sabato 10 ottobre 2026

La geografia della malinconia



La geografia della malinconia

Ho dentro infiniti mondi

e forse abitano tutti

la stessa malinconia.

Sono nuvole che sovrastano il mare,

pensieri che all'improvviso accendono un sorriso,

sogni che mi porto addosso per tutto il giorno,

come una luce che non sa arrendersi al tramonto.

Sono il cielo quando penso,

la musica quando ho bisogno di sentire,

le cose che tocco e che, invece di restare tra le dita,

mi attraversano.

Sono ciò che non vedo

ma che mi fa immaginare,

ciò che non so nominare

eppure riconosco

ogni volta che mi sfiora l'anima.

Perché forse non si esce mai davvero indenni

da certe nuvole,

da certi silenzi,

da quel mare profondo che abbiamo dentro

e che nessuna riva riesce a contenere.

Se fossi un cartografo

proverei a disegnare una mappa

di tutte le emozioni che mi attraversano:

segnerei con l'inchiostro le nostalgie,

con il blu i pensieri,

con il rosso le ferite,

con la luce quei sorrisi

nati proprio dove credevo ci fosse soltanto buio.

Traccerei sentieri invisibili,

isole di memoria,

continenti di desideri,

mari agitati e piccoli porti

dove, ogni tanto, riesco a tornare.

E forse, guardando quella mappa,

scoprirei che non mi sono mai perso davvero.

Forse stavo soltanto cercando

la geografia perfetta

di tutti i miei stati d'animo.

E in quella carta impossibile,

tra una nuvola e un'onda,

tra un ricordo e un sogno,

avrei finalmente trovato

il luogo in cui abito da sempre:

me stesso.

- ( Scrittori di razza) 🌍


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