Porta che si apre,
nessuno lo nota
ma io ci sono dentro.
B.🌹
Scrivo per ascoltare ciò che il silenzio racconta. Le parole, per me, non sono mai solo suono: sono respiri, gesti, memorie che cercano casa. Questo spazio è il mio luogo di sosta, una finestra aperta sull’anima, dove i versi possono camminare leggeri e, a volte, trovare qualcuno che li riconosce. Scrivere è il mio modo di toccare il mondo con gentilezza. Writing is my way of touching the world with gentleness.
Un saluto sospeso nell’aria,
un sorriso che nasce senza fretta,
la mano che apre la porta
prima che tu la tocchi.
Attenzione silenziosa,
come vento leggero
che muove le foglie senza rumore,
eppure senti che c’è.
La gentilezza dei minuti invisibili:
qualcuno che ti lascia passare,
chi ti ascolta davvero,
chi ricorda il tuo nome.
E in questi piccoli gesti,
c’è un mondo intero:
un’eco di umanità
che il tempo moderno quasi dimentica,
ma che ancora sa scaldare il cuore.
B.🌹
Quando diciamo “ho mal di testa”, nessuno mette in dubbio il dolore.
Se diciamo “ho preso un antibiotico”, il problema è automaticamente riconosciuto.
Il nome del farmaco diventa la prova della sofferenza.
Il dolore fisico ha un linguaggio condiviso.
Si vede.
Si misura.
Si cura.
Ma il dolore dell’anima no.
Non esiste una compressa per un abbandono.
Non c’è prescrizione per un tradimento.
Non c’è ricetta per una violenza psicologica che ti svuota il respiro.
Eppure bruciano.
A volte più di una ferita sulla pelle.
Questi dolori non si mostrano.
Si nascondono dietro un sorriso educato.
Dietro un “va tutto bene”.
Dietro la scelta di non disturbare nessuno con il proprio peso.
Chi soffre in silenzio non soffre meno.
Soffre senza testimoni.
Per questo giudicare ciò che non conosciamo è un atto pericoloso.
Non sapere la storia dell’altro dovrebbe insegnarci prudenza, non durezza.
Il dolore non è una competizione.
Non esiste una graduatoria delle ferite più legittime.
Ognuno porta cicatrici invisibili.
E chi ha sofferto davvero conosce il rispetto.
Forse la vera maturità non è dimostrare quanto si è sofferto.
È riconoscere che anche l’altro potrebbe averlo fatto...
in un modo diverso,
in un tempo diverso,
in un silenzio diverso.
Forse non vedremo mai il mondo con gli stessi occhi.
Forse le nostre storie ci hanno insegnato linguaggi diversi, difese diverse, silenzi diversi.
Ma dopo ogni temporale, quando luce e pioggia decidono di non combattersi più, nasce un arcobaleno.
Non cancella ciò che è accaduto.
Lo trasforma.
Io non conosco fino in fondo le tue ferite.
Tu non conosci fino in fondo le mie.
Ma possiamo scegliere di non farle diventare armi.
Possiamo scegliere di farle diventare consapevolezza.
Ti tendo la mano non per dimostrare qualcosa,
ma per dire che la differenza non deve per forza dividerci.
Se c’è spazio per il rispetto,
c’è spazio anche per un nuovo modo di guardarci.
E forse, proprio lì, può nascere il nostro arcobaleno.
Senza alzare la voce,
questa è la forza più rara:
la dimostrazione che, qualunque dolore ti abbia attraversato,
non diventerai mai dolore, offesa per gli altri.
B. 🌹
Tra le braccia di mia madre
Il profumo del seno
Il latte che sgorgava
Vedevo la luna
Brillare la notte
E la sua pelle cullarmi
Sapevo apprezzare
Piangere d'amore
Chiudere gli occhi e sognare
Mentre i grilli scandivano l'estate
Io e lei
Sul dondolo della terra
Unici e perpetui
Impazziti di gioia.
Dove sei
Oh amata madre
Non senti il mio richiamo?
Io che ti sogno ancora
E non chiedo altro che baci
Per quei girotondi di bimbi
E per quelli andati per sempre.
E F
Biblios @
Ho aperto la notte
tra le pagine.
Non c’era un ritratto
c’era una luna imprigionata
in un rettangolo di carta.
Il suo volto era falce sottile,
promessa di pienezza.
Portava nei polsi
il latte segreto delle costellazioni.
Non sapeva ancora
di essere marea.
Io, che ho attraversato le sue fasi,
porto crateri bianchi sotto la pelle,
segni d’acqua ritirata
dopo l’alta luce.
Quando l’ho guardata
il cielo si è piegato in due:
lei crescente,
io calante,
e nel mezzo
un disco invisibile
dove tutto è compiuto
prima di accadere.
Le sue paure erano ombre sottili.
Le mie, eclissi già avvenute.
Eppure
la stessa luce ci abita
non nasce, non muore,
si trasforma nelle ore dei giorni
La luna è rimasta.
Ora so:
non ero io a ricordare lei.
Era la sua notte
che ricordava me.
B.🌹
Lui l'amava.
Anche se aveva molte amiche,
alcune così confidenziali
da sapere prima di lei cosa provasse.
Lui l’amava.
Anche se ogni loro progetto
era un lavoro di gruppo,
a sua insaputa.
Lui l’amava.
Anche se le altre conoscevano
ogni dettaglio di loro,
persino quelli che lei stava ancora vivendo.
Un giorno un’amica disse a tutti
che lei era ingiusta
a sospettare della sua infedeltà.
E lui annuì.
Con la stessa sincerità
con cui amava solo lei.
Anna Micoli. By.. 🦋
C’è chi schiarisce le fotografie,
come se la luce potesse assolvere il tempo,
come se bastasse togliere ombra
per non avere memoria.
C’è chi offre al sole soltanto la schiena,
custodendo il volto
in una stanza senza specchi,
dove il nome non risponde più.
C’è chi scuce le parole altrui,
le lascia senza pelle,
perché nel silenzio ferito
resti in piedi la sua voce.
E c’è sempre una mano
che cerca fango tra i sassi
non per cadere
ma per velare ciò che è limpido,
credendo che la polvere sollevata
sia abbastanza per sparire.
E allora di nuovo
qualcuno schiarisce la verità
temendo che l’ombra racconti
ciò che la luce
non può cancellare.
B.🌹