C’erano i panni stesi al sole di maggio.
Poi il sole è rimasto, i panni no.
La terra ha parlato con voce dura,
e in un attimo ha cambiato tutto.
Ha spezzato muri, strade, certezze…
e ha inciso un silenzio che ancora oggi so riconoscere.
In quel giorno ho perso molto più di un luogo.
Ho perso radici, ho perso abbracci,
ho perso affetti
che erano casa, ovunque fossi.
Eppure il tempo, come l’acqua, non si è fermato.
E così anch'io
trasparente nel mio scorrere,
vera nelle profondità.
Porto con me ciò che è stato,
senza nasconderlo tra le pietre del fondo.
Coloro che ho perso vivono in ogni gesto che ricordo,
in ogni parola che mi hanno insegnato,
in quella parte di me che non è crollata.
E mentre la vita continua a scorrere,
porta con sé nuove presenze,
come il torrente porta acqua alla terra,
come la natura accoglie ciò che arriva.
Ci sono mani nuove che si avvicinano,
sguardi che comprendono,
presenze che non sostituiscono,
ma accompagnano.
Ho imparato, piano,
che si può guardare avanti
senza dimenticare,
senza lasciare indietro.
Perché ciò che ho perso
non è scomparso:
scorre in me,
trasparente,
come acqua che trova sempre la sua strada.
B.🌹

Nessun commento:
Posta un commento