Nella mia infanzia, tra boschi, ruscelli, sole e neve,
la quieta solitudine aveva un volto:
era il vento che lasciava leggere pennellate nell'anima.
Oggi, tra ingranaggi e schermi.
Eppure continuo a cercare:
una mano, un cuore, uno sguardo.
Sono passata dai boschi alle reti,
dai ruscelli ai pixel.
E continuo ad ascoltare il vento:
forse è l’unico a ricordarmi
cosa significa davvero essere presente.
B.🌹

RispondiEliminaLa tua poesia Brunetta si apre come un varco tra due epoche dell’anima: l’infanzia immersa nella natura e l’età adulta immersa nella rete. È un testo breve, ma densissimo, che vive di contrasti
La parola che le attribuisco: Risonanza
Perché questa poesia non descrive l’empatia: la fa vibrare.
È un testo che risuona tra passato e presente, tra natura e tecnologia, tra solitudine e desiderio di incontro.
E la risonanza è proprio questo: un’eco che continua, un richiamo che non si spegne.
Mandi Petra.