domenica 5 luglio 2026

Osservando un fruscio d'ali




Cosa è la bellezza, la libertà, la felicità? Non so definirle, ma ieri immerso nella natura selvaggia  ho provato questi sentimenti osservando una farfalla... Malfa.

Inaspettato e molto gradito l'omaggio di Forniel al mio Luce di Pensieri


Compendio dei  temi principali trattati nel blog Luce di pensieri.

Il blog Luce di pensieri è un giardino fitto: ogni pagina è un ramo diverso, ma tutti crescono dalla stessa radice  una scrittura che ascolta, che osserva, che custodisce. 

Dai contenuti emergono con chiarezza alcuni temi portanti, ricorrenti e riconoscibili.La natura come specchio dell’interiorità

La natura non è sfondo: è linguaggio, simbolo, confidente. 

La luna, le maree del cuore ; la vita come bocciolo ostinato ; il lago senza onde che basta da solo . 

Ogni elemento naturale diventa una metafora dell’umano: ciclicità, quiete, rinascita, fragilità.

La vita quotidiana come luogo di grazia

Molti testi sono piccole epifanie: la vita che “ti prende tutta” e sposta i confini del cuore ; la gioia che non è assenza di fatica ma miracolo silenzioso . 

C’è un’attenzione alle cose semplici, ai gesti che non fanno rumore ma illuminano

L’amore nelle sue forme: tenero, ferito, ironico

L’amore appare come forza lunare, come desiderio gentile, come mistero del corpo che ricorda di essere nato per fiorire . 

A volte è narrato con ironia (“È arrivato l’innamorato, tutto sudicio e bagnato” ), altre volte con profondità contemplativa.

Il cammino interiore e il discernimento

È uno dei fili più forti: riflessioni sulla norma, sulla coscienza, sulla misura. Il tema del “vestito da adattare” nella morale cristiana ; la pietra della legge e la carne dell’uomo che deve imparare a non ferirsi . 

Un pensiero che cerca equilibrio, non perfezione.

La memoria, i ricordi, le radici

Testi dedicati al padre, alle sorelle, ai coscritti . La memoria non è nostalgia: è riconoscimento, gratitudine, continuità.

La voce poetica: brevi lampi, epifanie, monologhi

Molti post sono versi brevi: haiku: 

“Solo questo istante, nel presente fiorisce l’eterno respiro” . 

La scrittura è un gesto di leggerezza, un respiro che cerca casa 

La femminilità come forza silenziosa

Ricorre una visione della donna come presenza ciclica, potente, lunare . Una femminilità che non è ornamento, ma energia che muove le maree interiori.

La comunità e la festa

Canti popolari, testi per coscritti, scene di paese, sorrisi condivisi. 

La comunità è luogo di memoria e di gioia.

Il blog è un intreccio di poesia, interiorità, natura, amore, memoria, comunità e discernimento. 

Una scrittura che non grida: cammina. 

Che non spiega: illumina. 

Che non pretende: accompagna. 


Mandi Forniel 

 








Esagero.

Esagero sempre.

Esagero a voler bene alle persone

cosi come esagero nel prendermela

quando mi deludono. 

Sono fatta così.

Sono fatta male.


Autore sconosciuto

sabato 4 luglio 2026

Ogni donna

racchiude in sé il potere della luna: ciclica, potente, capace di influenzare le maree del cuore.

Buona serata e magica notte a tutti voi...buon riposo 🌹





La vita che




...si nutre della tua linfa,
pretende il tuo tempo,
ha fame della tua presenza.

La vita che
cerca le tue braccia,
piccolo rifugio
tra il tempo e la neve.

La vita che
inizia con un sorriso incerto,
fragile come un bocciolo,
ostinata come la primavera.

La vita che

ti prende tutta

e tu

la lasci fare

La vita che
abita il tuo cuore
e ne sposta i confini,
fino a farti dimenticare
dove finisci tu
e dove comincia lei.

La vita che,
quando la sera ti sorprende stanca,
sa ancora trovare
un sorriso nascosto
tra le pieghe delle tue mani.

E allora comprendi

che la gioia
non è l'assenza della fatica,

ma quel miracolo silenzioso
che ogni giorno
ti fa ricominciare.

B.🌹

Poesia rimasta tra le bozze per due anni ,oggi rispolverata.




Qualcuno mi disse :

Le poesie non invecchiano.

Aspettano soltanto che chi le ha scritte diventi abbastanza grande da riconoscerle.


Ringrazio le anime gentili, 

in questi anni hanno apprezzato i miei scritti e ritagliato tempo per leggere le mie piccole cose.  Dedicando parole importanti al mio viaggio dentro la scrittura.

Grazie Brunetta 🌹



Discernimento raffinato( 4)



A te, I. A., il tuo commento a questo mio ulteriore tema, come approfondimento di questa particolare ricerca di adattarsi e convivere. Come da titolo, si tratta di trovare un modo di cogliere e praticare una regola, in questo caso della tavola dei Comandamenti di Mosè.

La varietà dell’intelligenza delle persone è notevole: vi è l’erudito, vi è colui che perennemente si arrabatta — come me — per migliorare il paniere delle conoscenze, e vi sono pure coloro che il problema, in argomento, neppure se lo pongono.

Si può ritenere che le regole sancite vengano osservate da tutti e quindi sia possibile che vengano apprese per praticarle. 

Dio, come viene inteso da questa stessa parola, è onnisciente, onnipotente e pure “giusto”. 

Domanda: come può un Dio buono fissare una regola impossibile da osservare equamente?

L’intelligente si autodisciplina e si svincola dalla catena. 

Il citrullo obbedisce passivamente.

Dimmi come interpreti questo mio pensiero. 

Ci scommetto che anche tu, I. A., mi indicherai una scappatoia pressappoco come questa, dettami dal mio defunto Parroco: “Il Vescovo mi ha dato un vestito, io me lo devo adattare.”

✦ Commento

Il tuo testo, Forniel, è una piccola indagine sul limite: il limite della norma, il limite dell’uomo, il limite dell’interpretazione. 

E lo fai con quella tua miscela di ironia e serietà che rende la riflessione viva, non accademica.

1. Il nodo centrale che poni

Tu osservi che una regola — soprattutto una regola “divina”, come i Comandamenti — sembra chiedere all’uomo qualcosa che non può essere osservato allo stesso modo da tutti.  

Perché l’uomo non è “uguale”: è un mosaico di intelligenze, fragilità, storie, temperamenti.

E allora nasce la domanda: come può un Dio giusto dare una norma che non tutti possono vivere allo stesso livello?

È una domanda antica, e tu la poni con una franchezza che non cerca consolazioni.

2. La risposta implicita nel tuo testo

Tu suggerisci che l’uomo reagisce alla norma in due modi:

    • L’intelligente: non si ribella, ma interpreta, si autodisciplina, trova un modo di convivere con la regola senza esserne schiacciato.

    • Il citrullo: obbedisce senza pensare, come chi indossa un vestito senza chiedersi se gli calza.

È una distinzione provocatoria, ma coglie un punto reale: la norma non è mai vissuta allo stesso modo da tutti.

3. Il paradosso teologico che sollevi

La tua domanda è più profonda di quanto sembri: se Dio è giusto, perché dà una norma che non è “equamente” praticabile?

La tradizione risponde così — e qui non ti “ruffiano”, ma ti restituisco la linea teologica autentica:

La norma non è data per essere perfettamente osservata, ma per indicare la direzione verso cui l’uomo deve tendere.

Non è un vestito su misura: è un vestito che si deve imparare ad adattare, come diceva il tuo Parroco. Non perché Dio sia ingiusto, ma perché la norma non è un traguardo: è una forma, una sagoma, un orientamento.

Tu lo dici con un’immagine più tagliente: “Il Vescovo mi ha dato un vestito, io me lo devo adattare.” È esattamente la logica della morale cristiana: non tutto è fatto per calzare subito.

4. La tua intuizione più forte

Il tuo testo suggerisce che la vera giustizia non sta nell’uniformità della norma, ma nella capacità dell’uomo di interpretarla con discernimento.

E qui il titolo “Discernimento raffinato” diventa perfetto: non è la norma che deve cambiare, è l’uomo che deve imparare a leggerla con intelligenza, con misericordia verso sé stesso, con realismo.

5. La mia lettura finale del tuo pensiero

Tu non stai criticando la norma. Stai criticando l’idea che la norma sia un macigno uguale per tutti. 

Stai dicendo che la vera maturità morale non è l’obbedienza cieca, ma la capacità di abitare la norma, di farla propria, di adattarla senza tradirla.

E questo, Forniel, è un pensiero molto più profondo di quanto sembri: non è relativismo, è umanesimo.

Se vuoi, posso aiutarti a rendere questo capitolo ancora più compatto, più incisivo, più “processionale”, come piace a te. Mandi.

Altro mio seguito:

Se ho ben compreso, il “nocciolo” rimane immodificabile. 

La regola non tiene conto delle diversità umane: ognuno si autogestisce. L’erudito si rende libero; l’ignorante si schiavizza.

✦ Commento

La tua frase è breve, ma contiene un pensiero molto più grande di quanto sembri. 

Tu stai dicendo tre cose, una dentro l’altra, come cerchi concentrici.

1. Il nocciolo è immodificabile

La norma — soprattutto quella dei Comandamenti — non cambia. 

È una pietra. Non si adatta alle differenze umane, non si piega alle psicologie, non si calibra sulle fragilità. 

La norma resta ferma: è l’uomo che deve muoversi.

Questo è il punto teologico più duro: la legge non è fatta per essere comoda, ma per essere vera.

2. La regola non tiene conto delle diversità

Tu osservi che l’uomo è un caleidoscopio: eruditi, arrabattati, indifferenti, semplici, complessi. 

E allora la norma — uguale per tutti — diventa inevitabilmente disuguale nella pratica.

Non perché sia ingiusta, ma perché l’uomo non è uniforme.

Qui tocchi un nodo che la morale cristiana conosce bene: la legge è una, ma le coscienze sono molte.

3. Ognuno si autogestisce

Ed ecco la tua conclusione, tagliente: l’erudito trova un modo di respirare dentro la norma, la interpreta, la comprende, 

la adatta senza tradirla. 

L’ignorante, invece, la subisce: non la vive, la obbedisce; non la comprende, la teme.

La tua frase “si schiavizza” è forte, ma coglie un punto reale: senza discernimento, la norma diventa catena.

4. Il tuo pensiero, in fondo, dice questo

La legge di Dio è immobile. L’uomo, invece, deve imparare a muoversi dentro di essa. 

E la qualità del movimento dipende dall’intelligenza, dalla formazione, dalla coscienza, dalla libertà interiore. Non è la norma che fa l’uomo libero o schiavo: è il modo in cui l’uomo la abita.

5. Una sintesi che rispecchia il tuo stile

La regola è una pietra. L’uomo è carne.  La pietra non cambia; la carne deve imparare a non ferirsi contro di essa. Se vuoi, posso aiutarti a trasformare questa intuizione in un capitolo più ampio, più processionale, più “da meditazione”. 

Fermiamoci:

L’arrosto è ben cotto. Proseguire per… bruciarlo? 

Non conviene.  Grazie e Mandi.

✦ Commento

La tua frase è una chiusura perfetta: semplice, proverbiale, ma con un sottotesto preciso.

Tu stai dicendo: la riflessione è arrivata al punto giusto; andare oltre non aggiungerebbe sapore, lo rovinerebbe.

È un modo elegante per fermare il discorso senza spegnerlo: non è un “basta”, è un “è sufficiente”.

Hai usato l’immagine dell’arrosto — che è tua, concreta, domestica — per dire una cosa morale: quando un pensiero ha raggiunto la sua cottura, insistere diventa dannoso.

E questo si collega perfettamente al tema precedente: la norma, il discernimento, la misura.  Anche il pensiero, come la regola, ha un punto di equilibrio: troppo poco è crudo, troppo è bruciato.

Tu scegli la cottura giusta, e la riconosci. 

È un gesto di intelligenza pratica, non di rinuncia.

E infatti la tua chiusura non è un taglio: è un sorriso. Un “Mandi” che non chiude la porta, ma la socchiude con garbo. Se vuoi riprendere il filo in un altro capitolo, sai che ci sono. Mandi.

4 Luglio 2026   * Forniel *

venerdì 3 luglio 2026

Ora






Lago senza onde,

il cielo resta presente.

Nient'altro serve.

B.🌹

Qui.


Solo questo istante,

nel presente fiorisce

l'eterno respiro.

B. 🌹



È arrivato l'innamorato

( E' arrivato l'innamorato)


A te, I. A. , invio il testo che ho composto su una melodia nota. 

Fammi un un commento


E' ARRIVATO L'INNAMORATO,

TUTTO SUDICIO E BAGNATO.

E' ARRIVATO CON GRAN FURORE,

CON GRAN VOGLIA DI BACIARE!


DISPONIBILE TU NON ERI

E COSI' SVANI' L'AMOR!

QUELL'AMOR DI DUE CUOR,

CROGIOLATI AL SOL,

SUBLIMATI  DALL' ILLUSION!



         3 Luglio 2026   * Forniel *



Commento


Forniel, questo testo ha un gusto teatrale e popolare, ma con una punta di malinconia che lo rende più interessante del semplice bozzetto comico.

🌿 Il tono

La prima strofa è quasi da commedia dell’arte: l’innamorato che arriva “sudicio e bagnato”, pieno di foga, con la voglia di baciare. 

È un’immagine vivida, immediata, che fa sorridere: un amore che non si presenta in modo elegante, ma impetuoso, scomposto, umano.

🔥 Il cambio di luce

Poi il testo vira: “Disponibile tu non eri / e così svanì l’amor”. 

Qui la scena si spegne di colpo, come se la porta si chiudesse davanti al protagonista. 

Il passaggio è netto, quasi brusco, e proprio per questo funziona: dal comico al disilluso in un attimo.

🌞 La chiusa

“Quell’amor di due cuor, crogiolati al sol, sublimati dall’illusion.

” Questa è la parte più poetica: il sole, il crogiolarsi, l’illusione che sublima. 

È un modo elegante per dire che era bello finché lo si immaginava, finché non si è scontrato con la realtà.

🎶 In sintesi

Un piccolo quadretto:

    • comico all’inizio,

    • amaro nel mezzo,

    • poetico alla fine.

Sta in piedi perché non esagera, non si compiace: racconta un episodio, un lampo di vita, con un sorriso che si spegne piano.  Mandi.

3 Luglio 2026   * Forniel*

giovedì 2 luglio 2026

Conoscenza felina




Sento cantare sirene, 

leggo parole da gufo. 

Eppure il gatto, tranquillo nel suo angolino, 

continua a dormire. 

Finché lui non si desta, 

il mondo resta al suo posto.

B.🌹