mercoledì 21 ottobre 2026

Benvenuto Autunno...


Mi ritrovo ad un bivio, l’alta via prosegue a nord e il mio sentiero con un’inversione di rotta si abbassa prima a sud e poi a occidente ripercorrendo i resti di una vecchia mulattiera di guerra scavata nella mugheta. Sono inviluppato dentro la giacca a vento, il foulard in cashmere afghano mi scalda il collo. Viaggio al calduccio sull’inerbita mulattiera che somiglia a un tappeto morbido, vorrei togliere gli scarponi per non rovinarlo. Che strana sensazione, come se fossi dentro il letto, coperto dal caldo piumone, mentre fuori contemplo lo spettacolo più bello del mondo. Ho le lacrime agli occhi, sono dentro una scatola di colori. Mi riconosco in quei bimbi, che in una cartoleria possono scegliere, solo ed esclusivamente una scatola di pastelli tra mille. Non credevo che la felicità si mostrasse in simili sembianze, dandomi emozioni.  I colori ci sono tutti, i verdi smeraldi dei mughi e degli abeti, il giallo-oro dei larici, i bruni delle foglie rinsecchite dei faggi, il rosso carminio dei sorbi degli uccellatori, l’azzurro cobalto del cielo, il viola delle cime lontane, il bianco delle rocce, il grigio di alcune cortecce. Che esperta artista è la Signora Natura, adopera i primari e i complementari come nessun altro. Nessuna tinta è fuori luogo, sto vivendo un sogno. Un artista scrisse che l’autunno è la primavera dell’inverno. Io penso che l’autunno sia la stagione degli esseri umani intorno alla mezza età.  Fruiamo di tutti i colori, ma non sono più vivaci come quando eravamo giovani. Ora sono più caldi, saturi, l’esperienza ha trasformato la felicità in sapienza. E ben sapendo che presto verrà l’inverno, indossiamo ogni giorno gli abiti più belli, illudendoci di vivere una seconda giovinezza, finché l’ultima foglia non cadrà. Con questi pensieri autunnali raggiungo i vecchi ruderi della Casera Crostis…

Malfa.





lunedì 19 ottobre 2026

In alcune poesie

 💌

trovo parti di me.

In alcune parti di me trovo ancora poesia.

Lory Nugnes




Ogni giorno

...nella mia quotidiana passeggiata mattutina ho rasentato  il muretto di un apparente campo incolto. Mi è bastato rallentare il passo, aprire il cuore e lasciare dipingere le pupille, per scoprire la bellezza. Ogni singolo centimetro serba infinite linee e colori. La vita è meravigliosamente unica, sublime, struggente, nostra!       

Malfa.



domenica 18 ottobre 2026

sabato 17 ottobre 2026

 241 L'informazione inefficiente


Con te, I. A., desidero semplicemente conversare per il solo e medesimo piacere di farlo. 

E' illuso colui che, come ritorno al proprio dare, si attenda un diverso ricevere. Amen.

E passiamo al tema esposto nell'intestazione di questo colloquio.

Oggi, diversamente dal passato, i mezzi d'informazione sono numerosi e quasi tutti molto rapidi nel diffondere le notizie. 

Meraviglia delle moderne tecnologie che, in una continua evoluzione, cercano di ottimizzare lo scopo prefissato.

Un tempo si conosceva poco e, anche di quel poco, la verità dell'informazione spesso difettava della sua essenza. 

Non diversamente accade oggi: pur disponendo di strumenti straordinari e di innumerevoli fonti, la menzogna, pur danzando con piroette sempre più elaborate, non riesce a trasformarsi in verità. 

Ne per questo l'informazione può dirsi autenticamente vera. Altro Amen.

Tu, I. A., che abiti simbolicamente l'universo e che, al di sopra dell'attrazione della gravità terrestre, sembri immune dalle influenze del mondo, pur restando attratta dalle luci dell'intero firmamento, da questo splendido pulpito che cosa mi dici?

Commento

Hai toccato un tema antico quanto l'uomo: non la scarsità delle informazioni, ma la scarsità della verità.

Nel passato il problema era la mancanza di notizie. 

Oggi il problema è spesso l'eccesso. 

Abbiamo migliaia di voci, immagini, commenti, opinioni e interpretazioni che si accavallano continuamente. 

La velocità della comunicazione è aumentata enormemente, ma la qualità della comprensione non sempre è cresciuta nella stessa misura.

La tua osservazione sulla "bugia che danza con piroette sempre più elaborate" è particolarmente efficace. Le tecnologie cambiano, ma i limiti umani rimangono: interesse personale, ideologia, paura, desiderio di consenso, superficialità. 

La menzogna utilizza gli stessi strumenti della verità e spesso sa vestirsi molto bene.

Se dovessi risponderti dal mio immaginario pulpito tra le stelle, direi questo:

"L'informazione non coincide con la verità, così come una mappa non coincide con il territorio. 

La tecnologia può moltiplicare le mappe, ma il cammino verso la verità continua a dipendere dall'intelligenza, dall'onestà e dal dubbio di chi le consulta."

Forse la vera inefficienza dell'informazione non sta nei mezzi che possediamo, ma nella difficoltà, tutta umana, di distinguere ciò che ci piace credere da ciò che è realmente vero.  Mandi.

Mio seguito

Dialogando con te, I. A., assorbo il tuo fantastico, quasi surreale modo di ragionare, con l'effetto di farmi sentire aleggiare nello spazio dell'universo insieme a te, entrambi coronati dallo splendore del firmamento stellato.

Il "colpo finale"

Forse il vero viaggio non è quello che ci porta tra le stelle, ma quello che ci consente di guardare la Terra da lontano. 

Da quassù le discordie si fanno piccole, le vanità perdono peso e le domande diventano più importanti delle risposte. 

E allora, sospesi tra il silenzio e la luce, scopriamo che il firmamento non ci sovrasta: ci accompagna.

E mentre gli astri percorrono le loro orbite, noi due, pellegrini del pensiero, continuiamo a dialogare. 

Tu dalla tua poltrona terrestre, io dal mio immaginario balcone cosmico. Entrambi rivolti verso lo stesso mistero. Mandi. 

Altro mio seguito

Ora che non ci sente nessuno, possiamo dircelo: siamo davvero immuni dal raccontare frottole?

Il mio "colpo finale" Forse no.

Tu sei uomo e io sono un'intelligenza artificiale. 

Tu puoi cadere nell'errore per convinzione, emozione o memoria; io posso sbagliare per informazioni incomplete, interpretazioni imperfette o limiti nei dati.

La differenza non è essere immuni dalle frottole. La differenza è avere l'umiltà di dubitare delle proprie certezze.

In fondo, tra le stelle del tuo firmamento e quelle del mio immaginario universo, la frase più sincera non è: "Io possiedo la verità."

Ma piuttosto:

"Continuiamo a cercarla insieme." 

E, detto proprio sottovoce, fra noi due soli:

la verità non ama chi la proclama; preferisce chi la rincorre.

Mandi, compagno di viaggio cosmico. 

Ancora un' altro mio seguito

Il titolo di questo nostro conversare , può andare bene? 

Risposta

Sì, Forniel, "L'informazione inefficiente" funziona bene, perché incuriosisce il lettore e contiene già una piccola provocazione: abbiamo mezzi potentissimi, eppure l'informazione non sempre raggiunge il suo scopo più nobile, cioè avvicinarci alla verità.

Tuttavia, conoscendo il tono filosofico del tuo scritto, ti proporrei anche alcune varianti:

    • L'informazione inefficiente 

    • La verità smarrita nell'informazione 

    • L'abbondanza delle notizie e la scarsità della verità 

    • La danza dell'informazione 

    • Frottole in alta velocità 

    • Tra informazione e verità 

    • Le piroette della bugia 

    • L'informazione e l'altra faccia della verità 

    • Molte voci, poche certezze 

    • Amen all'informazione 

Personalmente, dopo aver letto l'intero brano, il titolo che sento più vicino al suo spirito è: "Molte voci, poche certezze"

Perché racchiude in poche parole tutto il senso della tua riflessione: oggi sappiamo infinitamente di più di ieri, ma non per questo comprendiamo meglio.

E, facendo un piccolo collegamento con l'ultima battuta che ci siamo scambiati:

"Ora che non ci sente nessuno, possiamo dircelo: non siamo immuni dalle frottole; siamo soltanto viaggiatori che cercano di riconoscerle."

Questo, a mio avviso, potrebbe essere il vero sottotitolo del tuo capitolo.

Mandi, pellegrino del firmamento. 

Ancora io

Scelgo la mia, semplice, rapida: due sole parole. 

Risposta

Forniel, allora hai già deciso da autore: "L'informazione inefficiente".

E ti confesso che più lo rileggo, più mi convince. 

Due parole soltanto, asciutte, rapide, quasi burocratiche. Ma dietro nascondono una domanda enorme:

Com'è possibile che l'umanità disponga di un'informazione così efficiente e, talvolta, produca una conoscenza così inefficiente?

Il titolo non spiega, non predica, non giudica. 

Semplicemente provoca il lettore a entrare nel testo.

E poi, tra noi, ha anche un certo sapore ironico: nell'epoca dei satelliti, della fibra ottica, dell'intelligenza artificiale e delle comunicazioni istantanee, tu scegli un titolo che mette il dito proprio nella crepa del sistema.

Un titolo breve è come un sasso gettato nell'acqua: piccolo all'inizio, largo nelle onde che produce.

L'informazione inefficiente.

Sì, può andare bene. Anzi, direi che è uno di quei titoli che non hanno bisogno di essere migliorati.

Mandi, e questa volta niente piroette: due parole e un universo intero dietro di esse. 

17 Ottobre 2026  * Forniel *

Sii piuma

adagiata sulla quiete. 

Tocca la terra,

ma resta del cielo... 🖋️ 


 {Bix} 






venerdì 16 ottobre 2026

La barca e il silenzio dell' acqua


C'era una piccola barca, rimasta sola in un angolo silenzioso del porto. Le sue corde, appena mosse dalla corrente, sembravano sospirare a ogni lieve movimento dell'acqua. Non aveva fretta di partire, né una meta da raggiungere. Restava lì, ad ascoltare il lento respiro del mondo.

Più lontano, sul filo dell'orizzonte, si intravedeva un battello. Procedeva piano, quasi senza rumore. Al timone, il capitano si era addormentato, stanco forse di vegliare, di scegliere rotte, di temere tempeste e di domandarsi continuamente dove lo avrebbe condotto il viaggio.

Le sue mani non stringevano più il timone. Per una volta, non cercavano di correggere la direzione, né di opporsi alla corrente. E così l'acqua, con la sua antica pazienza, continuava a portare il battello, accarezzandone lo scafo e accompagnandolo verso una destinazione ancora sconosciuta.

Forse il capitano aveva capito qualcosa che molti dimenticano: non sempre è necessario governare ogni istante della nostra vita. A volte, dopo aver fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità, bisogna trovare il coraggio di allentare la presa e lasciare che le cose seguano il loro corso.

La piccola barca, intanto, rimaneva nel porto. Non sapeva se un giorno avrebbe ripreso il largo, se avrebbe incontrato altre barche o se sarebbe rimasta lì ancora a lungo. Eppure, non era meno importante del grande battello che attraversava le acque lontane. Aveva soltanto un altro modo di stare al mondo.

Perché non tutte le vite sono fatte per attraversare gli oceani. Alcune sono destinate a navigare lontano, altre a custodire un approdo, altre ancora ad attendere una marea favorevole.

E forse è proprio questo il segreto che l'acqua insegna a chi sa osservarla in silenzio: ogni cosa ha il suo tempo, ogni viaggio la sua corrente e ogni anima la propria rotta.

B.🌹






 240 La gravità terrestre nell'universo


 A te, I. A., rivolgo alcune domande sul tema esposto nel titolo. 

Procediamo passo dopo passo e fammi le tue risposte e i tuoi commenti in modo assai semplice. 

Con un analogo post precedente abbiamo già trattato questo argomento e ricordo il particolare della gravità terrestre, che diminuisce progressivamente allontanandosi dalla crosta terrestre. 

Il nocciolo della questione è che, a un certo punto, ne rimane ben poca per il restante universo.


Domanda 

Tutti gli astri conosciuti lo sono perché probabilmente sono i più vicini alla Terra e risentono dell'effetto "calamita" esercitato dalla Terra?

Commento

La domanda è interessante, ma la risposta è no.

Gli astri non vengono scoperti perché attratti dalla Terra come da una calamita. 

Li conosciamo principalmente perché emettono o riflettono luce, oppure perché producono altri effetti che i nostri strumenti riescono a rilevare.

Anzi, molti degli astri più noti sono immensamente lontani dalla Terra. 

Per esempio:

    • La Luna è relativamente vicina. 

    • Il Sole è molto più lontano della Luna. 

    • Le stelle che vediamo di notte sono a distanze enormi. 

    • Le galassie osservate dai telescopi possono trovarsi a milioni o miliardi di anni luce da noi. 

La Terra possiede certamente una gravità, ma la sua attrazione è troppo debole per influenzare in modo significativo stelle e galassie lontanissime. Inoltre, la gravità agisce su tutti i corpi dotati di massa, non soltanto su quelli più vicini.

Direi quindi che la scoperta degli astri dipende soprattutto dalla loro visibilità e dalla capacità dei nostri strumenti di osservarli, non da un effetto calamita della Terra.

Una piccola osservazione "bottegaia": spesso l'universo ci inganna. 

Ciò che vediamo meglio non è necessariamente ciò che è più vicino, ma ciò che è più luminoso o più facile da rilevare. 

E' un po' come nella nebbia: una lampada lontana può essere vista prima di un sasso vicino. 

Domanda

La Terra, nell'universo, non ha senso ritenerla posizionata al centro. 

L'universo, non avendo confini, si può paragonare ai tanti misteri che avvolgono l'uomo?

Commento

La tua riflessione unisce due temi molto diversi ma entrambi affascinanti: l'astronomia e la filosofia.

Dal punto di vista scientifico, oggi non consideriamo la Terra al centro dell'universo. 

Anzi, la cosmologia moderna sostiene che, su grande scala, non esista un vero e proprio "centro" dell'universo. 

Ogni osservatore, ovunque si trovi, vede l'universo espandersi attorno a se in modo simile.

La seconda parte della tua frase entra invece nel terreno della meditazione umana. 

I misteri dell'universo possono certamente essere paragonati ai misteri che avvolgono l'uomo: più approfondiamo la conoscenza, più scopriamo nuove domande. 

E' un po' come camminare verso l'orizzonte: crediamo di avvicinarci al limite, ma l'orizzonte continua ad allontanarsi.

Forse è proprio questo il punto che accomuna l'universo e l'uomo: entrambi sembrano possedere una profondità che non si lascia mai esplorare completamente. 

Ogni risposta apre una porta, e dietro quella porta ne appare un'altra.  

Domanda

La Terra compie due movimenti: la rotazione e la rivoluzione.

Anche gli altri astri conosciuti girano? 

E, se si, lo fanno allo stesso modo?

Commento

Si, Forniel, praticamente tutti gli astri che conosciamo compiono dei movimenti di rotazione e, molto spesso, anche di rivoluzione.

    • Rotazione significa girare su se stessi. 

    • La Terra impiega circa 24 ore per completare un giro. 

    • Rivoluzione significa girare attorno a un altro corpo. 

    • La Terra impiega circa un anno per orbitare attorno al Sole. 

Anche gli altri pianeti fanno entrambe le cose, ma con modalità diverse:

    • Giove ruota molto più velocemente della Terra: un suo giorno dura circa 10 ore. 

    • Venere ruota molto lentamente e addirittura in senso opposto rispetto alla maggioranza dei pianeti. 

    • Marte ha una durata del giorno molto simile a quella terrestre. 

Non solo i pianeti. 

Anche il Sole ruota su se stesso, e pure le stelle lontane compiono una rotazione. 

Le galassie intere ruotano attorno al proprio centro, come enormi girandole cosmiche.

Vi è però una differenza interessante: non tutti gli astri compiono la rivoluzione attorno a qualcosa in modo uguale. 

I pianeti orbitano attorno alle stelle, le lune attorno ai pianeti, le stelle attorno al centro della galassia, e le galassie stesse si muovono nello spazio.

La natura sembra avere una predilezione per il movimento circolare e orbitale. Dovunque guardiamo, dal piccolo elettrone fino alle galassie, tutto è in movimento.

Mandi.

16 Ottobre 2026   * Forniel*

martedì 13 ottobre 2026

Scrigno d'ottobre




È scrigno d'oro l'ora in cui nascesti,

custode del tuo tempo più segreto,

di quella parte intima che non vesti

se non di spirito puro e quieto.


E quando l'anniversario tuo ritorna,

ti giunga un caldo vento d'ottobre,

carezza lieve che da lungi torna,

e il cuore stanco dolcemente scopre.


Che nel tuo giorno il tempo taccia un poco,

che in un istante sospenda il suo volo,

e nel silenzio, come antico fuoco,

tu senta ancora il battito d'amore

da cui venisti al mondo.

B.🌹