Un’altra stagione sta sbocciando
io resto
sotto
il punto
dove avevo guardato in alto.
B.🌹
Scrivo per ascoltare ciò che il silenzio racconta. Le parole, per me, non sono mai solo suono: sono respiri, gesti, memorie che cercano casa. Questo spazio è il mio luogo di sosta, una finestra aperta sull’anima, dove i versi possono camminare leggeri e, a volte, trovare qualcuno che li riconosce. Scrivere è il mio modo di toccare il mondo con gentilezza. Writing is my way of touching the world with gentleness.
E tutte le amanti lo lapidarono
con sassi di gelosia stretti nei pugni,
con unghie laccate e bocche ferite.
Lo colpirono piano,
con la grazia crudele delle respinte,
solo perché lui aveva scelto lei.
B.🌹
Ti ho attesa
con la carne vigile,
con i fianchi aperti al tempo
e la pelle stanca di promesse.
Sei arrivata così,
imprecisa e necessaria,
con il respiro addosso
e il disordine delle cose vere.
A volte mi sfiori
e mi sciolgo,
lenta come sale sulla pelle umida;
altre mi affondi dentro,
radice scura,
e mi tieni ferma
là dove tremo.
Ti sento scorrere
accendermi e cedere,
mentre conto gli anni
come cicatrici che sanno il mio nome.
Essenza
che mi prendi anche quando
non ho forza di offrirti altro
che il corpo.
Eppure sappi questo:
anche quando mi apri e mi consumi,
c’è in me una presa profonda,
calda,
che non ti lascia andare.
Mi sciolgo donna nei contrasti
bruni e ambrati
Questa mia femminilità non è ornamento,
ma territorio.
B.🌹
Oscilla un respiro tra onde di silenzio,
la pelle avvolta in caldo velluto liquido.
Un battito, lento e solo,
risuona come eco di mondi lontani.
Il buio non è vuoto,
ma tessuto di sogni inespressi,
onde morbide accarezzano ogni pensiero
prima che il mondo lo tocchi con la luce.
E quando un filo di luce filtra,
non è dolore, non è paura:
è il primo contatto con l’ignoto,
dove la solitudine si fa custode
e il cuore impara a conoscere se stesso.
B.🌹
La sensibilità non segue le mode.
Non accende una guerra e ne spegne un’altra.
Il dolore non è un’immagine da esporre,
né una storia da postare a tempo.
C’è guerra anche dove non guardiamo:
nei corpi stanchi,
nei giovani che si perdono,
nelle donne che non tornano a casa.
Possiamo fare poco,
ma il poco fatto con verità
ha una frequenza più alta
di qualsiasi rumore.
Ciò che nasce dall’anima
non chiede consenso,
si riconosce in silenzio
e vibra oltre lo sguardo.
B.🌹
Seduta accanto al finestrino del treno,
il tempo colava lento,
senza direzione,
e il paesaggio era solo un’eco
di qualcosa che avevo già vissuto.
Nel vetro apparve una bambina,
nata dal respiro del sonno.
Non aveva peso,
non aveva età.
I suoi occhi erano stanze aperte,
le sue mani conoscevano
nomi dimenticati.
La riconobbi
prima della memoria.
Era la sorgente,
la voce che precede la voce,
colei che scriveva
mentre io imparavo a tacere.
Mi dettava poesie
senza parole,
incidendole nel battito,
nel vuoto,
nel tremore.
Quando il treno scomparve nel buio,
la bambina non svanì:
si sciolse in luce,
si fece sogno che sogna se stesso,
e rimase in me
come una promessa che non chiede di essere mantenuta.
B.🌹
neve che scende
leggera
avvolge, avvolge
il ritmo bianco
in seta dormiente.
Mai un errore nel cristallo
sei dopo sei
atomi di stelle
cadono lievi
con la forma che muta
il paesaggio in sogno.
Risplende
d'acque cristalline
e ghiacciai perenni
il nostro sguardo
preso
dove la cascata si blocca
a mezz'aria negli occhi.
Si rotola
la bimba felice
nel manto
adagio dell'inverno
trasvolata di nuvole
su di lei
mute.
Edoardo Flaccomio