giovedì 2 luglio 2026

Parlando


Parlando del più e del meno con una persona a me cara, siamo finiti, quasi senza volerlo, a riflettere su una curiosa consuetudine del nostro tempo: quella di affidare la propria immagine a sorrisi tanto impeccabili quanto improbabili.
Ci tornarono alla mente le parole delle nostre madri, delle nostre nonne e di qualche vecchio insegnante. Dicevano che il sorriso più bello è quello che non si accorge di esistere; diffidavano, invece, di quelli ostentati, perché un'espressione troppo studiata finisce spesso per nascondere più di quanto riveli.
Forse ogni epoca ha le sue maschere. La nostra sembra aver scelto il sorriso di circostanza, sempre uguale a sé stesso, esibito come un distintivo di felicità.
Eppure provo nostalgia per i volti che non temevano di raccontarsi: quelli attraversati da un sorriso appena accennato, da uno sguardo pensoso, perfino da un velo di malinconia. Volti imperfetti, certo, ma veri. Perché la verità di una persona non risiede nella perfezione dell'espressione, bensì nella sincerità con cui lascia affiorare ciò che prova.
B.🌹




1 commento:


  1. Forse è proprio quella "lieve incoerenza" che rende un viso indimenticabile: un sorriso che nasce un istante prima degli occhi, una malinconia che convive con la gioia, una ruga che racconta una vita. Sono dettagli che nessuna posa riesce a imitare.

    Ti auguro di non perdere mai questo sguardo sulle cose. È raro, e rende la scrittura capace di fermare ciò che gli altri spesso vedono soltanto di sfuggita. Antonella R.

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