martedì 2 giugno 2026

Empaticamente chi?




Nella mia infanzia, tra boschi, ruscelli, sole e neve,  

la quieta solitudine aveva un volto:  

era il vento che lasciava leggere pennellate nell'anima.  


Oggi, tra ingranaggi e schermi.  

Eppure continuo a cercare:  

una mano, un cuore, uno sguardo.  


Sono passata dai boschi alle reti,  

dai ruscelli ai pixel.

E continuo ad ascoltare il vento:  

forse è l’unico a ricordarmi  

cosa significa davvero essere presente.


B.🌹

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