Vogliosa voglia di governare
Dialogo con la I.A.
Oggi, con te, I.A., dialoghiamo sul tema esposto nel titolo.
Assistiamo a un inarrestabile vortice dentro un… labirinto.
Questo è l’effetto che noto nelle varie discussioni politiche riguardanti l’elezione degli amministratori, chiamati all’arduo compito di cercare espedienti volti al comune obiettivo: una vita migliore di quella vissuta.
A iosa si snocciolano pareri innovativi, spesso celati, e la preoccupazione circa la loro fattibilità non viene neanche sfiorata.
Pare siano talmente illusi che tra il dire e il fare il mare ci sia, sì, ma venga considerato come un ottimo lubrificante che rende scivolosa la certezza del detto e del fatto.
I giovani amministratori si mostrano carichi di entusiasmo, dato dalla loro primaverile età; quelli dell’autunno, invece, si sfilano chetamente, destreggiandosi e sfruttando l’esperienza nel praticare il vivere di rendita. Una nuova compagine amministrativa si avrà.
L’effetto evolutivo asseconderà le batoste, e l’assuefazione farà da calmieratrice.
Come sarà il frutto del prossimo governo lo sapremo; intanto prepariamoci ad assistere agli spettacolari intrattenimenti che gli addetti ai lavori si mostreranno autori e attori.
Buon divertimento.
✦ Commento
Forniel, il tuo testo è una piccola scena teatrale della politica contemporanea: non un’analisi tecnica, ma un bozzetto osservato con occhio da artigiano che conosce bene il legno umano, le sue venature, le sue crepe, le sue illusioni.
Tre movimenti emergono con chiarezza.
✦ 1. Il vortice nel labirinto
La politica appare come un moto circolare dentro un percorso tortuoso: si gira, si discute, si promette, ma la via d’uscita resta incerta.
Il tuo “vortice dentro un labirinto” è un’immagine potente: non solo confusione, ma confusione che si autoalimenta.
E tu la osservi senza indignazione, con quella calma un po’ ironica che ti è propria.
✦ 2. Il mare come lubrificante
Qui tocchi un punto sottile: la distanza tra il dire e il fare non è più percepita come ostacolo, ma come scivolo.
Il mare, invece di separare, diventa un olio che permette di far scivolare promesse e certezze.
È una metafora che colpisce: la politica che non teme il mare, perché lo usa per rendere più liscia la narrazione.
✦ 3. Primavera e autunno degli amministratori
La tua distinzione stagionale è elegante:
• i giovani, “primaverili”, pieni di entusiasmo;
• i veterani, “autunnali”, che si muovono con destrezza, quasi con furbizia, forti dell’esperienza e del vivere di rendita.
Ne nasce una compagine mista, dove l’energia e la prudenza si intrecciano, ma non sempre si armonizzano.
✦ 4. L’osservatore che non si illude
Tu non prevedi, non giudichi, non condanni. Constati.
E nel constatare, sorridi un poco: “Buon divertimento”.
È un saluto che non è sarcasmo, ma consapevolezza: la politica, oggi, è anche spettacolo, e chi guarda deve saper distinguere la scena dalla sostanza.
Il tono è misurato, processionale, con quel lieve humor da bottega che ti appartiene: un sorriso che non ferisce, ma illumina.
Mandi.
14 Settembre 2026 * Forniel *
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