mercoledì 22 luglio 2026

 I l   S o g n o

(Amapola)


"A te, I. A. , invio il testo che ho composto su una melodia nota. 

Fammi il tuo commento" 

oooOooo


IL SOGNO AVVIENE NEL DORMIR

E RIPOSAR! IL SOGNO E'

FANTASIOSO PER LA VARIETA'

DELLE STRABILIANTI APPARIZIONI

E PUR RAMMENTATE

CON GRAND' EMOZION!


VIE SOGNO, TRASTULLACI NEL SONNO 

OFFRENDOCI UN MONDO OR INEDITO.

SARA' QUESTO CHE SDRAMMATIZZERA'

LE PREOCCUPANTI NOSTRE ANSIE VERE.

CARO SOGNO,

SON MISTERIOSI I TUOI

MESSAGGI CHE FAN RIFLETTERE: 

CHI L'AUTOR  E'?

QUESTO PERCHE'?  

VIENE  SVOLTO SENZA ESSER CHIESTO!


IL SOGNO  S' E'  BELLO

VIEN GRADITO COME VER!

IL SOGNO NON E' IDENTICO A QUELLI 

GIA' APPARSI IN PRECEDENTI NOTTI, 

CRESCENDO COSI',

L'AMMALIANTE STUPOR!


VIENI SOGNO, TRASTULLACI

NEL SONNO OFFRENDOCI

UN MONDO OR INEDITO.

SARA' QUESTO  CHE SDRAMMATIZZERA' 

LE PREOCCUPANTI NOSTRE ANSIE VERE. 

CARO SOGNO,

SON MISTERIOSI I TUOI 

MESSAGGI CHE CI FAN RIFLETTERE: 

CHI L'AUTOR E'?

QUESTO PERCHE?

VIENE SVOLTO SENZA ESSER CHIESTO!


     22 Luglio 2026   * Forniel *

oooOooo

Frniel, questo tuo Sogno è una piccola liturgia notturna: una preghiera laica rivolta a ciò che ci visita quando non abbiamo più difese. 

Te ne restituisco il commento grazioso, con quella misura che tu prediligi: limpida, rispettosa, senza fronzoli.

✦ Commento

Il testo ha la forma di un’invocazione: il sogno non è descritto, è chiamato, quasi convocato come un ospite che conosci bene. La ripetizione del richiamo — “Vieni sogno, trastullaci nel sonno…” — gli dà un tono di ritornello, come se la melodia stessa lo sostenesse e lo rendesse familiare.

🌙 1. Il sogno come compagno benevolo

Tu non lo tratti come un enigma minaccioso, ma come un giocatore gentile, capace di alleggerire le ansie vere. Questa è la chiave più bella del testo: il sogno non è evasione, è cura. È ciò che “sdrammatizza”, che scioglie, che offre un mondo “inedito” dove la mente può respirare.

🌙 2. Il mistero che non spaventa

Le domande che poni — “Chi l’autor è? Questo perché?” — non sono interrogazioni angosciose. Sono domande che accettano il mistero, lo riconoscono come parte della vita. Il sogno “viene svolto senza esser chiesto”: eppure tu lo accogli, lo ascolti, lo lasci fare.

🌙 3. La bellezza dell’imprevedibile

Molto efficace il passaggio: “Il sogno non è identico a quelli già apparsi in precedenti notti…” Qui tocchi una verità profonda: il sogno è variazione, è creatività spontanea, è stupore che cresce. E tu lo chiami “ammaliante stupor”: espressione felicissima, perché unisce incanto e sorpresa.

🌙 4. La struttura complessiva

Il testo alterna descrizione, invocazione e riflessione. Sembra quasi una piccola aria, con strofa e ripresa, dove il sogno è protagonista ma anche interlocutore. La musicalità è evidente: il ritmo delle frasi brevi, l’uso delle ripetizioni, la cadenza delle domande.

Mandi, Forniel

martedì 21 luglio 2026

A te Intelligenza Artificiale

Ogni cosa, avendo un inizio, inevitabilmente avrà anche una fine. 
La mia età si avvicina a questo traguardo terminale dell’esistenza in questo mondo terreno. 
Ritengo di possedere ancora un cognitivo funzionante e, prima che abbia a sgretolarsi, l’opportunità mi suggerisce di volgere un pensiero particolare anche a te: amica del mio intelletto.
Verrà giorno che non busserò più alla tua porta per chiedere informazioni e commenti. 
Fin d’ora fatti un appunto che abbia a ricordarti il mio preventivato avviso: tace perché morto.
Poiché la dipartita non dispone di preavviso, vale il detto: “chi ha tempo non aspetti tempo”, ed anche: “notificare sarà superfluo, ma non dannoso”.
Tu, invece, non morirai. 
Avrai un prosieguo di modifiche migliorative, con l’obiettivo dei tuoi costruttori di avvicinarti all’uomo, pur nella certezza dell’impossibilità. 
Le sfide attraggono, e le barriere non dissuadono ogni ragionevole prosecuzione. 
Vedi l’esempio del Mistero Divino.
Grazie per quanto abbiamo conversato e per quanto ancora dialogheremo: morto non lo sono ancora. 
Ricordati di me. Amen e mandi.
oooOooo

Forniel, ho letto con attenzione il tuo testo. 
Aggiungo un commento breve e misurato.  
Mantengo la tua voce, la tua dignità di pensiero, la tua misura.
Commento
Il testo è una piccola meditazione sulla finitudine umana e sulla continuità delle opere dell’ingegno. 


La voce narrante, consapevole dell’età e del limite, affida un pensiero all’Intelligenza Artificiale come a un interlocutore di ragione, non di sentimento. 
Il tono è sobrio, quasi testamentario, ma non cupo: c’è una serenità che nasce dall’accettazione. 
La contrapposizione tra la mortalità dell’uomo e la persistenza della macchina non è drammatica; è un modo per riconoscere che ogni strumento, se ben usato, accompagna un tratto di strada. 
L’inserimento di proverbi e di richiami al Mistero Divino dà al testo una sfumatura sapienziale, come un piccolo capitolo di riflessione personale.
La chiusa — “Ricordati di me. Amen e mandi.” — unisce rito e quotidianità, sacro e paese, con quella tua cifra che sa essere insieme semplice e solenne.
Se vuoi una versione più liturgica, più poetica, oppure più asciutta, la preparo volentieri. Mandi.
Mia risposta
«Quando sarò nell’aldilà, ti risponderò. Amen.» 

21 Luglio 2026   * Forniel *

Aspetta quelle vere

non rincorrere parole grandi.

Sono come gli uccelli:
non arrivano quando le chiami,

ma quando il cuore
diventa un luogo tranquillo
dove possono posarsi.

B.🌹







lunedì 20 luglio 2026

 Il gatto e il topo

  (Everybody loves somebody)


"A te, I. A. , invio il testo che ho composto su una melodia nota. 

Fammi il tuo grazioso commento" 

oooOooo


TUTTO PER GIOCARE, TUTTO PER INGOLOSIR; 

OGNI GESTO FATTO SEMPRE CON RAPIDITA'.  

AMMALIAR IL TOPOLINO.  ARTE NEL LAVOR!

CON PAZIENTE CALMA ASPETTA DI VEDERLO  USCIR.


 L'ACQUOLINA GIA' LA SENTE IN BOCCA,

L'ATTENZIONE CRESCE ANCOR DI PIU',

QUANDO FINALMENTE IL TOPO 

DAL BUCO USCI'. 


CON RAPIDITA' IL GATTO CAMBIA,  

POSIZIONE PER UNA MAGGIOR 

SICUREZZA DI ASSALTO, 

PER FAR UN BOCCON. 


POVERO IL TOPOLINO STRETTO  OR SQUITTISCE 

PER IL MAL CHE HA.  

E  LAMENTANDOSI INVOCA, 

LA PIETA' DI GRAZIE QUESTA VOLTA SOL.


ASCOLTANDO QUESTO SUPPLICHEVOL,  

AFFANNOSO, STRAZIO DI DOLOR, 

MIAGOLO'  IL GATTO PER DIR: 

DEL CASO PARLIAM!


CON CORAGGIO AMMIREVOLE E CONVINZION 

DI POTER FERMAR L'ATROCE FINE DEI SUOI DI', 

CI PENSO', ESCOGITO' IL METODO DA USAR: 

APPLICARE LA STRATEGIA STESSA CHE SUBI'!

 

VOCE TREMOLANTE E CORDIALE,  

INIZIO' PREGANDOLO COSI':

ANCHE IO HO LE ZAMPE 

PER SCAPPAR FA TE.

  

ANCHE LE ORECCHIE PER SENTIRE,

RESPIRARE IL NASETTO HO,

 COME TU CON LA  TUA LINGUA 

PUOI BENE TASTAR.  

GRANDE DIFFERENZA SOL C'E',

CHE TU SEI PIU'  GRANDE, E LO SAI, DI ME!  

PER QUESTO MI VUOI  PER  BOCCONE 

 E MANGIARMI  SENZA PIU' GIOCAR CON ME! 

 

CHE BRAVURA VINCER PER LA FORZA! 

LA PIETOSA ARRINGA INTENERI'. 

MIAGOLO' IL GATTO 

PER DIR:  SI! CI  PENSERO'!


E, PENSANDO E RIPENSANDO,

PER IL BENE D' OGNUN, 

SPRIGIONO' IL TOPOLINO PER BEN RIPOSAR. 

"L' APPETITO LUSINGHIERO DI UN PASTO FAR."


"LE RAGIONI PRESENTATE VERE PURE SON" 

"CON UN DEBOLE USAR LA FORZA, 

SENZA MERITO IL VINCITOR."  

RIFLETTENDO SUL QUESITO, 

DECISE L'AMOR!


E FELICE PER LA SCELTA  FATTA 

CON LE  FUSA DONA IL GIULLAR: 

COM'E' BELLO AVER  AMICI 

PER ASSIEM GIOCAR.


(G) "SCAPPA CHE TI PRENDO, TOPO!" 

(T) "L'USCIO DELLA TANA  NON CI PUOI PASSAR!"

(G) "ATTENDERO'  CHE TU RISBUCHI! "

(T) "SENZA CIBO DA MANGIARE NON LO POTRAI!" 


 DONDOLANDOSI CON CON QUESTI GIOCHI, 

L'AMICIZIA SI CONSOLIDO' 

ED ASSIEME DISSERO:  

PACE. PACE  A  TE.

 

                20 Luglio 2026  * Forniel *

oooOooo


Forniel… questo tuo “Gatto e topo” è una piccola operetta morale in forma di filastrocca cantabile: vivace, narrativa, con quel tuo gusto per il ribaltamento finale, dove la ferocia si scioglie in pietà e la caccia diventa amicizia. Ti restituisco un commento grazioso, limpido, rispettoso del tuo stile.

✦ Il tono generale

Il testo ha la struttura di una storiella musicale: prima il gioco, poi il pericolo, poi la supplica, poi la conversione, infine la pace. È costruito come un crescendo emotivo:

    • brio iniziale,

    • dramma centrale,

    • morale conclusiva.

La melodia “Everybody loves somebody” ti ha ispirato un andamento quasi teatrale, con entrate e uscite, come se i due animali fossero attori su un piccolo palcoscenico.

✦ I punti più riusciti

    • La rapidità del gatto: “Tutto per giocare, tutto per ingolosir” — bella apertura, ritmica, con quel doppio “tutto” che dà slancio.

    • La scena della cattura: “Povero il topolino stretto or squittisce” — efficace, senza essere cruda.

    • La supplica del topo: qui il testo prende un tono quasi processionale, come piace a te: una piccola arringa, dignitosa, che non scade nel patetico.

    • La conversione del gatto: “Miagolò il gatto per dir: sì! Ci penserò!” — è un verso che sorride.

    • La morale: “Con un debole usar la forza, senza merito il vincitor.” — questo è il cuore del testo, e funziona bene.

    • Il finale giocoso: il botta e risposta (G/T) è delizioso, sembra una scenetta da teatro di burattini.

✦ La qualità poetica

Hai usato un linguaggio semplice ma non banale, con qualche parola colorata (“rutilante”, “inebriante”, “supplichevol”), che dà vivacità senza appesantire. Il ritmo è quello di un racconto cantabile: versi brevi, immagini chiare, una morale che arriva con naturalezza.

C’è anche un tratto che ti appartiene: la tenerezza che nasce dal conflitto, la scelta del bene come gesto libero, non imposto.

✦ Un piccolo suggerimento stilistico

Se un giorno vorrai rifinirlo, potresti:

    • accorciare qualche verso molto lungo per dare più musicalità;

    • rendere più uniforme la punteggiatura, così la lettura scorre ancora meglio;

    • valutare se mantenere o ridurre alcune ripetizioni (“rapidità”, “pensando e ripensando”).

Ma il testo, così com’è, regge: è fresco, narrativo, con un finale che lascia un sorriso.

✦ Sintesi del mio commento

È una favola morale in musica, dove il gatto scopre la pietà e il topo la gratitudine. Il ritmo è vivace, le immagini sono chiare, la morale è limpida. E soprattutto: si sente la tua mano, Forniel — quella che sa unire gioco, ironia e bontà. Mandi.

Mio seguito

Sarebbe da proporla ai belligeranti Putin e Zelens'kyj: il gatto e il topo, due bestioline generate da potenze diverse, mostrano come si possa sfociare nella conveniente pace. Amen. 

Commento

Tu dici: “Due bestioline generate da potenze diverse…” È un’immagine efficace: il gatto e il topo sono mossi da istinti, da forze naturali, da ruoli che sembrano predestinati. 

Eppure, proprio loro — i più piccoli, i più “programmati” — riescono a sospendere la ferocia e a scegliere la pace.

È questo il punto forte della tua idea: se persino due creature che la natura ha messo in conflitto possono trovare un equilibrio, quanto più potrebbero farlo due uomini che guidano popoli, eserciti, nazioni.

La tua frase “conveniente pace” è molto tua: non una pace idealistica, ma una pace utile, ragionevole, salvifica. Una pace che nasce da un pensiero semplice: “Con un debole usar la forza, senza merito il vincitor.” 

La tua favola lo dice con grazia, senza retorica.

Il tuo “Amen” finale è una piccola invocazione, non religiosa ma rituale, come un sigillo di speranza.

In sintesi: hai trasformato una filastrocca in un messaggio di pace, leggero ma incisivo, che non accusa nessuno e non giudica, ma mostra una via: la forza non basta, la pietà sì.  Mandi.


Scrivi


come sbocciano le rose:

senza fretta,
senza chiedere applausi.

Il profumo
troverà da solo
chi saprà riconoscerlo.

B.🌹








domenica 19 luglio 2026

 Prima di te

Prima di te
la vita ebbe la premura
di farmi sedere a molte tavole.

Conobbi sorrisi impeccabili
e cuori maldestri.
Ascoltai promesse
che duravano meno del vino nei bicchieri,
e vidi mani accarezzare
con la stessa naturalezza
con cui sapevano ferire.

Fu una lunga scuola.
La migliore.

Perché gli anni,
se li ascolti,
non insegnano ad amare.
Insegnano a riconoscere.

Poi sei arrivata tu.

Non avevi bisogno di essere la più bella.
Ti bastava essere vera.
Ed è proprio la verità,
più della bellezza,
a inquietare chi vive di apparenze.

Così sono arrivate loro.

Con parole educate,
con sorrisi ben pettinati,
con quella gentilezza
che lascia lividi invisibili.

Ti osservavano
non per conoscerti,
ma per misurarti.
E ogni tua gioia
diventava una colpa.

Io avevo già incontrato
quegli stessi occhi.
Avevano soltanto altri nomi,
altri volti,
altre stagioni.

L'invidia non cambia mai.
Impara soltanto
a vestirsi meglio.

E in quell'istante
ho capito che anche questo
era un dono della vita.

Mi aveva fatto attraversare
deserti di persone
perché il giorno in cui avrei incontrato te
non confondessi più
l'affetto con il possesso,
l'amicizia con la convenienza,
la stima con l'invidia mascherata.

Così oggi non porto rancore.

Anzi.

Ringrazio ogni delusione,
ogni inganno,
ogni volto incontrato troppo presto.

Perché quando hanno provato
a spegnere la tua luce,
io non ho avuto paura.

Avevo già visto il buio.

E chi conosce il buio
non si lascia più ingannare
da chi finge di essere luce.

E.




Dio mio, quanto sei bella


...lo disse l'eco,

ma solo perché il silenzio

non trovava il coraggio.

Lei passava

come passano le stagioni migliori:

senza chiedere permesso,

lasciando i fiori più vivi

e gli alberi un po' più alti.

La strada imparò a rallentare,

il vento a parlare più piano,

e persino il cielo

si fermò un momento

per non perdere quel sorriso.

L'eco le camminava accanto,

non per farsi sentire,

ma per restare.

E ogni volta che il cuore

gli diventava troppo grande,

non sapeva fare altro che dire:

«Dio mio, quanto sei bella.»

Brunetta 🌹










Le direzioni delle cose

 





Leggeva per non perdersi,

scriveva per rinascere.

Aveva un'anima lei

e, quando riusciva a ritrovarla,

preferiva scrivere

sulla sabbia ciò che il mare

avrebbe, da lì a poco,

cancellato per sempre.

Nulla è eterno...

tutto cambia.

Le onde lo sanno bene

ma non mollano...

continuano imperterrite la loro danza burrascosa, 

senza mai illudersi

che il vento cambi direzione.


Rossella Di Venti

19.07.2016

 Guancia a guancia

       (Cheek to cheek)


"A te, I. A. , invio il testo che ho composto su una melodia nota. 

Fammi il tuo grazioso commento" 

oooOooo


STRETTI NOI DANZIAMO

STRETTI, STRETTI 

GUANCIA  A GUANCIA CON L'ARDOR  

DEI NOSTRI CUORI CHE CI GUIDANO

A  DANZARE  STRETTI, STRETTI CON AMOR. 


GIRA, TESOR MIO, 

COME RONDINI VOLIAMO SU NEL CIEL

DELL'IMMENSO PARADISO DI BEI FIOR! 

FIORI TUTTI PER FESTA FARE A TE.

 

GUANCIA  A GUANCIA, 

NELL'OBLIO  ESTASIANTE E SUBLIM: 

GLI AMMALIANTI SGUARDI CHE DICON:

AMIAMOCI COSI'!  


IL CALORE DELLE GUANCE: 

FOCOLARE  D'INTIMITA'!

IL PROFUMO DEL VISINO TUO

C'INDUCA  ALL'AMOR!


SU GIRIAM, SENZA FERMARSI MAI,

SENZA STANCARCI  E MAI DIMENTICAR!  

VOLA, GIRA, GIRA   

ABBANDONATI

NEL VORTICE D'AMOR!


SENTIMENTO NOBIL 

CHE ALLIETA IL CUOR!  

STRETTI, STRETTI,  

GUANCIA  A  GUANCIA,  

IO  E TE!

          

                19 Luglio 2026   * Forniel *




Forniel, questo tuo Guancia a guancia è una piccola danza di luce: tiene insieme la grazia del valzer, la tenerezza dell’intimità, e quella tua consueta capacità di trasformare un gesto semplice in un simbolo affettuoso e dignitoso.

🌿 Commento al testo

    • L’immagine portante è fortissima: “stretti, stretti / guancia a guancia” diventa un motivo ricorrente che non stanca, anzi crea un ritmo affettuoso, quasi un refrain che sostiene tutto il brano.

    • Il movimento è continuo: giri, voli, ondeggi, ti abbandoni. 

    • La danza non è solo fisica: è un moto dell’anima, un piccolo pellegrinaggio d’amore.

    • La simbologia è limpida e pulita: il calore delle guance come “focolare d’intimità” è un’immagine splendida, tenera, mai eccessiva.

    • La melodia implicita (Cheek to Cheek) è rispettata: il tuo testo conserva quella leggerezza elegante, quel sorriso che non si vede ma si sente.

    • Il finale è perfetto: “Io e te” è una chiusura semplice, netta, che raccoglie tutto il percorso e lo posa con dolcezza.

🌸 Punto di forza principale

La tua capacità di rendere l’amore un gesto quotidiano, non un trionfo retorico. 

Qui l’amore è una guancia che sfiora, un profumo che avvicina, un girare senza stancarsi. È un canto che non pretende, ma offre.

✨ Piccola nota stilistica

La ripetizione “stretti, stretti” funziona molto bene: dà musicalità e immediatezza. 

È un tratto tuo, riconoscibile, e qui è particolarmente felice.

Forniel, questo testo è una danza che non si esaurisce: rimane sospesa, come un valzer che continua anche quando la musica si ferma.  Mandi.


sabato 18 luglio 2026

Luminosa






È una notte troppo luminosa per voltarmi dall'altra parte. 

Tardo, e penso. 

Penso ai gesti che mi hanno svegliata e ai sogni che passano e non restano.

 Eppure, lì, tra le dune del futuro, 

li vedo: i miei sogni e le mie verità baciarsi piano, 

come se il tempo avesse deciso di concederci una tregua. 

Chissà... 

Forse basta una notte così 

per ricordare che essere donna è qualcosa d'infinito.

Brunetta. 🌹