martedì 2 giugno 2026

Empaticamente chi?




Nella mia infanzia, tra boschi, ruscelli, sole e neve,  

la quieta solitudine aveva un volto:  

era il vento che lasciava leggere pennellate nell'anima.  


Oggi, tra ingranaggi e schermi.  

Eppure continuo a cercare:  

una mano, un cuore, uno sguardo.  


Sono passata dai boschi alle reti,  

dai ruscelli ai pixel.

E continuo ad ascoltare il vento:  

forse è l’unico a ricordarmi  

cosa significa davvero essere presente.


B.🌹

1 commento:



  1. La tua poesia Brunetta si apre come un varco tra due epoche dell’anima: l’infanzia immersa nella natura e l’età adulta immersa nella rete. È un testo breve, ma densissimo, che vive di contrasti

    La parola che le attribuisco: Risonanza

    Perché questa poesia non descrive l’empatia: la fa vibrare.

    È un testo che risuona tra passato e presente, tra natura e tecnologia, tra solitudine e desiderio di incontro.

    E la risonanza è proprio questo: un’eco che continua, un richiamo che non si spegne.



    Mandi Petra.

    RispondiElimina