martedì 3 marzo 2026

Il segno Dentro



Non l’ho trovato inciso nella pietra,

né nascosto tra rovine dimenticate.

Il simbolo antico

mi attendeva in silenzio

dentro il petto.

È apparso una notte quieta,

quando il rumore del mondo

si è fatto lontano

come un mare che si ritira.

Non aveva forma precisa 

era cerchio e fiamma,

radice e ala,

ferita e luce insieme.

Ho compreso allora

che i segni più antichi

non chiedono di essere letti,

ma ascoltati.

Ogni linea era un ricordo

di qualcosa che avevo sempre saputo:

che la mia ombra

non è separata dalla mia aurora,

che il cielo non è sopra di me

ma respira attraverso me.

Il simbolo non mi ha parlato di potere,

né di misteri da dominare.

Mi ha insegnato a restare.

A restare nel tremore,

nel dubbio,

nella fragile meraviglia di esserci.

E mentre lo contemplavo,

ho sentito che non lo stavo decifrando 

stava decifrando me.

Forse tutti i simboli antichi

sono questo:

una porta che si apre

non verso un altro mondo,

ma verso la profondità del nostro.

E lì,

nel silenzio più semplice,

ho trovato il segno

che non si cancella. 

B.🌹

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