Per tre giorni il vento ha abitato il mio orecchio.
Oltre il suo rumore sordo, oltre il canto gentile e il borbottio remoto, ho sentito il suo timbro posarsi in me, insinuarsi nella pelle, cellula dopo cellula, come un ricordo che precede la memoria.
Non parlava: accordava
Attraversava il mio corpo e si fermava nell’anima, in attesa.
Allora non sapevo chi fossi.
Non sapevo ancora di appartenergli.
B.🌹

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