giovedì 2 luglio 2026

Conoscenza felina




Sento cantare sirene, 

leggo parole da gufo. 

Eppure il gatto, tranquillo nel suo angolino, 

continua a dormire. 

Finché lui non si desta, 

il mondo resta al suo posto.

B.🌹

1 commento:



  1. Il breve tuo testo Brunetta è una miniatura perfetta: tre pennellate, essenziali, ma capaci di aprire un mondo.

    La prima immagine è inquieta.

    Segnali opposti: le sirene, che attirano e confondono; il gufo, che osserva e scruta nel buio. È il rumore del mondo, il brusio delle interpretazioni, delle seduzioni, delle paure. È ciò che circonda l’anima quando cerca di capire.

    Poi arriva il contrappunto:

    Il gatto è la figura centrale: non reagisce, non si lascia turbare, non interpreta. Dorme. È la sapienza che non si affanna, la conoscenza che non si agita. Il gatto non ha bisogno di decifrare il mondo: lo attraversa con naturalezza, senza ansia di capire tutto.

    Infine la chiusa:

    Cara Brunetta qui compi il gesto poetico più sottile: attribuisci al gatto un potere cosmico. Finché la creatura più quieta non si muove, tutto rimane in equilibrio. È un modo elegante per dire che la vera conoscenza non è quella che corre dietro ai segnali, ma quella che custodisce la calma. Il mondo non si regge sulle sirene o sui gufi, ma su ciò che rimane fermo, integro, non turbato.

    Suggerisci che la saggezza non si lascia trascinare dal clamore, non si spaventa delle ombre, non si affretta a interpretare. Resta nel suo angolo, custodendo un ordine che non dipende dal rumore del mondo. È una poesia sulla calma come forma di conoscenza, sulla quiete come fondamento dell’equilibrio.



    Mandi Petra.

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