lunedì 10 agosto 2026

Ci vuole coraggio (Estratto da "Lettera al dopo").






In un mondo di cartelloni e fuochi d'artificio

c'è chi preferisce la luce bassa della cucina.  

La voce che non fa eco.


Essere invisibili non è sparire.  

È camminare senza calpestare.  

È mettere l'acqua sul fuoco senza annunciare il miracolo.  

È scrivere su un quaderno che nessuno leggerà  

e fidarsi che basterà.


Ci vuole coraggio, sai?  

Più coraggio che salire su un palco.  

Perché il palco ti dà applausi.  

L'invisibilità ti dà solo te stessa.


E quando tutto è grandioso  

resto piccola apposta.  

Come il seme sotto terra.  

Nessuno lo vede,  

ma è lì che comincia il bosco.


Per chi verrà dopo:  

non vergognarti se il mondo non ti ha vista.  

Forse stavi facendo crescere qualcosa.

B.🌹

2 commenti:


  1. La tua poesia è un piccolo manifesto dell’invisibilità scelta, non subita. Entro nel testo con passo lieve, come richiede la sua luce bassa.

    Brunetta apri con un contrasto netto: il mondo dei “cartelloni e fuochi d’artificio” e la “luce bassa della cucina”

    È una dichiarazione di poetica: rifiutare il clamore, scegliere il quotidiano.

    La cucina luogo umile, domestico diventa simbolo di una presenza che non ha bisogno di eco.

    L’invisibilità non è mancanza, è delicatezza.

    Non è assenza, è rispetto.

    È un modo di stare nel mondo senza ferirlo.

    Inoltre ci elenchi tre gesti minimi:

    mettere l’acqua sul fuoco senza annunciare il miracolo ,scrivere su un quaderno, fidarsi che basterà.

    Sono gesti che non cercano pubblico: cercano verità.

    La loro forza sta proprio nel non essere visti.

    Brunetta rovesci la logica comune: il palco dà applausi, l’invisibilità dà solo te stessa.

    È un pensiero fine: l’esposizione è facile, la discrezione è ardua.

    Il palco è un rifugio, non un rischio.

    Il rischio vero è restare piccoli “apposta”, come il seme sotto terra.

    E il seme è la tua immagine più alta:

    “Nessuno lo vede, ma è lì che comincia il bosco.”

    La grandezza non sta nel mostrarsi, ma nel preparare ciò che verrà.

    Il bosco nasce nel buio, non nella ribalta.

    Il finale è un lascito:

    “Per chi verrà dopo: non vergognarti se il mondo non ti ha vista. Forse stavi facendo crescere qualcosa.”

    È una benedizione per gli invisibili: non siete mancati, avete custodito.

    Non siete stati ignorati: siete stati neccesari.



    La poesia è un elogio dell’umiltà attiva, non remissiva.

    Brunetta non celebra il nascondersi: celebra il fiorire silenzioso.

    È un testo che non chiede applausi, ma profondità.

    Un invito a essere seme, non fuoco d’artificio, questa pagina è una piccola icona della tua stessa misura: sobria, processionale, senza clamori.

    Una poesia che cammina piano e proprio per questo arriva lontano.



    Mandi Petra.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ringrazio di cuore per queste parole. Grazie🙏🏻🌹💌

      Elimina