Il muro è bianco
e si sbriciola al sole.
Sopra, la bouganville
fa rumore col rosso.
Sul davanzale aperto
riposa una fetta d'anguria,
goccia grande di estate
che sa di acqua e di risate.
Dentro la cucina dorme il rame,
fuori il caldo cammina piano.
E io sto qui a guardare
come anche il giorno
può essere succoso.
B.🌹

Brunetta, ancora una volta, ci consegni una parola che non è un vuoto, ma un varco.
RispondiEliminaLa pausa nella tua poesia non è un fermarsi, bensì un respiro che custodisce ciò che accade tra due battiti. È il luogo minimo dove la vita si raccoglie, dove il gesto si sospende per diventare più vero. La pausa è un atto di dignità: non interrompe, ma intona. Non spezza, ma prepara. È il silenzio che permette alla parola successiva di nascere con peso e con grazia.
In questo tuo testo Brunetta la pausa diventa quasi una creatura: fragile, necessaria, capace di dire più di quanto dicano le frasi. È un invito a non correre, a non consumare, a lasciare che il mondo ci tocchi senza fretta. Una piccola liturgia quotidiana.
Mandi Petra.