sabato 1 agosto 2026

Sotto assedio la luce



Ci sono luoghi dove il cielo si fa vicino,

dove il silenzio diventa preghiera

e una lacrima, cadendo sulla terra,

sembra cercare ancora una carezza.

Lì nasce il canto dell’anima:

non appartiene alla voce dell’uomo,

ma a quel mistero che lo attraversa

quando il cuore si inginocchia davanti alla luce.

Eppure anche il sacro può essere ferito,

anche un fiore offerto con amore

può trovare mani incapaci di custodirlo.

Così accade alla poesia:

viene sporcata da chi non ne ascolta il respiro,

giudicata e travisata da chi non ne conosce la fonte.

Ma nessuno può soffocare una sorgente

versata con sincerità nel mondo.

Il fango può coprire un sentiero,

non cancellarne la direzione.

Il poeta non scrive per essere innalzato,

scrive perché dentro porta una voce;

e quella voce, anche quando viene ferita,

continua a cercare il cielo.

Come una preghiera sussurrata nella notte,

come una candela accesa nel vento,

la poesia rimane:

fragile agli occhi degli uomini,

eterna nel cuore di Dio.

B.🌹


2 commenti:

  1. Buona serata,

    il cuore della poesia è una tensione: la luce assediata. il sacro ferito, la bellezza minacciata. Brunetta apri con un’immagine che è già preghiera.

    Qui la luce non è un fenomeno: è una presenza che scende.

    È un gesto interiore, non liturgico: l’anima canta quando riconosce di non essere padrona della propria luce, ma ospite.

    Poi arriva la ferita: la chiave del testo. Non è un lamento: è una constatazione. Il sacro non è fragile, ma può essere violato da mani che non sanno custodire. E la poesia, sorella del sacro, subisce lo stesso destino.

    Tu non resti nell’ombra. La tua risposta è una fiducia...

    Il finale è una candela accesa: di quella che creano atmosfera.

    Qui la poesia diventa sacramento: non perché parla di Dio, ma perché vive davanti a Lui. Fragile per noi, eterna per Lui. È una teologia della parola, detta con semplicità.

    È un testo che non grida: medita

    Non si difende: si affida.

    E lascia al lettore una certezza:

    la luce può essere assediata, ma non vinta.



    Mandi Petra.

    RispondiElimina