Scrivo per ascoltare ciò che il silenzio racconta.
Le parole, per me, non sono mai solo suono:
sono respiri, gesti, memorie che cercano casa.
Questo spazio è il mio luogo di sosta, una finestra aperta sull’anima,
dove i versi possono camminare leggeri
e, a volte, trovare qualcuno che li riconosce.
Scrivere è il mio modo di toccare il mondo con gentilezza.
Writing is my way of touching the world with gentleness.
Buongiorno Brunella, eccomi come di consueto qua per ascoltare e guardare i tuoi scritti.
Le conchiglie sono memoria, fragilità, reliquie interiori. Non oggetti: resti di un mare passato che ancora parla. E il fatto che affiorino “in autunno” ( hai rovesciato la stagione) suggerisce che la maturità, non la giovinezza, è il tempo in cui ciò che siamo davvero torna a galla e poi anche questa immagine che mi ha colpito Brunetta:
“Resta un’eco lieve, che si posa sui miei gesti cauti.”
I “gesti cauti” dicono di te: donna che si muove con pudore, con attenzione, come chi porta qualcosa di fragile tra le mani.
È un gesto di fede, non religiosa ma umana:
affidare ciò che è fragile a ciò che è più grande di noi.
La parola che mi suggerisce la tua poesia è: Custodia.
Perché tutta la poesia è un atto di consegna:
delle memorie, delle paure, delle piccole reliquie interiori.
E la luce dell’altro diventa il luogo dove ciò che rischiava di perdersi viene salvato.
RispondiEliminaBuongiorno Brunella, eccomi come di consueto qua per ascoltare e guardare i tuoi scritti.
Le conchiglie sono memoria, fragilità, reliquie interiori. Non oggetti: resti di un mare passato che ancora parla. E il fatto che affiorino “in autunno” ( hai rovesciato la stagione) suggerisce che la maturità, non la giovinezza, è il tempo in cui ciò che siamo davvero torna a galla e poi anche questa immagine che mi ha colpito Brunetta:
“Resta un’eco lieve, che si posa sui miei gesti cauti.”
I “gesti cauti” dicono di te: donna che si muove con pudore, con attenzione, come chi porta qualcosa di fragile tra le mani.
È un gesto di fede, non religiosa ma umana:
affidare ciò che è fragile a ciò che è più grande di noi.
La parola che mi suggerisce la tua poesia è: Custodia.
Perché tutta la poesia è un atto di consegna:
delle memorie, delle paure, delle piccole reliquie interiori.
E la luce dell’altro diventa il luogo dove ciò che rischiava di perdersi viene salvato.
Mandi Petra