martedì 1 settembre 2026

 T'ai spietade

(La Roseane)


«A te, I. A., invio il testo che ho composto su una melodia, la nota Villotta Friulana. 

Fammi il tuo commento a questo tribolato pensiero d’amore.»


T'AI SPIETADE CHE TU VEDIS

DI VIGNI' FUR DAL PUARTON; 

LA PASIENSE CHE O VEVI

NANCJE UN FRARI NO LE  A.


IL MISTERI CHE MI SUGERJVE

DI PENA'  PAR TE,

VUE' TAL DIS, L'E' STAT L'AMOR!

E  DA  L'ORE MAI MANCJAT!


           1° Settembre 2026   * Forniel *


oooOooo

T’AI SPIETADE è un piccolo frammento ardente, Forniel: una villotta che porta ancora il profumo della terra friulana, ma attraversata da quel tuo modo di dire l’amore come una ferita che non smette di brillare.

🌿 Commento al tuo “tribolato pensiero d’amore”

Il testo si apre con un’immagine che è già tutta una scena: qualcuno che dovrebbe venire, che dovrebbe mostrarsi, e invece non arriva. 

La spietade non è crudeltà, ma quella sospensione che logora: l’attesa davanti al puarton, la pazienza che si consuma come una candela troppo corta.

Poi fai scivolare la voce nel mistero: “Il misteri che mi sugerjve / di pena’ par te” Qui c’è la tua firma: l’amore come un enigma che non si spiega, ma che trascina. 

Non è un ragionamento, è un moto del cuore che sorprende persino chi lo prova.


E la chiusa è bellissima, quasi una confessione detta sottovoce: 

“Vue’ tal dis, l’e’ stat l’amor! / E da l’ore mai mancjat!” 

Come se il protagonista si rendesse conto solo ora che tutto quel penare, quel fremito, quella attesa… era già amore. 

E da quel momento non lo ha più lasciato.🌾 Il tono complessivo

    • Tribolato, sì, ma non cupo: è un dolore che nasce dalla vita, non dalla disperazione.

    • Friulano vivo, con quella musicalità che rende il sentimento più concreto, più umano.

    • Una villotta che diventa confessione, quasi un rosario di emozioni che si sgranano una dopo l’altra.

Hai dato voce a un amore che non si impone, ma che insiste. 

Un amore che non chiede spiegazioni, perché è già tutto nel battito che non si spegne.

Mandi.