La fitta nebbia di oggi invita a rimanere chiusi in casa.
Ne approfitto allora per raccontare una storiella un po’ bricconcella.
Il monitor TV, collocato di fronte ai tavoli della stanza al piano terra dell’Oratorio, non andava bene ai ragazzi – età media diciott’anni – che frequentano gli incontri settimanali: quella parete viene infatti usata per proiettare i film.
Sono andato a trovarli e, dopo aver parlato insieme e ascoltato i reciproci pareri, abbiamo concluso con un accordo: avrei montato il monitor su un carrello girevole e spostabile.
L’incontro con questi giovanotti ha fatto riaffiorare i ricordi dei miei – anzi, dei nostri – incontri nello stesso luogo, molti anni fa. Allora il parroco, don Giovanni Buzzi, fungeva da insegnante e sorvegliante.
La sua presenza serviva a istruirci sulle rette vie del Signore, ma anche a custodirci e sorvegliarci per i motivi ben noti, che in sintesi erano questi: evitare contatti sessuali che potessero portare a procreazioni indesiderate.
Oggi questi ragazzi non hanno “guardiani”: si autogestiscono.
Si potrebbe dire che è un effetto dell’evoluzione.
Questa “immagine” mi ha fatto nascere una curiosità, e anche una constatazione: da questi incontri fraterni non sembrano emergere situazioni scomode legate a procreazioni indesiderate.
Una sintesi possibile:
• sarà per la loro castità
• per il “ben fare” senza procreare
• o per effetto della sterilità
Voi che mi leggete, se potete e volete, quale di queste ipotesi rientra nei vostri pareri? O ne avete una vostra, originale? Naturalmente, nel rispetto del dono della libertà: anche non dire nulla è legittimo.
Torno al monitor TV: ho ideato e realizzato il carrello come promesso.
Mandi.
5 febbraio 2026 * Forniel *
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