martedì 20 gennaio 2026

Superficialità



“La superficialità che disprezza un’altra donna è la stessa che giustifica l’ingiustizia: colpisce chi è vulnerabile e assolve chi è colpevole.”

B🌹


Leggero



“Anche il passo più leggero lascia un segno nella vita degli altri.” 

B.🌹

lunedì 19 gennaio 2026

Una madre partorisce più volte



Una madre partorisce più volte,

non solo nel giorno del primo respiro.

Quel parto di carne e di sangue

è solo l’inizio

di una lunga nascita che non finisce mai.

Partorisce quando il figlio muove i primi passi

e lei resta indietro,

con il cuore teso come una mano che lascia andare.

Partorisce nell’infanzia,

quando il mondo si allarga

e lei diventa confine, rifugio, distanza.

Partorisce nell’adolescenza,

quando l’amore si traveste da silenzio

e il dolore impara a non chiedere.

Quando spingere significa perdere,

e restare significa soffocare.

Partorisce ancora nella vita sociale,

nei sogni che non le appartengono,

nelle scelte che non può correggere.

Ogni volta è un nuovo progetto di vita

che non porta la sua firma.

È scritto nel DNA dell’amore

questo sapere antico e misterioso:

che amare è spingere verso la vita,

anche quando costa lacrime mute,

anche quando nessuno le vede.

Così una madre partorisce senza essere incinta,

senza grida, senza applausi,

con dolori silenziosi

che diventano forza.

E ogni volta nasce un figlio,

e lei rinasce un po’ meno,

un po’ più vuota,

un po’ più eterna.

Brunetta Sacchet🌹

Libertà


 





venerdì 16 gennaio 2026

Anniversario




Custodire

questo cielo freddo, trasparente,

è così difficile.

Guardare

senza chiedere luce,

senza difendersi.

Quasi sapessi

che più aspra

è la voce che tace

quando tu ancora parli,

e che in quel tacere

qualcuno veglia.

Quasi sapessi

che più distante

è lo sguardo di chi si perde

quando alzi il tuo,

e lo affidi

a mani che non vedi.

B.🌹( A mia madre 16 gennaio 1996)

giovedì 15 gennaio 2026

Ontologia delle cortigiane




Nei palazzi dove il potere imparò

che l’essere è un peso e l’apparire un’arte,

le cortigiane custodivano un sapere sottile:

non ciò che è vero governa,

ma ciò che viene detto senza resistenza.

Esse compresero prima dei filosofi

che il linguaggio precede i fatti,

che una frase ben disposta

può rendere superflua l’esperienza.

Non vendevano il corpo,

ma l’economia del senso:

alleggerire il mondo,

renderlo dicibile, dunque innocuo.

Oggi il loro nome è mutato,

non la funzione.

Abitano il discorso pubblico

come una grammatica implicita:

non affermano, modulano;

non mentono, sospendono.

La verità, per loro,

non è falsa:

è semplicemente inadatta,

troppo densa per circolare.

Così il potere persiste,

non per forza o decisione,

ma per narrazione continua,

per la cura paziente dell’ambiguità.

E le cortigiane, antiche e nuove,

restano le sue mediatrici:

non tra uomini e desideri,

ma tra il mondo e la sua dissolvenza verbale.

B.🌹


martedì 13 gennaio 2026

L'arte segreta



Quando l’invidia soffia,

il passo vacilla e il cielo sembra lontano.

C’è chi lancia ombre sotto i tuoi piedi

sperando tu inciampi nel buio.

Ma io ho imparato l’arte segreta delle radici:

anche cadendo, trovano terra.

Cadere in piedi è questo:

trasformare la spinta in atterraggio,

l’ostacolo in appoggio,

il veleno in forza silenziosa.

Perché chi tenta di farti cadere

non sa che stai imparando a volare verso il basso

solo per risalire più vero.

Brunetta 🌹