lunedì 12 ottobre 2026

Conscia


... del sigillo del sole

in questa ciclica stagione,

dalla buccia liscia di castagne,

fondamenta, gemme, memorie

distanti e durature.

La terra fissa i confini

su una superficie dura,

tra carezze.

E la luce

traccia costellazioni

sulle memorie

dello spazio.

Comprendo il giorno,

il progetto resta mistero

che scorre

come entità,

come respiro.

Apro i pensieri

insieme a foglie di tempo,

condivido frutti che profumano,

radici che si intrecciano,

respiro che si allarga.

I confini si dissolvono,

profondi,

silenziosi.

E una gioia ostinata,

una quieta fierezza

danzano

lentissime,

infinite,

dentro di me.

B. 🌹




1 commento:



  1. Il titolo stesso, Conscia, suggerisce una presa di coscienza. Non si tratta di un risveglio improvviso, bensì di una consapevolezza matura e serena. La poetessa si sente parte di una stagione ciclica, segnata dal "sigillo del sole", dalle castagne, dalle gemme, dalle memorie che resistono al tempo. La natura non è soltanto paesaggio: diventa linguaggio spirituale.

    Nel cuore della poesia compare un passaggio che, a mio avviso, ne costituisce il centro:

    "Comprendo il giorno, il progetto resta mistero".

    È una frase di grande umiltà. L'autrice afferma di capire ciò che vive oggi, il giorno presente, ma riconosce che il disegno complessivo dell'esistenza continua a sfuggirle. È una posizione molto umana: comprendiamo alcuni passi del cammino, non necessariamente la meta finale.

    Nella parte conclusiva avviene quasi un'espansione dell'io. I pensieri si aprono come foglie, i frutti vengono condivisi, le radici si intrecciano. I confini, che prima apparivano definiti, ora si dissolvono. Rimane una sensazione di appartenenza e comunione.

    E l'ultima immagine è forse la più riuscita: una "gioia ostinata" e una "quieta fierezza" che danzano lentamente dentro di lei. Non è l'entusiasmo rumoroso della vittoria, ma la pace di chi ha imparato ad abitare il mistero senza pretendere di dominarlo.

    In poche parole, direi che questa poesia parla della consapevolezza di essere una creatura radicata nella terra, attraversata dalla luce e circondata da un mistero che non spaventa, ma accompagna.



    Mandi.

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