2026

Al tempo dei normanni

 



Alla base del castello normanno

dove le pietre antiche respirano storie

e il vento scivola lento tra l’erba alta,

camminavo tra il prato selvaggio

e la vegetazione che cresce libera,

come il desiderio quando non ha catene.

Fu allora che lo vidi.

Stava lì, immobile e vivo,

con una rosa tra le dita

come se l’avesse colta per me

molto prima che arrivassi.

I suoi occhi mi cercavano

con la pazienza di chi sa attendere,

e quando incontrarono i miei

il tempo fece un passo indietro.

Non servivano parole.

Lui mi guardò

come un pittore guarda la sua tela

prima del primo colore.

E poi mi dipinse.

Con sfumature di luce sulla pelle,

con il calore lento delle sue mani

che sembravano conoscere già

ogni curva del mio respiro.

Sotto quel cielo antico

diventai il suo quadro più vivo.

Le sue dita sfioravano l’aria intorno a me

come ali leggere,

e il mio corpo imparò a tremare

come un campo di fiori

quando il vento lo attraversa.

Mi fece volare

tra le sue farfalle.

Non quelle dei prati,

ma quelle segrete

che nascono nella mente 

quando due anime si avvicinano troppo

per restare innocenti.

Il castello ci osservava in silenzio,

testimone di un fuoco antico.

E noi,

come leggende dimenticate nei secoli,

ci trovammo lì

a scriverci sulla pelle

una storia nuova.

B.🌹

venerdì 17 aprile 2026

Plenilunio



I profumi cercano un nome

tra le nostre labbra

quando la notte ci veste.

Eccoci nel sogno,

in una stanza da letto che respira piano,

rifugio che ci riconosce senza parlare,

le pareti si avvicinano quando taci

e si fanno più morbide se hai paura,

le lenzuola rispondono ai nostri movimenti

come pelle dimenticata del mondo,

dove i nostri doppi si ascoltano,

mentre i nostri nomi

si abbracciano al silenzio.

B.🌹



Opposto lato ( Estratto da raccolta di "Sorgente")



C’è stato un tempo in cui ogni complimento mi sembrava una domanda travestita.

E io, invece di accoglierlo, cercavo la sua smentita.

Poi la maestra mi disse che la bellezza non è una superficie senza incrinature,

ma una forma che si lascia riconoscere anche nell’ombra.

Allora non lo compresi.

Adesso sì.

Oggi tutto sembra senza peso: volti senza origine, pelle senza memoria, sguardi che non trattengono nulla.

Bellezze leggere, come se non avessero mai attraversato nulla.

E mi domando cosa resta quando lo sguardo si allontana.

È come osservare l’acqua.

C’è il fiume, che riempie lo spazio e chiede di essere visto.

C’è il ruscello, che conosce le pietre una ad una e continua anche quando nessuno lo nomina.

E poi c’è il tempo, che passa e non lascia appartenenza, solo variazioni.

Forse anche gli sguardi sono così:

non ci definiscono, ci attraversano.

Io non voglio diventare ciò che si guarda una sola volta.

Voglio diventare ciò che non smette di scorrere.

Perché ciò che è vero non ha bisogno di essere trattenuto.

Gli basta continuare.

B.🌹

Tocchi angelici



Lascia che l'anima rimanga fiera e composta 

di fronte ad un milione di universi.



giovedì 16 aprile 2026

Cercasi intermittenze




Non c’è quasi nulla.

Eppure quel quasi

ha la pazienza della luce

che entra senza chiedere spazio.

Qualcosa dietro le spalle

che non prende forma

ma sa restare vicino

senza stringere.

Non è voce,

non è mano,

non è pensiero compiuto.

È un modo quieto

di tenere insieme le cose

quando sembrano sul punto di sciogliersi.

A volte lo confondi con il silenzio,

ma il silenzio qui è gentile,

non pesa: accompagna.

Non spinge,

non trattiene,

non pretende di essere visto.

E proprio per questo

si lascia sentire

come una luce che non abbaglia

ma rende possibile il passo successivo.

Non sai se è presenza

o il modo in cui il mondo

ti sta un po’ più attento del solito.

E tu continui a muoverti

senza dover capire.

Basta che ci sia

quel poco di chiarore alle spalle

che non invade,

ma permette.


B.🌹


In barca







 

non sempre si vince forzando i remi.

Ci sono correnti

che non le pieghi,

onde

che non ti ascoltano.

Puoi spingere,

spaccarti le braccia,

stringere i denti

ma il mare

non tratta.

E allora impari

a non sprecare fiato,

a leggere ogni energia

a stare dentro il ritmo

invece che contro.

Perché certe volte

non è chi rema più forte

ad arrivare lontano,

ma chi capisce

quando è il momento

di lasciarsi portare.

B.🌹

mercoledì 15 aprile 2026

Remix




In barca

l'onda decide.

Tu

alleggerisci le mani.

E arrivi

senza spingere.

Sul ring

stringi i denti,

resisti,

colpisci.

Ogni secondo

è una scelta

tra restare

o cadere.

In mare, invece,

allenti la presa.

Non combatti,

ascolti.

Lì impari

a lasciar passare il vento

qui impari

a restare in piedi.

Due modi di vivere:

uno ti chiede forza,

l’altro presenza.

E capire quando cambiare

è l’unico vero equilibrio.

B.🌹