Non so dire cosa provo davvero
mentre ti guardo.
Sei così piccina,
così bella,
che il cuore si ferma un momento,
quasi per paura
di amarti più dell'amore stesso.
Non so dire cosa provo davvero
quando mi prendi per mano
e mi fai entrare nei tuoi giochi.
Inciampo nei tuoi trilli,
nei tuoi strilli,
e ritrovo il sorriso,
ritrovo la bambina
che forse vive ancora dentro di me.
Alia,
bimba venuta dal mare,
con il nome di un'antica ninfa,
figlia dell'acqua e della luce.
Porti negli occhi
l'azzurro delle onde
e il sole delle isole lontane.
Forse è il mare
che ti ha insegnato la dolcezza delle maree,
la forza silenziosa delle onde,
la libertà dell'orizzonte.
Tu sei un piccolo diadema di luce
posato sul mio cuore.
E senza saperlo,
mi insegni ogni giorno
che l'amore non ha misura.
Ma ci sono amori
che le parole non riescono a contenere.
Si possono soltanto vivere.
B.🌹

RispondiEliminaIl tuo testo Brunetta è una piccola epifania domestica: un’apparizione di luce che nasce dal quotidiano.
È un miracolo semplice: la tua nipotina non solo cresce, ma ti fa rinascere
Il nome diventa mito: ninfa, acqua, luce, ecc.. Brunetta non descrivi la bambina: la evochi. Le attribuisci l’azzurro delle onde e il sole delle isole lontane, come se la piccola portasse negli occhi un paesaggio intero. È un modo antico e bellissimo di dire che ogni bambino è un mondo nuovo.
Brunetta arrivi alla soglia del dicibile: “Ci sono amori che le parole non riescono a contenere. Si possono soltanto vivere.
Una nonna cammina accanto a una bambina. La piccola ha negli occhi il mare, la nonna nel cuore un diadema di luce. Ogni passo è un ritorno all’infanzia, ogni sorriso è una rinascita. E l’amore, troppo grande per le parole, scorre come una marea silenziosa che nessuno può fermare.
È un testo che non si legge: si ascolta.
E non si ascolta: si vive. Mandi.