Patchwriter
C'è chi scrive.
E poi c'è il patchwriter: archeologo di frasi altrui, collezionista di pensieri già pensati.
Scava tra le pagine, estrae una citazione, le cambia un verbo, le regala un aggettivo nuovo, sposta due parole e dichiara: "Opera mia."
È un prestigiatore. Il trucco non è creare il coniglio, ma convincere il pubblico di aver inventato il cappello.
Non ruba interi capitoli: sarebbe troppo evidente. Preferisce i frammenti. Una scheggia qui, una scintilla là. Alla fine costruisce un mosaico e dimentica che ogni tessera porta ancora la firma di qualcun altro.
La cosa più sorprendente è che spesso finisce per credere davvero alla propria versione dei fatti.
L'originalità, però, è una creatura testarda. Si lascia imitare, mai sostituire.
Perché le parole si possono prendere in prestito. La voce, no.
- ( scrittori di razza🌍)

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