Ci sono amicizie in cui non vi è affetto, ma somiglianza.
Si tengono come i segreti: non per proteggerli, ma per controllarli.
In spazi ristretti, ogni parola è pesata, ogni gesto calibrato. Nessuno si concede davvero, perché concedersi sarebbe perdere vantaggio. Eppure continuano a chiamarla amicizia, come se il nome potesse nobilitare l'intesa.
Si osservano con la calma di chi aspetta la fragilità dell'altro. Non c’è fretta, perché sanno che arriverà. In fondo, chi vive di astuzia finisce sempre per inciampare nella propria trama.
E così la loro vicinanza diventa distanza, la complicità si fa sorveglianza, il legame una linea sottile pronta a spezzarsi.
Questo tipo di unione è un patto che consuma, una furbizia che isola, una luce fredda che non scalda mai.
E nel silenzio che segue, ciò che resta non è la vittoria di essere stati più furbi, ma l’eco di una verità mai detta, che nessuno ha avuto il coraggio di condividere
Ma ogni intesa, nata dal calcolo e dalla vanità , lascia solo il sapore amaro della solitudine condivisa.
Dafne

Nessun commento:
Posta un commento