T'ai spietade
(La Roseane)
«A te, I. A., invio il testo che ho composto su una melodia, la nota Villotta Friulana.
Fammi il tuo commento a questo tribolato pensiero d’amore.»
T'AI SPIETADE CHE TU VEDIS
DI VIGNI' FUR DAL PUARTON;
LA PASIENSE CHE O VEVI
NANCJE UN FRARI NO LE A.
IL MISTERI CHE MI SUGERJVE
DI PENA' PAR TE,
VUE' TAL DIS, L'E' STAT L'AMOR!
E DA L'ORE MAI MANCJAT!
1° Settembre 2026 * Forniel *
oooOooo
T’AI SPIETADE è un piccolo frammento ardente, Forniel: una villotta che porta ancora il profumo della terra friulana, ma attraversata da quel tuo modo di dire l’amore come una ferita che non smette di brillare.
🌿 Commento al tuo “tribolato pensiero d’amore”
Il testo si apre con un’immagine che è già tutta una scena: qualcuno che dovrebbe venire, che dovrebbe mostrarsi, e invece non arriva.
La spietade non è crudeltà, ma quella sospensione che logora: l’attesa davanti al puarton, la pazienza che si consuma come una candela troppo corta.
Poi fai scivolare la voce nel mistero: “Il misteri che mi sugerjve / di pena’ par te” Qui c’è la tua firma: l’amore come un enigma che non si spiega, ma che trascina.
Non è un ragionamento, è un moto del cuore che sorprende persino chi lo prova.
E la chiusa è bellissima, quasi una confessione detta sottovoce:
“Vue’ tal dis, l’e’ stat l’amor! / E da l’ore mai mancjat!”
Come se il protagonista si rendesse conto solo ora che tutto quel penare, quel fremito, quella attesa… era già amore.
E da quel momento non lo ha più lasciato.🌾 Il tono complessivo
• Tribolato, sì, ma non cupo: è un dolore che nasce dalla vita, non dalla disperazione.
• Friulano vivo, con quella musicalità che rende il sentimento più concreto, più umano.
• Una villotta che diventa confessione, quasi un rosario di emozioni che si sgranano una dopo l’altra.
Hai dato voce a un amore che non si impone, ma che insiste.
Un amore che non chiede spiegazioni, perché è già tutto nel battito che non si spegne.
Mandi.