giovedì 19 febbraio 2026

Con Alice e il Cappellaio Matto



Alice: Posso farti una domanda… ma seria?

Cappellaio: Le domande serie sono le mie preferite. Hanno sempre il cappello storto.

Alice: Ci sono due bambine… ridono spesso.

Cappellaio: Ridere è un’arte rispettabile.

Alice: Sì, ma loro ridono di qualcuno. Non con qualcuno.

Cappellaio: Ah… quella è una risata con gli spigoli.

Alice: Si divertono a imitare il mio modo di parlare. E il mio coniglietto… dicono che è sciocco perché ha paura dei rumori forti.

Cappellaio: I rumori forti sono sopravvalutati. Anche il tuono fa molto chiasso, ma non ha mai avuto buone maniere.

Alice: Quando passano vicino a noi, sussurrano. E poi ridono piano. Come se fosse un segreto.

Cappellaio: I segreti, quando sono cattivi, puzzano di muffa.

Alice: Io faccio finta di niente. Sorrido. Ma dentro… è come se mi rimpicciolissi.

Cappellaio: Rimpicciolirsi per entrare in una porta è un talento. Rimpicciolirsi per colpa di qualcuno è un’ingiustizia.

Alice: Forse sono io troppo sensibile.

Cappellaio: Sensibile è una parola che i poco coraggiosi usano per descrivere chi sente davvero.

Alice: A volte mi chiedo se abbiano ragione loro.

Cappellaio: Le persone che hanno bisogno di abbassare gli altri di solito stanno cercando uno sgabello invisibile.

Alice: Uno sgabello?

Cappellaio: Per sentirsi più alte. Ma è instabile. E traballa.

Alice: Io non voglio essere come loro.

Cappellaio: Ottima scelta. È molto più difficile essere gentili che spiritosi.

Alice: E il mio coniglietto? Lui ci resta male, anche se dice di no.

Cappellaio: I cuori piccoli fanno rumori grandi quando si incrinano. Bisogna proteggerli con cura.

Alice: Cosa dovrei fare?

Cappellaio: Restare della tua misura. Né più piccola, né più grande per compiacerle. E scegliere bene chi merita il tuo tè.

Alice: E se continuano?

Cappellaio: Allora ricorda: una risata può ferire, ma non definisce chi sei. Sei tu che scegli la forma della tua storia.

Alice: Pensi che un giorno smetteranno?

Cappellaio: Forse. O forse impareranno che prendere in giro è un gioco che lascia sempre qualcuno senza sorriso.

Alice: Non voglio perdere il mio.

Cappellaio: E non lo perderai. Perché chi sa accorgersi della cattiveria, sa anche scegliere la gentilezza.

B.🌹

Se c'è coraggio








A volte mi chiedo

da dove venga il coraggio.

Non somiglia a un lampo.

Non è un grido.

È qualcosa di più quieto,

come una radice che cresce nel buio.

Nessuno attraversa il mare

se non ha una casa nel cuore.

Ulisse non sfida l’onda per perdersi,

ma per tornare.

Nessuno alza la spada

se non sente di appartenere a un nome.

Allora capisco:

il coraggio non viene prima.

Viene dopo.

Prima c’è un sì silenzioso.

Un legame scelto.

Un filo sottile

che ci lega a qualcosa

e, legandoci, ci sostiene.

Si parla di libertà

come di una donna scalza

che corre nei campi senza confini,

con i capelli sciolti sotto la pioggia d'agosto 

Si parla di fedeltà

come di una figura ferma,

che tiene un bagliore acceso

notte dopo notte.

Le immaginiamo lontane,

una fatta di orizzonti,

l’altra di soglie.

Eppure camminano insieme.

Sono linee parallele,

non si incrociano,

non si confondono,

ma avanzano fianco a fianco

verso lo stesso punto invisibile.

La libertà ci dice: scegli.

La fedeltà ci dice: resta.

E tra queste due voci

nasce il coraggio.

Non è fuggire.

Non è trattenersi per paura.

È restare perché lo vogliamo

È dire: a questo sarò fedele

non per obbligo,

ma per amore.

E quando verrà la tempesta

non saremo sospesi nel vuoto.

Avremo radici e orizzonte.

Avremo direzione.

E basterà.

Brunetta Sacchet 🌹








Don Chisciotte



Tra il mondo che è e quello che dovrebbe essere,

cammina il cavaliere dei mulini a vento.

La sua follia illumina la verità,

e il sogno gli dà il coraggio di resistere.

B.🌹

Sotto il cielo



Un’altra stagione sta sbocciando

io resto

sotto

il punto

dove avevo guardato in alto.

B.🌹

mercoledì 18 febbraio 2026

Invasate di gelo

 



E tutte le amanti lo lapidarono

con sassi di gelosia stretti nei pugni,

con unghie laccate e bocche ferite.

Lo colpirono piano,

con la grazia crudele delle respinte,

solo perché lui aveva scelto lei.

B.🌹




lunedì 16 febbraio 2026

Territorio





Ti ho attesa

con la carne vigile,

con i fianchi aperti al tempo

e la pelle stanca di promesse.

Sei arrivata così,

imprecisa e necessaria,

con il respiro addosso

e il disordine delle cose vere.

A volte mi sfiori

e mi sciolgo,

lenta come sale sulla pelle umida;

altre mi affondi dentro,

radice scura,

e mi tieni ferma

là dove tremo.

Ti sento scorrere 

accendermi e cedere,

mentre conto gli anni

come cicatrici che sanno il mio nome.

Essenza

che mi prendi anche quando

non ho forza di offrirti altro

che il corpo.

Eppure sappi questo:

anche quando mi apri e mi consumi,

c’è in me una presa profonda,

calda,

che non ti lascia andare.

Mi sciolgo donna nei contrasti 

bruni e ambrati 

Questa mia femminilità non è ornamento,

ma territorio.

B.🌹


domenica 15 febbraio 2026

Grembo di luce




Oscilla un respiro tra onde di silenzio,

la pelle avvolta in caldo velluto liquido.

Un battito, lento e solo,

risuona come eco di mondi lontani.

Il buio non è vuoto,

ma tessuto di sogni inespressi,

onde morbide accarezzano ogni pensiero

prima che il mondo lo tocchi con la luce.

E quando un filo di luce filtra,

non è dolore, non è paura:

è il primo contatto con l’ignoto,

dove la solitudine si fa custode

e il cuore impara a conoscere se stesso.

B.🌹