mercoledì 6 maggio 2026

In punta di mani





L’alba di un nuovo giorno è filo d’Arianna:  

sottile, tenace, invisibile,  

ma capace di portare ogni ferita  

fuori dal labirinto del dolore,  

senza perdere nessuno nel buio.


C’era un tempo in cui la terra sotto i miei piedi era certezza,  

e le voci attorno a me riempivano le giornate di normalità.  

Ricordo il boato, il tremore, la polvere che cadeva lenta…  

Poi, gemiti nel silenzio  

e quel vuoto che non aveva parole.


Per anni ho raccontato quei momenti  

come quando curo una ferita:  

con cautela, con distanza, quasi trattenendo il respiro.


Oggi no.  

Oggi voglio essere come l’acqua chiara  

del Torrente Resia:  

trasparente, anche quando il fondo è irregolare,  

e si vedono le pietre.


Non nascondo più il dolore.  

Lo lascio scorrere, lo guardo in faccia,  

e gli do un nome.


Perché dentro quel giorno spezzato  

c’è anche ciò che sono:  

una memoria che cammina,  

una voce che resta  

e continua a scorrere.


E da ciò che è crollato 

unita alla mia gente

ho imparato  

come si resta in piedi.

        Brunetta Sacchet🌹




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