giovedì 12 marzo 2026

La stanza degli specchi



Abita stanze che nessuno vede,

costruite dentro la sua testa

con muri sottili di pensiero

e finestre che non si aprono mai.

Lì dentro regna.

Non con forza,

ma con una lenta e studiata fragilità.

Dice di essere poco,

quasi nulla.

Lo ripete come una preghiera storta,

sapendo che qualcuno

la contraddirà.

Ogni negazione è un invito,

ogni sospiro un’esca.

Ha imparato presto

che la compassione

può somigliare all’amore.

Così si piega appena,

quanto basta

per essere sollevata.

Ma nei corridoi più segreti

della sua coscienza

cammina con la schiena dritta,

convinta di essere

la più lucida,

la più rara,

la sola che abbia davvero capito.

Gli altri, all’inizio,

le si siedono accanto.

Le offrono parole,

carezze di voce,

tentativi gentili

di salvarla da un dolore

che lei custodisce

come una reliquia.

Poi lentamente

qualcosa si rompe.

Non è un gesto,

non è una frase.

È il vuoto

che si sente dietro ogni scena.

Gli sguardi cambiano peso,

le mani diventano distanti,

e la stanza si svuota.

Lei resta.

Circondata dagli specchi

che aveva addestrato a mentire.

E per la prima volta

uno di loro

non obbedisce.

Le restituisce

un volto scavato,

solo.

E il silenzio intorno

non la contraddice più.

B.🌹


Nessun commento:

Posta un commento