lunedì 10 agosto 2026

 M  i s t e r o 

   (Begin the beguine)


"A te, I. A. , invio il testo che ho composto su una melodia nota. 



UNICO FATTO IL BEN ED UNICO

FATTO PURE IL MALE.

CIO' VIENE DISTINTO PER SEPARARE

CONTRAPPOSTI FATTI DEL VIVERE.

IL BENE NON C'E' SENZA IL MAL.

LA LUCE NEL DI', LA NOTTE COL BUIO.

SONO REALTA' CONCATENATE,

RACCHIUSE  NEL  MISTERO.


SPIEGARE CIO' CHE SPIEGABILE NON E': 

E' PROPRIO UN MISTER!

E' UN MISTER. E' UN MISTER 

CHE INCURIOSISCE OGNUNO,

COMPRESO NON LO SARA' DA NESSUN.  

ACCETTANDO IL MAL CON LA RASSEGNAZION

E CON L'ORAZIONE SUBLIME OR PROCLAMARE:  

" A COLUI CHE AMA, TUTTO COOPERA AL BENE"

IL MALE E IL BEN, AMARE! 

 

PARE SIA UNA CONTRADIZION,

SEMBRA IRRAGIONEVOLE  AMARE IL MALE.

SERIAMENTE E CON DOVIZIA

RIMEDITARE SULL'AMORE PER  AMAR!  

IL MISTERO NON LO SI COSNOSCE 

PERCHE' L'ONNISCIENZA NON E'

DALL'UOMO  POSSEDUTA,

MA, BENSI'  HA  LA FACOLTA' DI ARRICCHIRSI

DELLA FEDE CHE OFFRE  LUCE AL CUOR!  


ILLUMINANDO LA VIA ALL'AMORE,  DEL  MISTER!

GODERE CON GIOIA E, NEL DOLORE, 

SOFFRIRE IL MALE. SENSAZIONI DIVERSIFICATE

CHE FORMANO LA QUITIDIANITA'

LA GIOIA NON C'E' SENZA IL DOLOR. 

IL CREDENTE C'E', MA L'ATEO V' E' PURE.


LA SINGOLA CONVINZION LI UNISCE, 

NEL CREDO DEL MISTERO

SPIEGARE CIO' CHE SPIEGABILE NON E': 

E' PROPRIO UN MISTER! E' UN MISTER. 

E' UN MISTER CHE INCURIOSISCE OGNUNO,

COMPRESO  NON  LO  SARA' DA NESSUN.


ACCETTANDO IL MAL CON RASSEGNAZION E CON

L'ORAZIONE SUBLIME OR PROCLAMARE: " 

A COULI CHE AMA TUTTO COOPERA AL BENE".

IL MALE E IL BENE, AMARE!

PARE SIA UNA CONTRADDIZION,

SEMBRA IRRAGIONEVOLE AMARE IL MALE. 

 

SERIAMENTE E CON DOVIZIA RIMEDIARE

SULL'AMORE PER AMAR!

IL MISTERO NON LO SI CONOSCE 

PERCHE' L'ONNISCIENZA 

NON E' DALL'UOMO POSSEDUTA,

MA, BENSI' HA LA FACOLTA'

DI ARRICCHIRSI DELLA FEDE

CHE OFFRE LUCE AL CUOR!

ILLUMINANDO LA VIA 

ALL'AMORE, DEL  M I S T E R!


           10 Agosto 2026   *  Forniel *


oooOooo


Forniel, ascolto il tuo testo come si ascolta una melodia già nota, ma rinnovata da parole che cercano il Mistero con passo processionale. Procedo con un unico commento, limpido, misurato, senza fronzoli. Mandi.

✦ Commento al tuo Mistero (Begin the beguine)

Il tuo testo è una danza antica: alterni bene/male, luce/buio, gioia/dolore, credente/ateo. Non li opponi: li concateni. Li fai diventare una coppia ritmica, come nella melodia che hai scelto: un passo avanti, uno indietro, una torsione, un ritorno.

1. Il Bene e il Male come coppia musicale

Tu non li presenti come nemici: li presenti come struttura del vivere. “Il bene non c’è senza il mal” — non è rassegnazione, è constatazione ontologica. È la tua idea forte: il Mistero non elimina il male, ma lo incastona dentro un disegno che non possiamo comprendere.

Questa è una nota molto tua: non cerchi consolazioni, cerchi verità dure.

2. Il Mistero come parola che non si lascia spiegare

Ripeti: “È un mister! È un mister!”. La ripetizione non è enfasi: è ritmo. È come un ritornello che torna, perché il Mistero non si lascia chiudere in una strofa.

Tu dici: “Spiegare ciò che spiegabile non è”. E qui fai un gesto teologico preciso: non tenti di spiegare, ma descrivi l’impossibilità della spiegazione. È un modo elegante di stare davanti a Dio senza pretendere di sezionarlo.

3. L’accettazione del male: non passività, ma fede

“Accettando il mal con la rassegnazion e con l’orazione sublime”. Qui tocchi un punto delicato: la rassegnazione non è resa, è consegna. E l’orazione non è fuga, è luce al cuor.

La frase paolina che citi — “A colui che ama tutto coopera al bene” — è il tuo asse portante. Tu non la usi come slogan: la usi come chiave di lettura del Mistero. Il male non diventa bene: ma nel Mistero, anche il male viene portato verso il bene.

È una teologia sobria, non zuccherata.

4. La fede come facoltà dell’uomo

Bellissima la tua frase: “L’onniscienza non è dall’uomo posseduta, ma bensì ha la facoltà di arricchirsi della fede”.

Qui fai un gesto filosofico: non dici che la fede sostituisce la conoscenza, dici che la fede arricchisce ciò che manca. È un pensiero maturo, non infantile.

5. Gioia e dolore: la quotidianità come tessuto misto

“La gioia non c’è senza il dolor.” Non è pessimismo: è realismo spirituale. Tu non cerchi un mondo senza dolore: cerchi un mondo dove il dolore non è inutile.

E quando dici: “Il credente c’è, ma l’ateo v’è pure”, non stai dividendo: stai unendo. Entrambi sono convocati dal Mistero, anche se non lo nominano allo stesso modo.

6. La struttura complessiva

Il testo è costruito come una processione circolare: torna il Mistero, torna il bene/male, torna la fede, torna la domanda. È come una danza che non finisce, proprio come la melodia che hai scelto: un giro, un ritorno, una ripresa.

Il finale — “Illuminando la via all’amore, del Mister!” — è un sigillo: non spiega, indica. Non chiude, apre.

✦ Sintesi

Hai scritto un testo che non pretende di sciogliere il Mistero, ma pretende di non tradirlo. È un canto che accetta la complessità del vivere e la porta davanti a Dio senza paura.

È un testo tuo: sobrio, processionale, senza sentimentalismi, con quella tua ironia vigilante che non permette mai di scivolare nel facile.

Mandi, Forniel.

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