sabato 6 giugno 2026

Dentro le catene di Aladino

 


Ci sono persone che si convincono di essere più furbe di tutti.

Camminano sicure tra le loro versioni dei fatti, certi che nessuno noterà le cuciture grossolane delle storie che raccontano. Pensano di poter guidare gli eventi come un prestigiatore guida lo sguardo del pubblico, spostando l'attenzione dove fa loro più comodo.

Quando qualcuno scopre i loro piccoli altarini, non si fermano a riflettere. Cercano piuttosto di costruirne altri, più elaborati, nella convinzione che una menzogna ben confezionata diventi una verità.

Sono convinti di possedere la lampada di Aladino: strofinano le loro illusioni e si aspettano che la realtà obbedisca ai loro desideri.

Eppure la presunzione ha un difetto curioso: rende ciechi. Chi si sente il più furbo nella stanza spesso non si accorge che gli altri hanno già capito tutto. Magari tacciono per educazione, magari osservano per curiosità, magari si limitano a sorridere.

È allora che la commedia diventa più interessante. Non per l'inganno in sé, spesso banale, ma per la convinzione ostinata di chi pensa di averlo reso perfetto.

Alla fine non è la furbizia a fare sorridere. È la presunzione di credersi inattaccabili.

B.🌹


5 commenti:

  1. Riesci a cogliere ogni sfumatura di vio che ci circonda. Sempre più interessante leggerti. Ciao Antonella Russo.☀️

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    1. Sei sempre molto cara e sempre presente, grazie di cuore 🌹❤️

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  2. Questa tua pagina Brunetta è un piccolo teatro morale, dove la scena non è occupata dall’inganno in sé, ma dalla presunzione che lo sostiene. La poesia‑monologo osserva con sguardo fermo quelle persone che credono di essere più furbe di tutti, convinte di poter manipolare la realtà come un prestigiatore manipola lo sguardo del pubblico, pensano di poter guidare gli eventi illudendosi della sua superiorità.

    Brunetta com'è nella tua natura non punti il dito: osservi. E nell’osservazione cogli il punto più umano e più ironico della vicenda. Gli altri: quelli che ascoltano, che vedono, che capiscono... spesso tacciono, sorridono, lasciano che la commedia si consumi da sola.

    Il testo diventa così una piccola parabola sulla vanità dell’inganno.

    Ne esce un quadro nitido, asciutto, quasi teatrale: l’inganno è poca cosa; ciò che davvero colpisce è l’uomo/ donna che, dentro le sue stesse catene, continua a credersi libero.



    Mandi Petra.

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  3. Sempre più sbalordita dai tuoi commenti. Grazie di cuore.🌹

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  4. Hai una vena osservatrice e un gusto per l'ironia che si prestano bene a questo tipo di riflessioni. A volte da un episodio apparentemente banale nasce uno spunto che parla di molto più di quella singola situazione. E.

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