Porta il polline.
Porta la polvere.
Porta le parole.
Porta le menzogne.
Porta le grida.
Oggi, 4 giugno, è la Giornata internazionale dei bambini innocenti vittime di aggressioni.
E questo Respiro del Giorno è dedicato ai bambini trucidati ,morti nelle guerre.
Ed è dedicato anche ai bambini uccisi sotto attacchi nella scuole...
E quando l’aria del mondo si riempie di giustificazioni, propaganda, freddezza, calcoli militari, parole tecniche, comunicati ufficiali, frasi ripetute dai potenti per rendere accettabile l’orrore, allora il vento diventa veleno.
E l’Albero sente il vento prima di tutti.
Lo sente sulle foglie.
Lo sente nei rami.
Lo sente nella sua parte più giovane e vulnerabile.
Così fanno i bambini.
I bambini sentono il vento degli adulti.
Sentono le guerre che non hanno scelto.
Sentono l’odio che non hanno generato.
Sentono le bombe prima ancora di capire il nome di chi le ha mandate.
Sentono la paura nei corpi delle madri, nei silenzi dei padri, nella polvere delle case distrutte, nelle scuole che dovrebbero custodire quaderni e diventano tombe.
Ma oggi il pensiero va anche oltre le guerre visibili.
Va ai bambini nati in case sbagliate.
Tra genitori incapaci di amare.
Dentro ambienti dove la violenza non fa rumore di bombe, ma di porte sbattute, urla, umiliazioni, abbandoni, ricatti, paura quotidiana.
Va ai bambini dimenticati nel sottobosco del genere umano.
Quelli trafficati.
Venduti.
Usati.
Scomparsi.
Quelli che non finiscono nei titoli dei giornali perché il loro dolore è nascosto nelle cantine del mondo.
Anche loro respirano un vento malato.
Anche loro sono Alberi piccoli piegati da una tempesta che non hanno creato.
C’è qualcosa di insopportabile nel vedere un potere adulto che riesce ancora a parlare dopo aver ucciso bambini.
Che riesce ancora a spiegare.
A distinguere.
A minimizzare.
A dire che era necessario.
A dire che era strategico.
A dire che era un errore.
A dire che era inevitabile.
Ma un bambino morto non è inevitabile.
È una frattura nel cuore del mondo.
Perché le parole possono curare, ma possono anche anestetizzare.
La mente che collega.
La sensibilità al clima intorno.
Il rischio di assorbire troppe voci.
La responsabilità di trasformare il pensiero in parola chiara.
Le attraversa.
Le ordina.
Le rende testimonianza.
Perché oggi il vento non deve portarci violenza.
“Io non lascio che il vento della menzogna copra la voce degli innocenti.”
Oggi lascia che il pensiero diventi coscienza, e che la coscienza non resti in silenzio.
🌹



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