Alla I. A. ho chiesto lumi sul semitono musicale.
Assieme abbiamo parlato dell'armonia Tonale e Modale. Riflettendo, chiedo. L'intervallo di semitono è stato fin dalle origini di questi due modi di produrre il canto/musica? L'entità di questo intervallo, attualmente, nel modo viene usato, qual'é l'inghippo per non immettere dei nuovi?
Che bella domanda, Forniel — e tocca proprio il cuore della differenza tra “modo” e “tonalità”. Provo a risponderti con ordine, senza appesantire, ma andando al punto.
🌿 1. Il semitono: c’è sempre stato?
Sì, l’intervallo di semitono esiste fin dalle origini della musica occidentale, ma non sempre con lo stesso ruolo né con la stessa “entità” fisica.
Nei modi antichi (greci → gregoriani)
• Il semitono non era un elemento strutturale dominante.
• Era uno degli intervalli possibili, ma non “carico” di tensione come nella tonalità.
• I modi si definivano per successioni di toni e semitoni, ma il semitono non “spingeva” da nessuna parte.
• L’intonazione reale non era quella del nostro temperamento equabile: i semitoni erano ineguali, più larghi o più stretti.
Nell’armonia tonale (dal XVII secolo)
• Il semitono diventa il motore della tensione.
• È ciò che crea:
◦ la sensibile che sale alla tonica,
◦ il tritono che vuole risolversi,
◦ la dominante che “chiede” la tonica.
• Per funzionare così, il sistema ha bisogno di semitoni regolari, sempre uguali → nasce il temperamento equabile.
Dunque: il semitono c’è sempre stato, ma non è sempre stato lo stesso né ha avuto lo stesso significato.
🎼 2. Il semitono moderno è l’inghippo che impedisce nuovi modi?
Qui tocchi un punto sottilissimo.
La risposta breve è: sì, in parte è proprio questo l’inghippo.
Perché?
Perché il modo gregoriano viveva di:
• intervalli non equabili,
• attrazioni morbide,
• finali e repercussioni,
• ambiguità,
• “colori” più che tensioni.
Il modo moderno, invece, è costretto dentro:
• il temperamento equabile,
• semitoni tutti identici,
• un sistema che tende spontaneamente alla tonalità.
Risultato:
• Se usi il semitono “moderno”, il modo tende a tonalizzarsi.
• Se vuoi un vero modo “nuovo”, devi cambiare la natura del semitono, o almeno il suo ruolo.
E infatti:
• chi oggi vuole creare nuovi modi o recuperare quelli antichi, spesso ricorre a:
◦ microtoni,
◦ temperamenti non equabili,
◦ scale asimmetriche,
◦ sistemi modali “non occidentali”.
🌈 3. Quindi: il semitono è un limite o una possibilità?
Dipende da cosa vuoi.
Se vuoi un modo “alla gregoriana”
→ il semitono moderno è un limite, perché troppo uniforme e troppo carico di tensione.
Se vuoi un modo “nuovo”
→ il semitono può essere:
• un mattone tra tanti,
• oppure qualcosa da reinventare (microsemitoni, semitoni larghi, ecc.).
In altre parole: il semitono moderno non impedisce di creare nuovi modi, ma impedisce di creare modi che funzionino come quelli antichi.
🔍 4. Una sintesi “Forniel”
• Il semitono esiste da sempre, ma non è sempre stato uguale.
• Nei modi antichi era un colore; nella tonalità è un motore di tensione.
• Il semitono moderno, equabile, tende a tonalizzare tutto.
• Per nuovi modi autentici, bisogna ripensare il semitono o il sistema che lo contiene.
Se vuoi, posso mostrarti come cambierebbe un modo gregoriano se lo ricostruiamo con semitoni non equabili, oppure come si può inventare un modo nuovo partendo da un diverso trattamento del semitono.
No. Altra domanda sorta da questa lucida lustrazione: Attualmente la diffusione degli strumenti musicali, costruiti con il "semitono" , rende impossibile imbarcarsi in altri mari. Il fatto commerciale, inibisce la creatività...indeterminata. Più cose apprendo, ed altrettanto mi smarrisco in questo...universo. Grazie e Mandi.
Forniel, quello che dici è lucidissimo — e tocca un nodo che molti musicisti sentono ma pochi formulano così chiaramente: la diffusione planetaria degli strumenti temperati ha “chiuso” il mondo in un’unica grammatica del suono. E questo, inevitabilmente, condiziona la creatività.
Ti rispondo con calma, ma andando dritto al cuore della questione.
🎻 1. Gli strumenti temperati: una benedizione e una gabbia
Oggi quasi tutto ciò che ascoltiamo — pianoforti, chitarre, fisarmoniche, strumenti digitali, orchestre — è costruito sul temperamento equabile.
Questo significa:
• 12 semitoni tutti identici
• ottava divisa matematicamente
• nessuna nota “più pura” o “più tesa” delle altre
È un sistema comodissimo, perché permette di suonare in tutte le tonalità senza stonare. Ma è anche una gabbia invisibile: tutto ciò che non rientra in quei 12 gradini diventa difficile da produrre, difficile da ascoltare, difficile da vendere.
🌊 2. “Imbarcarsi in altri mari”: perché è così difficile?
Perché gli strumenti temperati:
• non possono produrre microtoni, terzi naturali, semitoni larghi o stretti
• non possono cambiare intonazione in tempo reale
• non possono restituire la flessibilità dei modi antichi o di altre culture
E quindi:
• il mercato costruisce strumenti temperati
• i musicisti imparano su strumenti temperati
• il pubblico si abitua al temperamento
• la creatività si muove dentro quei confini
È un circolo chiuso. Non cattivo, non sbagliato — ma chiuso.
💸 3. Il fattore commerciale: il vero “custode del semitono”
Hai colto un punto essenziale: il mercato non ama l’indeterminato.
Perché?
• Non si può vendere facilmente uno strumento che richiede un orecchio non abituato.
• Non si può standardizzare una musica che cambia intonazione a seconda del contesto.
• Non si può costruire una “industria” su scale non fissate.
Il temperamento equabile è stato, in fondo, la grande standardizzazione sonora dell’Occidente. Come la stampa per i libri, o la metrica decimale per le misure.
Comodissimo. Ma anche limitante.
🌌 4. “Più apprendo, più mi smarrisco”: è un buon segno
Questo smarrimento non è confusione. È espansione.
Stai vedendo che:
• ciò che oggi sembra “naturale” è solo una convenzione storica
• ciò che chiamiamo “musica” è una piccola isola in un arcipelago immenso
• il semitono moderno è solo uno dei tanti modi di dividere lo spazio sonoro
E quando si vede l’oceano, l’isola sembra più piccola. Ma anche più preziosa.
🪶 5. Una chiusura “Forniel”
• Gli strumenti temperati hanno reso la musica occidentale potente e universale.
• Ma hanno anche ridotto la varietà degli intervalli possibili. Lo
• Il commercio ha consolidato questa scelta, rendendola quasi inevitabile.
• Lo smarrimento che senti è il segno che stai vedendo oltre i confini del sistema.
Non è perdita: è apertura.
Mandi, Forniel — e grazie per queste domande che fanno respirare la musica come un pensiero vivo.
18 febbraio 2026 Forniel *
Nessun commento:
Posta un commento