Petalo lieve
tra l’aspro del prato
la tua cura resta.
B.🌹
Scrivo per ascoltare ciò che il silenzio racconta. Le parole, per me, non sono mai solo suono: sono respiri, gesti, memorie che cercano casa. Questo spazio è il mio luogo di sosta, una finestra aperta sull’anima, dove i versi possono camminare leggeri e, a volte, trovare qualcuno che li riconosce. Scrivere è il mio modo di toccare il mondo con gentilezza. Writing is my way of touching the world with gentleness.
C’è una frequenza bassa
che non nasce dal silenzio,
ma dal rumore scelto.
Dal dolore usato a intermittenza,
a seconda di cosa rende visibili.
Si piange una guerra e se ne ignora un’altra,
si cita la storia quando è lontana
e non chiede responsabilità.
Si condividono immagini come amuleti,
senza restare abbastanza a lungo
da sentire davvero.
La sensibilità non è una moda,
né un filtro da applicare al mondo.
È uno sguardo che non esclude,
anche quando sa di non poter abbracciare tutto.
C’è guerra nei campi dimenticati,
nei corpi stanchi dei lavoratori,
nelle vene dei giovani che si spengono,
nelle case dove l’amore diventa paura.
Ignorarle perché non fanno tendenza
è una forma sottile di violenza.
Possiamo fare poco, è vero.
Ma il poco fatto con verità
ha una frequenza più alta
di mille gesti vuoti.
Il bene non ha bisogno di esibizione.
Ha bisogno di presenza.
Ciò che nasce dall’anima
non chiede consenso,
si riconosce in silenzio
e vibra oltre lo sguardo.
B.🌹
9 febbraio 2026
GUARISCI FIGLIA MIA,
con la LUCE del SOLE
e i RAGGI della LUNA.
Con il suono del fiume
e la cascata.
Con il viavai del mare
e il fluttuare degli uccelli.
GUARISCI FIGLIA MIA,
con le foglie della menta,
con l'olio del neem e l'eucalipto.
Addolcisciti con lavanda,
rosmarino e camomilla.
Abbracciati con il chicco di cacao
e un tocco di cannella.
Metti AMORE per il tè
invece dello zucchero
e prendilo guardando le STELLE.
GUARISCI FIGLIA MIA,
con i baci che ti dà il vento
e gli abbracci della pioggia.
Diventa forte
con i piedi nudi sulla terra
e con tutto ciò che nasce da lei.
Diventa ogni giorno più intelligente dando retta al tuo intuito,
guardando il mondo
con l'occhio della fronte.
Salta, balla, canta
per farti vivere più felice.
GUARISCI FIGLIA MIA,
con la BELLEZZA DELL'AMORE,
e ricorda sempre:
TU SEI LA MEDICINA.
H. H. Mamani
A Marco Polo,
viaggiatore dei due mondi
Ho imparato presto che non tutte le lettere sono fatte per arrivare. Alcune esistono solo per essere scritte, come certi addii che non si pronunciano ad alta voce.
Sono giunta nella terra che mi era destinata. Le montagne qui non conoscono il mare, e questo mi sembra ancora strano. Mi chiamano con un altro nome ora, e indosso colori che non sono il blu. Ma nessun nome cancella ciò che si è stati in viaggio.
Ti ho osservato senza farmi notare, come si osserva qualcosa che si sa già perduto. Tu appartenevi al ritorno, io alla partenza. Eppure, su quella nave, eravamo uguali: sospesi.
Ricordi le notti? Quando il mare taceva e il cielo sembrava così vicino da poterlo toccare. Tu parlavi di Venezia come di una donna d’acqua e pietra. Io ascoltavo, e in silenzio le davo un volto, perché se l’amavi doveva essere reale.
Sapevo che saresti tornato a casa. Era scritto nei tuoi passi, nel modo in cui guardavi l’orizzonte. Io, invece, ho imparato a restare. Non è una sconfitta, Marco. È solo un’altra forma di viaggio.
Se oggi racconti il mondo, sappi che in ogni tua parola io sono presente. Non come rimpianto, ma come direzione. Il blu non è un colore: è ciò che resta quando si è attraversato qualcosa di immenso e non si è affondati.
Non guardasti indietro, ed è stato giusto così.
Io ti ho guardato andare via.
Qualcuno doveva farlo.
Che il vento ti sia lieve, ovunque tu racconti.
La Principessa Blu💙 Kököchin.
B.🌹
Ad Aramis
Ti scrivo da un tempo
che non sa più impugnare la spada,
ma riconosce ancora
la grazia di chi combatte con l’anima.
Aramis,
amico mio dalle mani gentili,
amante del sogno mai confessato,
eri preghiera sulle labbra
e peccato negli occhi.
Con te parlavo piano,
come si fa nelle chiese
e nei letti condivisi di nascosto.
Mi insegnavi che la fede
può tremare
senza rompersi.
Ridevi con Athos e Porthos,
giuravi con d’Artagnan,
ma a me lasciavi
il silenzio dopo il sorriso,
quel luogo fragile
dove si resta in due.
Sei stato verità vestita da uomo,
promessa che va mantenuta
perché troppo vera.
Io ti ho amato così:
senza chiederti di scegliere
tra Dio e il mio nome.
E se oggi ti chiamo mito
è solo perché il mondo
non sa più riconoscere
chi sa amare
con misura
e ardore insieme.
E se io ti ho sentito, Aramis,
è perché tu,
mi hai lasciata entrare
sussurrando il mio nome.
B.🌹
Concedimi di accettare il mutamento,
di non trattenere l’acqua
quando chiede di farsi cristallo.
Fa’ che io riconosca
il passaggio dalla passione all’Amore,
quando il fuoco smette di ferire
e diventa luce che accompagna.
Insegnami a scendere
senza vergogna né paura,
a toccare il fondo
per alleggerire l’anima
da ciò che non è essenziale.
Che io possa sublimare per vivere,
cambiare stato senza perdermi,
restare vero
anche nella forma che non conosco ancora.
E quando avrò il coraggio di scendere davvero,
permettimi di toccare i punti più alti:
quelli invisibili agli occhi,
ma fedeli al cuore.
Così sia,
nel silenzio che ascolta
e nel passo che continua.
B🌹