Ci sono mani che sfiorano il cielo
e mani che ne strappano le stelle.
Ci sono parole nate dal cuore
che qualcuno getta nella polvere.
La poesia è un respiro dell’anima,
un filo d’oro tra l’uomo e l’infinito;
ma chi non accetta la luce
può sporcare anche un fiore appena fiorito.
Non è il verso a perdere purezza,
né il poeta a perdere il suo canto:
è solo il cuore che non sa amare
a non riconoscere il miracolo.
Perché ciò che nasce dal silenzio
e porta dentro una preghiera
può essere ferito dalla terra,
ma resta limpido nella sua sorgente vera.
E il poeta continuerà a scrivere,
non per chi distrugge, giudica o travisa
ma per quelle anime invisibili
che ancora sanno ascoltare.
B.🌹

RispondiEliminaQuesta non è una poesia di protesta, ma di resistenza. Non alza la voce contro chi ferisce; preferisce custodire la purezza della sorgente. E sembra ricordarci che il valore di un canto non dipende dall'applauso o dal disprezzo che riceve, ma dalla verità con cui è stato scritto.
In fondo, il messaggio potrebbe essere riassunto così:
"Il fango può raggiungere il fiore, ma non la radice che lo genera."
Mandi.