lunedì 16 febbraio 2026

Territorio





Ti ho attesa

con la carne vigile,

con i fianchi aperti al tempo

e la pelle stanca di promesse.

Sei arrivata così,

imprecisa e necessaria,

con il respiro addosso

e il disordine delle cose vere.

A volte mi sfiori

e mi sciolgo,

lenta come sale sulla pelle umida;

altre mi affondi dentro,

radice scura,

e mi tieni ferma

là dove tremo.

Ti sento scorrere 

accendermi e cedere,

mentre conto gli anni

come cicatrici che sanno il mio nome.

Essenza

che mi prendi anche quando

non ho forza di offrirti altro

che il corpo.

Eppure sappi questo:

anche quando mi apri e mi consumi,

c’è in me una presa profonda,

calda,

che non ti lascia andare.

Mi sciolgo donna nei contrasti 

bruni e ambrati 

Questa mia femminilità non è ornamento,

ma territorio.

B.🌹


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