Ho aperto un cassetto di carta
e ne è uscita una ragazza
con i capelli pieni di domani.
Non era solo un volto fermato dalla luce,
era un pensiero in corsa,
un progetto scritto in matita
sul margine dell’aria.
Guardava avanti
con la fiducia verticale
di chi non ha ancora imparato
la parola “forse”.
E io, donna di adesso,
l’ho incontrata sul ponte delle fotografie.
Lei mi ha prestato i suoi sogni intatti,
io le ho restituito
qualche successo lucidato dal tempo,
qualche caduta diventata cicatrice gentile.
Ci siamo scambiate emozioni
come lettere spedite in ritardo:
lei tremava per un futuro immenso,
io tremavo sapendo
quale forma avrebbe preso.
Strano,
rivivere il futuro
che per lei era solo luce lontana.
Strano,
accarezzare le sue paure
sapendo che alcune sarebbero fiorite,
altre svanite
come promesse fatte alla pioggia.
Ho chiuso l’album
ma lei è rimasta con me,
seduta tra le costole.
Non sono più soltanto quella che ero,
non sono soltanto quella che sono:
sono il dialogo silenzioso
tra una ragazza piena di cielo
e una donna che ha imparato
che anche le crepe
lasciano passare il sole.
B.🌹
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