mercoledì 7 ottobre 2026

Evocando



Scusami se quando stai male

mi preoccupo.

E vorrei raggiungerti.


Se quando riaffiora l'abbandono,

resto.

Come custode al tuo fianco.


Se quando sei a secco,

ti offro quel poco che ho.

La mia unica riserva.


Se quando il mondo è troppo rumore,

ti chiamo al silenzio.

Al bosco.


Se si spezza la mina,

ho già in mano il temperino.


Se la notte è così buia

da non vedere la strada,

mi accendo.

Un filo di luce.


Paradosso dell'amore:

chiedere scusa

per averci provato.


Per aver scambiato la cura per invadenza,

la presenza per colpa.


Ho imparato che non si toglie il dolore.

Non sempre.


A volte si attraversa.

Insieme.


E questo,

forse,

è amore.

B.🌹






2 commenti:


  1. Il cuore del testo è una serie di micro‑promesse, ognuna formulata con la struttura del “Se quando…” È una forma che crea ritmo. La poesia non è solo presenza e vigilanza affettuosa.

    la poetessa mette in scena la propria vulnerabilità: non dà perché ha molto, ma perché vuole dare comunque.

    L'immagine del bosco che apre spazio, che invita a respirare è molto spirituale...magica.

    La poetessa presenta un gesto minimo, quotidiano, ma simbolico: aggiustare, preparare, sostenere. È l’amore che si fa artigiano.

    La poesia si fa lanterna. Non illumina tutto: basta un filo. È una delle immagini più riuscite.

    "Chiedere scusa per averci provato.” è una confessione che tocca: la cura può essere scambiata per invadenza, la presenza per colpa. È un nodo umano, universale.

    Inoltre l’amore non è soluzione, ma compagnia nel passaggio. È una definizione limpida, adulta.

    Custodisce la fragilità dell’altro, la propria, il silenzio, il bosco, la luce minima.

    È un amore che non pretende di guarire: accompagna.

    Mandi Petra.

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