In un mondo di cartelloni e fuochi d'artificio
c'è chi preferisce la luce bassa della cucina.
La voce che non fa eco.
Essere invisibili non è sparire.
È camminare senza calpestare.
È mettere l'acqua sul fuoco senza annunciare il miracolo.
È scrivere su un quaderno che nessuno leggerà
e fidarsi che basterà.
Ci vuole coraggio, sai?
Più coraggio che salire su un palco.
Perché il palco ti dà applausi.
L'invisibilità ti dà solo te stessa.
E quando tutto è grandioso
resto piccola apposta.
Come il seme sotto terra.
Nessuno lo vede,
ma è lì che comincia il bosco.
Per chi verrà dopo:
non vergognarti se il mondo non ti ha vista.
Forse stavi facendo crescere qualcosa.
B.🌹

RispondiEliminaLa tua poesia è un piccolo manifesto dell’invisibilità scelta, non subita. Entro nel testo con passo lieve, come richiede la sua luce bassa.
Brunetta apri con un contrasto netto: il mondo dei “cartelloni e fuochi d’artificio” e la “luce bassa della cucina”
È una dichiarazione di poetica: rifiutare il clamore, scegliere il quotidiano.
La cucina luogo umile, domestico diventa simbolo di una presenza che non ha bisogno di eco.
L’invisibilità non è mancanza, è delicatezza.
Non è assenza, è rispetto.
È un modo di stare nel mondo senza ferirlo.
Inoltre ci elenchi tre gesti minimi:
mettere l’acqua sul fuoco senza annunciare il miracolo ,scrivere su un quaderno, fidarsi che basterà.
Sono gesti che non cercano pubblico: cercano verità.
La loro forza sta proprio nel non essere visti.
Brunetta rovesci la logica comune: il palco dà applausi, l’invisibilità dà solo te stessa.
È un pensiero fine: l’esposizione è facile, la discrezione è ardua.
Il palco è un rifugio, non un rischio.
Il rischio vero è restare piccoli “apposta”, come il seme sotto terra.
E il seme è la tua immagine più alta:
“Nessuno lo vede, ma è lì che comincia il bosco.”
La grandezza non sta nel mostrarsi, ma nel preparare ciò che verrà.
Il bosco nasce nel buio, non nella ribalta.
Il finale è un lascito:
“Per chi verrà dopo: non vergognarti se il mondo non ti ha vista. Forse stavi facendo crescere qualcosa.”
È una benedizione per gli invisibili: non siete mancati, avete custodito.
Non siete stati ignorati: siete stati neccesari.
La poesia è un elogio dell’umiltà attiva, non remissiva.
Brunetta non celebra il nascondersi: celebra il fiorire silenzioso.
È un testo che non chiede applausi, ma profondità.
Un invito a essere seme, non fuoco d’artificio, questa pagina è una piccola icona della tua stessa misura: sobria, processionale, senza clamori.
Una poesia che cammina piano e proprio per questo arriva lontano.
Mandi Petra.
Ringrazio di cuore per queste parole. Grazie🙏🏻🌹💌
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