giovedì 5 febbraio 2026

Aramis il mito



Ad Aramis

Ti scrivo da un tempo

che non sa più impugnare la spada,

ma riconosce ancora

la grazia di chi combatte con l’anima.

Aramis,

amico mio dalle mani gentili,

amante del sogno mai confessato,

eri preghiera sulle labbra

e peccato negli occhi.

Con te parlavo piano,

come si fa nelle chiese

e nei letti condivisi di nascosto.

Mi insegnavi che la fede

può tremare

senza rompersi.

Ridevi con Athos e Porthos,

giuravi con d’Artagnan,

ma a me lasciavi

il silenzio dopo il sorriso,

quel luogo fragile

dove si resta in due.

Sei stato verità vestita da uomo,

promessa che va mantenuta 

perché troppo vera.

Io ti ho amato così:

senza chiederti di scegliere

tra Dio e il mio nome.

E se oggi ti chiamo mito

è solo perché il mondo

non sa più riconoscere

chi sa amare

con misura

e ardore insieme.

E se io ti ho sentito, Aramis,

è perché tu, 

mi hai lasciata entrare

sussurrando il mio nome.

B.🌹


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