domenica 1 marzo 2026

Silenziosa attenzione


Porta che si apre,

nessuno lo nota 

ma io ci sono dentro.

B.🌹


Piccoli gesti


Un saluto sospeso nell’aria,

un sorriso che nasce senza fretta,

la mano che apre la porta

prima che tu la tocchi.

Attenzione silenziosa,

come vento leggero

che muove le foglie senza rumore,

eppure senti che c’è.

La gentilezza dei minuti invisibili:

qualcuno che ti lascia passare,

chi ti ascolta davvero,

chi ricorda il tuo nome.

E in questi piccoli gesti,

c’è un mondo intero:

un’eco di umanità

che il tempo moderno quasi dimentica,

ma che ancora sa scaldare il cuore.

B.🌹

venerdì 27 febbraio 2026

Dopo la pioggia

 


Quando diciamo “ho mal di testa”, nessuno mette in dubbio il dolore.


Se diciamo “ho preso un antibiotico”, il problema è automaticamente riconosciuto.


Il nome del farmaco diventa la prova della sofferenza.


Il dolore fisico ha un linguaggio condiviso.


Si vede.


Si misura.


Si cura.


Ma il dolore dell’anima no.


Non esiste una compressa per un abbandono.


Non c’è prescrizione per un tradimento.


Non c’è ricetta per una violenza psicologica che ti svuota il respiro.


Eppure bruciano.


A volte più di una ferita sulla pelle.


Questi dolori non si mostrano.


Si nascondono dietro un sorriso educato.


Dietro un “va tutto bene”.


Dietro la scelta di non disturbare nessuno con il proprio peso.


Chi soffre in silenzio non soffre meno.


Soffre senza testimoni.


Per questo giudicare ciò che non conosciamo è un atto pericoloso.


Non sapere la storia dell’altro dovrebbe insegnarci prudenza, non durezza.


Il dolore non è una competizione.


Non esiste una graduatoria delle ferite più legittime.


Ognuno porta cicatrici invisibili.


E chi ha sofferto davvero conosce il rispetto.


Forse la vera maturità non è dimostrare quanto si è sofferto.


È riconoscere che anche l’altro potrebbe averlo fatto...


in un modo diverso,


in un tempo diverso,


in un silenzio diverso.


Forse non vedremo mai il mondo con gli stessi occhi.


Forse le nostre storie ci hanno insegnato linguaggi diversi, difese diverse, silenzi diversi.


Ma dopo ogni temporale, quando luce e pioggia decidono di non combattersi più, nasce un arcobaleno.


Non cancella ciò che è accaduto.


Lo trasforma.


Io non conosco fino in fondo le tue ferite.


Tu non conosci fino in fondo le mie.


Ma possiamo scegliere di non farle diventare armi.


Possiamo scegliere di farle diventare consapevolezza.


Ti tendo la mano non per dimostrare qualcosa,


ma per dire che la differenza non deve per forza dividerci.


Se c’è spazio per il rispetto,


c’è spazio anche per un nuovo modo di guardarci.


E forse, proprio lì, può nascere il nostro arcobaleno.


Senza alzare la voce,


questa è la forza più rara:


la dimostrazione che, qualunque dolore ti abbia attraversato,


non diventerai mai dolore, offesa per gli altri.


B. 🌹

giovedì 26 febbraio 2026




Tra le braccia di mia madre 

Il profumo del seno

Il latte che sgorgava


Vedevo la luna 

Brillare la notte 

E la sua pelle cullarmi


Sapevo apprezzare

Piangere d'amore

Chiudere gli occhi e sognare

Mentre i grilli scandivano l'estate


Io e lei

Sul dondolo della terra 

Unici e perpetui

Impazziti di gioia.


Dove sei

Oh amata madre

Non senti il mio richiamo?


Io che ti sogno ancora

E non chiedo altro che baci

Per quei girotondi di bimbi 

E per quelli andati per sempre.


E F

Biblios @

Liturgia lunare




Ho aperto la notte

tra le pagine.

Non c’era un ritratto 

c’era una luna imprigionata

in un rettangolo di carta.

Il suo volto era falce sottile,

promessa di pienezza.

Portava nei polsi

il latte segreto delle costellazioni.

Non sapeva ancora

di essere marea.

Io, che ho attraversato le sue fasi,

porto crateri bianchi sotto la pelle,

segni d’acqua ritirata

dopo l’alta luce.

Quando l’ho guardata

il cielo si è piegato in due:

lei crescente,

io calante,

e nel mezzo

un disco invisibile

dove tutto è compiuto

prima di accadere.

Le sue paure erano ombre sottili.

Le mie, eclissi già avvenute.

Eppure

la stessa luce ci abita 

non nasce, non muore,

si trasforma nelle ore dei giorni

La luna è rimasta.

Ora so:

non ero io a ricordare lei.

Era la sua notte

che ricordava me.

B.🌹

Lui l'amava


Lui l'amava.

Anche se aveva molte amiche,

alcune così confidenziali

da sapere prima di lei cosa provasse.

Lui l’amava.

Anche se ogni loro progetto

era un lavoro di gruppo,

a sua insaputa.

Lui l’amava.

Anche se le altre conoscevano

ogni dettaglio di loro,

persino quelli che lei stava ancora vivendo.

Un giorno un’amica disse a tutti

che lei era ingiusta

a sospettare della sua infedeltà.

E lui annuì.

Con la stessa sincerità

con cui amava solo lei.

Anna Micoli. By.. 🦋

mercoledì 25 febbraio 2026

Distesa in parole



C’è chi schiarisce le fotografie,

come se la luce potesse assolvere il tempo,

come se bastasse togliere ombra

per non avere memoria.

C’è chi offre al sole soltanto la schiena,

custodendo il volto

in una stanza senza specchi,

dove il nome non risponde più.

C’è chi scuce le parole altrui,

le lascia senza pelle,

perché nel silenzio ferito

resti in piedi la sua voce.

E c’è sempre una mano

che cerca fango tra i sassi 

non per cadere 

ma per velare ciò che è limpido,

credendo che la polvere sollevata

sia abbastanza per sparire.

E allora di nuovo

qualcuno schiarisce la verità 

temendo che l’ombra racconti

ciò che la luce

non può cancellare.

B.🌹