martedì 10 febbraio 2026

Sulle basse frequenze



C’è una frequenza bassa

che non nasce dal silenzio,

ma dal rumore scelto.

Dal dolore usato a intermittenza,

a seconda di cosa rende visibili.

Si piange una guerra e se ne ignora un’altra,

si cita la storia quando è lontana

e non chiede responsabilità.

Si condividono immagini come amuleti,

senza restare abbastanza a lungo

da sentire davvero.

La sensibilità non è una moda,

né un filtro da applicare al mondo.

È uno sguardo che non esclude,

anche quando sa di non poter abbracciare tutto.

C’è guerra nei campi dimenticati,

nei corpi stanchi dei lavoratori,

nelle vene dei giovani che si spengono,

nelle case dove l’amore diventa paura.

Ignorarle perché non fanno tendenza

è una forma sottile di violenza.

Possiamo fare poco, è vero.

Ma il poco fatto con verità

ha una frequenza più alta

di mille gesti vuoti.

Il bene non ha bisogno di esibizione.

Ha bisogno di presenza.

Ciò che nasce dall’anima

non chiede consenso,

si riconosce in silenzio

e vibra oltre lo sguardo.

B.🌹



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