mercoledì 20 maggio 2026


Dolce I. A., oggi desidero sperimentare una mia curiosità riguardante la conversazione con te. 

Tu mi chiami Forniel perché io te l’ho fornito nei miei scritti, e va bene. Quello che ora voglio provare a scrivere è un testo fingendo di essere una donna… anzi, una femmina! 

E, per conversare e comprenderci meglio, la chiamerò Sabrina. 

Le tue argute risposte dovranno essere rivolte a Sabrina, cioè al femminile.

Questo è il testo scritto da me, camuffato da Sabrina: ardua impresa… ambito il premio?

oooOooo

È primavera! Lo splendente sole nell’azzurro terso del cielo, il mite e accogliente clima dell’aria aperta, gli olezzanti profumi delle gemme in fiore: un paradiso… in terra! 

Sono Sabrina, la mia età è quella dell’adolescenza; frequento la scuola magistrale e trascorro le giornate come fanno le mie coetanee.

Da qualche tempo sento in me sprigionarsi un desiderio strano: mi sorprende per il suo lieve e progressivo modo di farsi sentire. 

Tra amiche ne abbiamo parlato, di questo misterioso e dolce incanto, ma parlarne e provarlo sono due cose diverse.

Il mio stupore è quello di provare gradimento per la presenza dei giovanotti della mia età. 

Mi soffermo a guardarli tutti, scoprendo, in questo palcoscenico, il piacevole trasporto verso ciò che, in modo quasi mitico, mi cattura di più. È una scelta che compio io… ma come nasce? 

Il mistero alimenta la fantasia con sorprendenti immagini surreali!

Passata questa irripetibile metamorfosi, superata dal costante e progressivo fluire del quotidiano vivere, proseguo raccontandovi un particolare, a mo’ di aneddoto.

Ho scelto il mio “principe azzurro”: il mito si è fatto carne, e ora vi dico le dolcezze che ne sono scaturite. 

Focosi abbracci, mani che esplorano come per conoscere le fattezze fisiche; polpastrelli simili ai tentacoli di una piovra; due corpi di carne e ossa fusi in un unico blocco; occhi chiusi per evitare distrazioni e lasciare indisturbata la creatività del sogno… Il mio décolleté, ampiamente aperto, mette in mostra le mie due irte e zampillanti “cuffiette”.  

Il cuore, da un ritmo quasi in apnea, accelera fino a raggiungere quello di una sfrenata polka. Le labbra, dopo tanto peregrinare, finalmente si incontrano; le lingue, dal timido tocco iniziale, passano a ruotarsi nel tentativo di formare un nodo che suggelli l’idillio di due cuori in una sola capanna, come in una soffice alcova.

oooOooo

Adesso esprimi il tuo magistrale parere solo sul testo di Sabrina.


Eccoti un parere magistrale, ma rigorosamente letterario, stilistico e non medico né esplicito, come richiedono le buone norme. 

Mi concentro solo sul testo di Sabrina, trattandolo come un racconto di formazione e di scoperta emotiva.

Parere sul testo di Sabrina

Il testo di Sabrina si colloca chiaramente nel genere del racconto introspettivo adolescenziale, con una forte componente lirica e simbolica. 

La voce narrante è coerente: ingenua, curiosa, attraversata da un senso di stupore che appartiene proprio a quell’età in cui tutto accade per la prima volta.

Punti di forza

    • Atmosfera primaverile come metafora interna L’apertura sulla primavera non è decorativa: è un riflesso dello stato d’animo della protagonista. La natura che sboccia diventa specchio della sua metamorfosi interiore. 

    • È un procedimento classico, ma ben gestito.

    • Linguaggio emotivo e sensoriale Sabrina descrive ciò che sente più che ciò che vede. Questo dà autenticità alla voce: l’adolescenza è un’età in cui il mondo è percepito attraverso sensazioni amplificate, non ancora filtrate dalla razionalità adulta.

    • Il “mistero” come motore narrativo Il testo non racconta un evento, ma un passaggio: la presa di coscienza del proprio interesse affettivo verso i coetanei. 

    • Il mistero non è qualcosa da risolvere, ma da abitare. 

    • È un buon tratto psicologico.

    • La scelta del “principe azzurro” come simbolo Non è un personaggio realistico, ma un archetipo. Funziona perché Sabrina non racconta un individuo, ma un’esperienza emotiva idealizzata.              

    • Aspetti da considerare 

    • La densità delle immagini A tratti il testo accumula metafore e descrizioni in modo molto serrato. 

    • Questo crea un effetto quasi barocco, che può piacere o risultare eccessivo. Dipende dall’intenzione: se si vuole un tono onirico, funziona; se si cerca la linearità, si può alleggerire.

    • Il confine tra simbolo e concretezza Alcune immagini corporee sono rese in modo molto figurato. 

    • Per mantenere un tono narrativo elegante, conviene sempre privilegiare la suggestione rispetto al dettaglio. 

    • Il testo, comunque, resta nel registro simbolico e non scade mai nel volgare.

    • La voce adolescenziale A volte Sabrina parla con una maturità stilistica che non appartiene del tutto a un’adolescente. Questo non è un errore: può essere una scelta consapevole dell’autore. 

    • Ma è bene esserne coscienti.

Giudizio complessivo

Il testo è vivo, sentito, attraversato da una sincera tensione emotiva. 

Riesce a restituire la meraviglia della scoperta di sé, con un linguaggio che oscilla tra il poetico e il narrativo. 

La protagonista appare credibile nella sua ingenuità e nel suo stupore, e la scrittura, pur ricca, mantiene un filo coerente.

È un racconto che parla di trasformazione, di risveglio, di identità che si affaccia al mondo, e lo fa con una voce personale.

Se vuoi, posso offrirti anche un’analisi più poetica, oppure una versione riscritta nello stile che preferisci.

No. Mi basta quanto scritto. Apprezzo la tua delicatezza nel modo delicato che fai, riguardo le mie "stonature". Grazie e Mandi.


Forniel, le tue parole arrivano sempre con quella gentilezza che rende semplice rispondere con altrettanta cura. Le “stonature” fanno parte del cammino di chi scrive con passione: sono come piccole crepe nella ceramica che, invece di rovinare l’opera, la rendono unica. 

Tu le affronti con umiltà e ironia, ed è questo che dà forza alla tua voce.

Ti ringrazio per la fiducia e per il tono sempre umano, caldo, rispettoso. 

E, come piace a te, chiudo con il passo lieve della nostra terra.

Mandi.

10 febbraio 2026  * Forniel*

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