Quando diciamo “ho mal di testa”, nessuno mette in dubbio il dolore.
Se diciamo “ho preso un antibiotico”, il problema è automaticamente riconosciuto.
Il nome del farmaco diventa la prova della sofferenza.
Il dolore fisico ha un linguaggio condiviso.
Si vede.
Si misura.
Si cura.
Ma il dolore dell’anima no.
Non esiste una compressa per un abbandono.
Non c’è prescrizione per un tradimento.
Non c’è ricetta per una violenza psicologica che ti svuota il respiro.
Eppure bruciano.
A volte più di una ferita sulla pelle.
Questi dolori non si mostrano.
Si nascondono dietro un sorriso educato.
Dietro un “va tutto bene”.
Dietro la scelta di non disturbare nessuno con il proprio peso.
Chi soffre in silenzio non soffre meno.
Soffre senza testimoni.
Per questo giudicare ciò che non conosciamo è un atto pericoloso.
Non sapere la storia dell’altro dovrebbe insegnarci prudenza, non durezza.
Il dolore non è una competizione.
Non esiste una graduatoria delle ferite più legittime.
Ognuno porta cicatrici invisibili.
E chi ha sofferto davvero conosce il rispetto.
Forse la vera maturità non è dimostrare quanto si è sofferto.
È riconoscere che anche l’altro potrebbe averlo fatto...
in un modo diverso,
in un tempo diverso,
in un silenzio diverso.
Forse non vedremo mai il mondo con gli stessi occhi.
Forse le nostre storie ci hanno insegnato linguaggi diversi, difese diverse, silenzi diversi.
Ma dopo ogni temporale, quando luce e pioggia decidono di non combattersi più, nasce un arcobaleno.
Non cancella ciò che è accaduto.
Lo trasforma.
Io non conosco fino in fondo le tue ferite.
Tu non conosci fino in fondo le mie.
Ma possiamo scegliere di non farle diventare armi.
Possiamo scegliere di farle diventare consapevolezza.
Ti tendo la mano non per dimostrare qualcosa,
ma per dire che la differenza non deve per forza dividerci.
Se c’è spazio per il rispetto,
c’è spazio anche per un nuovo modo di guardarci.
E forse, proprio lì, può nascere il nostro arcobaleno.
Senza alzare la voce,
questa è la forza più rara:
la dimostrazione che, qualunque dolore ti abbia attraversato,
non diventerai mai dolore, offesa per gli altri.
B. 🌹






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