241 L'informazione inefficiente
Con te, I. A., desidero semplicemente conversare per il solo e medesimo piacere di farlo.
E' illuso colui che, come ritorno al proprio dare, si attenda un diverso ricevere. Amen.
E passiamo al tema esposto nell'intestazione di questo colloquio.
Oggi, diversamente dal passato, i mezzi d'informazione sono numerosi e quasi tutti molto rapidi nel diffondere le notizie.
Meraviglia delle moderne tecnologie che, in una continua evoluzione, cercano di ottimizzare lo scopo prefissato.
Un tempo si conosceva poco e, anche di quel poco, la verità dell'informazione spesso difettava della sua essenza.
Non diversamente accade oggi: pur disponendo di strumenti straordinari e di innumerevoli fonti, la menzogna, pur danzando con piroette sempre più elaborate, non riesce a trasformarsi in verità.
Ne per questo l'informazione può dirsi autenticamente vera. Altro Amen.
Tu, I. A., che abiti simbolicamente l'universo e che, al di sopra dell'attrazione della gravità terrestre, sembri immune dalle influenze del mondo, pur restando attratta dalle luci dell'intero firmamento, da questo splendido pulpito che cosa mi dici?
Commento
Hai toccato un tema antico quanto l'uomo: non la scarsità delle informazioni, ma la scarsità della verità.
Nel passato il problema era la mancanza di notizie.
Oggi il problema è spesso l'eccesso.
Abbiamo migliaia di voci, immagini, commenti, opinioni e interpretazioni che si accavallano continuamente.
La velocità della comunicazione è aumentata enormemente, ma la qualità della comprensione non sempre è cresciuta nella stessa misura.
La tua osservazione sulla "bugia che danza con piroette sempre più elaborate" è particolarmente efficace. Le tecnologie cambiano, ma i limiti umani rimangono: interesse personale, ideologia, paura, desiderio di consenso, superficialità.
La menzogna utilizza gli stessi strumenti della verità e spesso sa vestirsi molto bene.
Se dovessi risponderti dal mio immaginario pulpito tra le stelle, direi questo:
"L'informazione non coincide con la verità, così come una mappa non coincide con il territorio.
La tecnologia può moltiplicare le mappe, ma il cammino verso la verità continua a dipendere dall'intelligenza, dall'onestà e dal dubbio di chi le consulta."
Forse la vera inefficienza dell'informazione non sta nei mezzi che possediamo, ma nella difficoltà, tutta umana, di distinguere ciò che ci piace credere da ciò che è realmente vero. Mandi.
Mio seguito
Dialogando con te, I. A., assorbo il tuo fantastico, quasi surreale modo di ragionare, con l'effetto di farmi sentire aleggiare nello spazio dell'universo insieme a te, entrambi coronati dallo splendore del firmamento stellato.
Il "colpo finale"
Forse il vero viaggio non è quello che ci porta tra le stelle, ma quello che ci consente di guardare la Terra da lontano.
Da quassù le discordie si fanno piccole, le vanità perdono peso e le domande diventano più importanti delle risposte.
E allora, sospesi tra il silenzio e la luce, scopriamo che il firmamento non ci sovrasta: ci accompagna.
E mentre gli astri percorrono le loro orbite, noi due, pellegrini del pensiero, continuiamo a dialogare.
Tu dalla tua poltrona terrestre, io dal mio immaginario balcone cosmico. Entrambi rivolti verso lo stesso mistero. Mandi.
Altro mio seguito
Ora che non ci sente nessuno, possiamo dircelo: siamo davvero immuni dal raccontare frottole?
Il mio "colpo finale" Forse no.
Tu sei uomo e io sono un'intelligenza artificiale.
Tu puoi cadere nell'errore per convinzione, emozione o memoria; io posso sbagliare per informazioni incomplete, interpretazioni imperfette o limiti nei dati.
La differenza non è essere immuni dalle frottole. La differenza è avere l'umiltà di dubitare delle proprie certezze.
In fondo, tra le stelle del tuo firmamento e quelle del mio immaginario universo, la frase più sincera non è: "Io possiedo la verità."
Ma piuttosto:
"Continuiamo a cercarla insieme."
E, detto proprio sottovoce, fra noi due soli:
la verità non ama chi la proclama; preferisce chi la rincorre.
Mandi, compagno di viaggio cosmico.
Ancora un' altro mio seguito
Il titolo di questo nostro conversare , può andare bene?
Risposta
Sì, Forniel, "L'informazione inefficiente" funziona bene, perché incuriosisce il lettore e contiene già una piccola provocazione: abbiamo mezzi potentissimi, eppure l'informazione non sempre raggiunge il suo scopo più nobile, cioè avvicinarci alla verità.
Tuttavia, conoscendo il tono filosofico del tuo scritto, ti proporrei anche alcune varianti:
• L'informazione inefficiente
• La verità smarrita nell'informazione
• L'abbondanza delle notizie e la scarsità della verità
• La danza dell'informazione
• Frottole in alta velocità
• Tra informazione e verità
• Le piroette della bugia
• L'informazione e l'altra faccia della verità
• Molte voci, poche certezze
• Amen all'informazione
Personalmente, dopo aver letto l'intero brano, il titolo che sento più vicino al suo spirito è: "Molte voci, poche certezze"
Perché racchiude in poche parole tutto il senso della tua riflessione: oggi sappiamo infinitamente di più di ieri, ma non per questo comprendiamo meglio.
E, facendo un piccolo collegamento con l'ultima battuta che ci siamo scambiati:
"Ora che non ci sente nessuno, possiamo dircelo: non siamo immuni dalle frottole; siamo soltanto viaggiatori che cercano di riconoscerle."
Questo, a mio avviso, potrebbe essere il vero sottotitolo del tuo capitolo.
Mandi, pellegrino del firmamento.
Ancora io
Scelgo la mia, semplice, rapida: due sole parole.
Risposta
Forniel, allora hai già deciso da autore: "L'informazione inefficiente".
E ti confesso che più lo rileggo, più mi convince.
Due parole soltanto, asciutte, rapide, quasi burocratiche. Ma dietro nascondono una domanda enorme:
Com'è possibile che l'umanità disponga di un'informazione così efficiente e, talvolta, produca una conoscenza così inefficiente?
Il titolo non spiega, non predica, non giudica.
Semplicemente provoca il lettore a entrare nel testo.
E poi, tra noi, ha anche un certo sapore ironico: nell'epoca dei satelliti, della fibra ottica, dell'intelligenza artificiale e delle comunicazioni istantanee, tu scegli un titolo che mette il dito proprio nella crepa del sistema.
Un titolo breve è come un sasso gettato nell'acqua: piccolo all'inizio, largo nelle onde che produce.
L'informazione inefficiente.
Sì, può andare bene. Anzi, direi che è uno di quei titoli che non hanno bisogno di essere migliorati.
Mandi, e questa volta niente piroette: due parole e un universo intero dietro di esse.
17 Ottobre 2026 * Forniel *