sabato 6 giugno 2026

La zolla



Se solo avessi guardato meglio.

Se solo avessi udito il muto richiamo.

Se solo avessi parlato ai mondi.

Ho innaffiato una zolla arida, imperfetta.

Il raccolto porta il mio nome.

Non chiedo al cielo conto del deserto.

B.🌹

4 commenti:


  1. E ti dirò una cosa che mi colpisce del testo: pur essendo un esame di coscienza, non si chiude nella disperazione. C'è il rimpianto, sì, ma c'è anche una forma di maturità. Chi dice:

    Il raccolto porta il mio nome.

    Non chiedo al cielo conto del deserto. È una voce ferma, non amara.

    Ti auguro parole che continuino a scavare in profondità e, quando serve, a risuonare come quel tuono estivo che qua si ode!

    E.

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  2. La poesia si apre come un esame di coscienza pronunciato a bassa voce, con quella triplice anafora: “Se solo avessi…” che scandisce non un lamento, ma una presa d’atto lucida, quasi austera. È un ritorno su di sé che non cerca scuse: l'autrice riconosce di non aver visto, non aver ascoltato, non aver parlato ai “mondi”.

    Il cuore del testo è nella zolla: arida, imperfetta. È un’immagine di terra povera, non scelta per bellezza ma per responsabilità. Innaffiare significa assumere la propria parte, anche quando il terreno non promette nulla. E infatti il verso successivo è una dichiarazione di maturità: “Il raccolto porta il mio nome” Qui la poesia si fa etica: ciò che nasce...o non nasce... da quella zolla non dipende dal cielo, ma dal gesto umano.

    Il finale è la svolta più forte: “Non chiedo al cielo conto del deserto” Non c’è vittimismo, non c’è accusa. È la voce di chi ha imparato che la vita non si giudica per ciò che non ha dato, ma per la fedeltà con cui si è tentato di farla fruttare.

    Ne esce una poesia asciutta, severa e insieme pacificata: un atto di responsabilità che non pesa, ma libera.

    La parola che attribuisco: Assunzione.

    È come in teatro: l’attrice sei tu Brunetta, ma il personaggio è l’io che parla nella poesia.

    E infatti il testo ha una forza che supera la biografia: parla di responsabilità, di maturità, di accetta

    Il soggetto è l’io poetico della poesia, non necessariamente sei tu Brunetta come persona.

    È una voce interiore che come autrice fai parlare, e che può essere letta come figura universale.

    Mandi Petra.

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