Nella mia infanzia, tra boschi, ruscelli, sole e neve,
la quieta solitudine aveva un volto:
era il vento che lasciava leggere pennellate nell'anima.
Oggi, tra ingranaggi e schermi.
Eppure continuo a cercare:
una mano, un cuore, uno sguardo.
Sono passata dai boschi alle reti,
dai ruscelli ai pixel.
E continuo ad ascoltare il vento:
forse è l’unico a ricordarmi
cosa significa davvero essere presente.
B.🌹

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