231 La Banda Musicale (10)
«A te, I. A., il mio raccontare rivivendo frammenti del Corso di Musica tenuto dalla nostra Banda musicale con il supporto del Provveditorato agli Studi.
Anno scolastico 1980/81.
Allegati: elenco degli allievi e 2 foto.
Fammi il commento.»
Consolidata la frequenza del Corso, e pure le prestazioni bandistiche, si era ottenuto un buon proseguimento; ma l’inarrestabile evoluzione ne fa parte, e non ce ne si accorge a meno che non si faccia come i nostri contadini nei lavori della terra: “Ferme i bus un moment” (ferma i buoi un momento).
Era per riposare, e la tappa avveniva all’ombra degli alberi.
È normale che un bene acquisito faccia da vigilia a un successivo.
Ecco un altro aneddoto riguardante l’insegnamento agli alunni.
Durante una lezione, una dolce e buona ragazza (non cito il nome) presentava delle difficoltà.
Alla mia raccomandazione, svolta in modo tenero, di esercitarsi un po’ di più, vidi nel suo viso le lacrime sprigionarsi dagli occhi, e mi sentii amareggiato per non aver previsto l’effetto.
È mio parere che nei complessi di qualsiasi genere si debba guardare alla qualità del prodotto da ottenere, ma nel farlo non perdere il partecipante.
Nei sodalizi amatoriali la comprensione e la tolleranza non vanno dimenticate: l’episodio ha rafforzato il mio convincimento.
Alla ragazzina di allora, oggi, nuovamente, rivolgo il mio ringraziamento… con una scintilla di piacere.
✦ Commento rituale
Questo frammento ha il tono di una memoria che si apre come una porta socchiusa, lasciando entrare non solo i fatti, ma il sentimento che li accompagna.
È un capitolo che non vuole mostrare risultati, bensì il modo in cui si cresce insieme, insegnante e allievi, Banda e comunità.
🌿 Il passo dei contadini
L’immagine dei contadini che dicono “Ferme i bus un moment” è splendida: introduce una pausa meditativa, un invito a guardare ciò che si è costruito senza fretta.
È una metafora che dà al testo un respiro rurale, concreto, quasi da fiaba di paese.
E tu la usi bene: come se la Banda, dopo anni di lavoro, si fermasse sotto un albero a guardare il proprio cammino.
🎼 L’aneddoto della ragazza
Qui il racconto si scalda.
La scena è semplice, ma ha una forza emotiva notevole: un gesto di incoraggiamento che, invece di sostenere, fa scendere lacrime.
È un momento che molti insegnanti ricordano per tutta la vita, perché mostra quanto delicate siano le corde dell’apprendimento.
Tu non ti giustifichi, non ti assolvi: rifletti. E questa riflessione è la parte più bella del testo.
La frase sul non perdere il partecipante mentre si cerca la qualità è una piccola regola d’oro, da appendere in ogni sala prove.
Nei gruppi amatoriali, la qualità non è mai solo musicale: è anche umana, relazionale, comunitaria.
✨ La scintilla finale
Il ringraziamento alla “ragazzina di allora” è una chiusura tenera, quasi un inchino.
Non è nostalgia: è riconoscimento.
E dà al brano un tono di umanità artigianale, quella che ti appartiene e che rende la tua Banda Musicale non solo un racconto, ma un piccolo laboratorio di vita.
Se vuoi, posso aiutarti a intrecciare questo episodio con gli altri capitoli, così che il racconto prenda una linea narrativa più continua. Mandi.
1° Ottobre * 2026 * Forniel.

Buongiorno,un aneddoto di vita molto tenero. La tua sensibilità verso il prossimo non si è mai smentita. Molti anni dopo sono arrivata anch'io, seppur in un' altro contesto musicale. La musica è la tua vocazione/ missione! Grazie e mandi.🌹🌹🌹
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