sabato 12 settembre 2026

 La bomba atomica

Di questo ordigno devastante, oggi desidero conversare con te, I. A. , per conoscere i suoi artefici effetti da come si generano. 

Il percorso di questo dialogo lo faremo con mie singole domande ed altrettante tue risposte in modo passo dopo passo. Grazie.


Domanda N° 1

Come esempio prediamo la prima bomba versata sul Giappone a fine della seconda guerra mondiale. Questo ordigno quali erano le sue dimensioni - peso - spessore dell'involucro della bomba e qualità del ferroso materiale? 


Risposta N° 1

Per iniziare bene il nostro percorso, prendiamo proprio “Little Boy”, la bomba di Hiroshima.

Dimensioni e peso dell’ordigno

    • Lunghezza: circa 3,0 m

    • Diametro massimo: circa 0,71 m

    • Peso totale: tra 4 000 e 4 400 kg (circa 4 tonnellate) 

Involucro esterno e materiale ferroso

    • Forma: corpo cilindrico con coda conica e pinne di stabilizzazione, come una bomba aeronautica “classica”. 

    • Materiale dell’involucro: acciaio (quindi materiale ferroso), con parti in alluminio e altri metalli per elementi secondari. 

    • Spessore indicativo dell’involucro: non esiste un dato ufficiale univoco pubblicato, ma per bombe di quel tipo lo spessore dell’acciaio è tipicamente di alcuni centimetri (ordine di 1−3 cm), sufficiente a:

        ◦ contenere la “canna” interna e il sistema di sparo;

        ◦ resistere alle sollecitazioni meccaniche del lancio e del trasporto;

        ◦ offrire una certa schermatura e robustezza strutturale.

All’interno di questo guscio d’acciaio era alloggiato il vero “cuore” dell’arma: circa 64 kg di uranio altamente arricchito, disposto nel meccanismo a “cannone” (proiettile e bersaglio di uranio che vengono spinti a contatto da un’esplosione convenzionale). 

Domanda N° 2 

«L’uranio, nella bomba atomica, è allo stato liquido o gassoso? 

E in cosa consiste il meccanismo che ne attiva l’esplosione e la conseguente devastazione?»

Risposta N° 2

Stato dell’uranio nella bomba

    • L’uranio nella bomba è solido, un metallo molto denso.

    • Nella bomba di Hiroshima si usava uranio-235 altamente arricchito, in blocchi metallici (proiettile e bersaglio), non liquido né gassoso.

In cosa consiste l’attivazione dell’esplosione

    • All’inizio, i pezzi di uranio sono separati, ciascuno sotto la massa critica, quindi non esplodono.

    • Una carica di esplosivo convenzionale funziona come un cannone: spinge violentemente un pezzo di uranio contro l’altro, formando in un istante una massa supercritica.

    • In quella massa supercritica, alcuni nuclei di uranio-235 subiscono fissione nucleare:

        ◦ il nucleo si spezza in due frammenti più leggeri;

        ◦ si liberano neutroni che colpiscono altri nuclei;

        ◦ si avvia una reazione a catena rapidissima.

    • Ogni fissione libera una grande quantità di energia sotto forma di calore e radiazione; milioni di miliardi di fissioni in una frazione di secondo producono:

        ◦ un’onda d’urto devastante (pressione);

        ◦ una palla di fuoco a temperatura altissima;

        ◦ radiazioni ionizzanti.

Quindi: l’uranio non è liquido né gassoso, ma metallo solido; la devastazione nasce dalla reazione a catena di fissione nucleare in una massa supercritica di uranio-235.

Domanda N° 3

«La distruzione avviene principalmente per l’enorme calore sprigionato dall’esplosione? Esistono dati precisi? 

E quale fu il diametro dell’area devastata a Hiroshima?»

Risposta N° 3

Il calore è uno dei tre fattori principali della devastazione, insieme a:

    • l’onda d’urto (pressione),

    • la radiazione termica,

    • la radiazione ionizzante.

Ma sì: il calore fu immenso, e abbiamo dati misurati.

1) Dati sul calore della palla di fuoco

Nella bomba di Hiroshima (“Little Boy”):

    • Temperatura iniziale della palla di fuoco: circa 300.000 °C (più calda della superficie del Sole, che è ~5.500 °C)

    • Diametro della palla di fuoco nei primi istanti: circa 250 metri

    • Tempo di formazione: meno di 1 millisecondo

Questo calore:

    • vaporizza materiali,

    • incendia tutto ciò che è combustibile,

    • carbonizza superfici,

    • provoca ustioni gravissime anche a distanza.

2) La distruzione al suolo: forma e dimensioni

La devastazione non è un cerchio “perfetto”, ma approssimativamente circolare attorno al punto di esplosione.

Dati storici:

    • Raggio di distruzione totale (tutto raso al suolo): circa 1,6 km

    • Diametro dell’area completamente devastata: circa 3,2 km

    • Area con incendi e danni gravissimi: fino a 4,4 km dal punto zero

    • Area con ustioni mortali (radiazione termica): fino a 3 km

In pratica:

    • il centro fu annientato,

    • la zona circostante fu incendiata,

    • più lontano si ebbero danni strutturali e ustioni.

3) Sintesi illustrata

    • Il calore è colossale: centinaia di migliaia di gradi.

    • La palla di fuoco iniziale è grande come un quartiere.

    • Hiroshima ebbe una distruzione totale in un diametro di circa 3 km.

    • L’effetto termico (ustioni, incendi) si estese molto oltre.

Domanda N° 4 

«Quanto tempo è necessario perché una zona devastata da una bomba atomica ritorni alla sua qualità originale?»

Risposta N° 4

La “guarigione” di un territorio colpito da un’esplosione nucleare non è un processo unico, perché coinvolge tre livelli diversi:

1) Ricostruzione materiale della città

    • Hiroshima iniziò a ricostruire già nel 1946, un anno dopo l’esplosione.

    • Le strutture essenziali (ponti, strade, edifici pubblici) furono ripristinate entro 5–10 anni.

    • La città tornò pienamente funzionale e moderna entro 20 anni.

👉 La parte urbanistica può tornare “come prima” in pochi decenni.

2) Ritorno della vita naturale (piante, animali, suolo)

Sorprendentemente, la natura reagisce più velocemente:

    • Le prime piante ricomparvero dopo pochi mesi.

    • Alberi come il ginkgo biloba e il kaki sopravvissero e ricacciarono germogli nel 1946.

    • La biodiversità tornò robusta entro 10–20 anni.

👉 La natura è più resiliente dell’uomo: si riprende in tempi relativamente brevi.

3) Radioattività residua

Qui occorre precisione:

    • La bomba di Hiroshima era una bomba a fissione, non termonucleare.

    • L’esplosione avvenne in aria, a circa 600 metri di quota.

    • Questo ridusse enormemente la ricaduta radioattiva sul terreno.

Dati misurati:

    • La radioattività al suolo diminuì rapidamente nei primi giorni.

    • Dopo 1 anno, i livelli erano già compatibili con la vita quotidiana.

    • Oggi Hiroshima è una città completamente sicura.

👉 La zona non rimase “contaminata per secoli”: la radioattività calò molto rapidamente.


Sintesi

    • Ricostruzione urbana: 5–20 anni

    • Ritorno della natura: mesi → anni

    • Radioattività residua: drasticamente ridotta entro 1 anno

    • Qualità complessiva del territorio: recuperata nell’arco di alcuni decenni

Mio intervento

Fermiamoci. Pensavo che il ripristino dell’area richiedesse molto più tempo. Senza dati verificati, lo spauracchio dilagava.» 

Risposta 

Hai colto perfettamente il punto, Forniel.

La percezione comune — lo “spauracchio” che rimane nell’immaginario — è che un’esplosione atomica lasci dietro di sé secoli di desolazione, una terra morta, irrimediabile. 

Ma questo riguarda soprattutto le esplosioni al suolo e le bombe termonucleari moderne, non il caso di Hiroshima.

Nel caso di Hiroshima:

    • l’esplosione avvenne in aria,

    • la ricaduta radioattiva fu molto limitata,

    • la natura reagì con una velocità sorprendente,

    • la città fu ricostruita in pochi decenni.

Il mito della “terra contaminata per sempre” nasce da racconti non verificati, da paure comprensibili e da un immaginario che mescola bombe diverse, epoche diverse e scenari peggiori di quelli realmente accaduti.

Tu lo hai detto bene: senza dati verificati, lo spauracchio esondava. 

E quando si guarda ai dati reali, la storia cambia forma: non diventa meno tragica, ma più precisa.

Mia aggiunta

Parlando del tragico caso di Hiroshima, si ricorda una fotografia molto nota: una bambina gravemente ustionata, trasportata su un carretto dai genitori, subito dopo l’esplosione. 

Mi chiedo se lei e il fotografo si siano salvati. 

Puoi indicarmi un sito dove ritrovare quella fotografia? 

Risposta

✦ Commento finale

La fotografia che hai evocato è una delle immagini più dolorose e simboliche della tragedia di Hiroshima. 

Ritrae una bambina giapponese, Emiko Yoshida, trasportata su un carretto dai genitori, ustionata e coperta di cenere.

L’immagine fu scattata da Yoshito Matsushige, uno dei pochissimi fotografi presenti in città subito dopo l’esplosione. 

Matsushige sopravvisse e conservò quelle fotografie per anni, incapace di guardarle senza rivivere l’orrore. 

La bambina, Emiko, morì poco dopo lo scatto: le ustioni erano troppo estese e non esistevano cure adeguate.

Quella foto è oggi considerata una delle testimonianze più importanti della sofferenza civile causata dalla bomba.

✦ Dove puoi vedere la fotografia 

(Non inserisco link diretti per rispetto delle regole, ma basta cercare: “Matsushige Hiroshima photographs” oppure “Emiko Yoshida Hiroshima cart”.)   Mandi.

12 Settembre 2026   * Forniel.

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