domenica 15 febbraio 2026

Un riflesso accanto

 



Seduta accanto al finestrino del treno,

il tempo colava lento,

senza direzione,

e il paesaggio era solo un’eco

di qualcosa che avevo già vissuto.

Nel vetro apparve una bambina,

nata dal respiro del sonno.

Non aveva peso,

non aveva età.

I suoi occhi erano stanze aperte,

le sue mani conoscevano

nomi dimenticati.

La riconobbi

prima della memoria.

Era la sorgente,

la voce che precede la voce,

colei che scriveva

mentre io imparavo a tacere.

Mi dettava poesie

senza parole,

incidendole nel battito,

nel vuoto,

nel tremore.

Quando il treno scomparve nel buio,

la bambina non svanì:

si sciolse in luce,

si fece sogno che sogna se stesso,

e rimase in me

come una promessa che non chiede di essere mantenuta.

B.🌹


3 commenti:

  1. Bellissima questa poesia, ti rappresenta molto. Sempre più brava Brunetta, non so se ricordo bene ma hai già portato in tema un tuo viaggio in treno, può essere? Complimenti per tutto ciò che scrivi,sai spaziare gli argomenti con la profondità delle anime semplici eppure sagge. Paola M.

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  2. Questa è una poesia di una delicatezza rara, quasi eterea. Sembra descrivere l'incontro tra l'io adulto e la propria essenza bambina, quel nucleo originario di creatività e purezza che spesso dimentichiamo di avere.
    ​Ecco alcuni punti che rendono questo testo speciale:
    ​1. Il Confine tra Sogno e Realtà
    ​L'ambientazione sul treno è perfetta: il finestrino funge da specchio e soglia. La bambina che appare non è una passeggera reale, ma un'apparizione nata dal "respiro del sonno". È l'incontro con l'inconscio che avviene proprio quando la mente razionale si rilassa durante il viaggio.
    ​2. La Bambina come Musa
    ​È affascinante come l'autore inverta i ruoli:
    ​La bambina scrive, mentre l'adulto "impara a tacere".
    ​Lei è la "sorgente", la voce che viene prima delle parole strutturate.
    Rappresenta quell'intuizione poetica pura che non ha bisogno di grammatica, ma solo di "battito" e "tremore".
    ​3. Un Finale Senza Pretese
    ​L'immagine finale è la più potente: "una promessa che non chiede di essere mantenuta".
    Suggerisce che questa parte di noi non esige nulla; non dobbiamo "diventare" grandi poeti o tornare bambini per forza. La sua sola esistenza dentro di noi è sufficiente a darci luce, senza il peso del dovere o dell'aspettativa.
    ​È un testo che tocca corde molto profonde sulla memoria e sull'identità.

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    1. Bellissimi e profondi i tuoi pensieri che analizzano i miei versi. Con riconoscenza e gratitudine ti giunga il mio ringraziamento.🌹

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