C'era una piccola barca, rimasta sola in un angolo silenzioso del porto. Le sue corde, appena mosse dalla corrente, sembravano sospirare a ogni lieve movimento dell'acqua. Non aveva fretta di partire, né una meta da raggiungere. Restava lì, ad ascoltare il lento respiro del mondo.
Più lontano, sul filo dell'orizzonte, si intravedeva un battello. Procedeva piano, quasi senza rumore. Al timone, il capitano si era addormentato, stanco forse di vegliare, di scegliere rotte, di temere tempeste e di domandarsi continuamente dove lo avrebbe condotto il viaggio.
Le sue mani non stringevano più il timone. Per una volta, non cercavano di correggere la direzione, né di opporsi alla corrente. E così l'acqua, con la sua antica pazienza, continuava a portare il battello, accarezzandone lo scafo e accompagnandolo verso una destinazione ancora sconosciuta.
Forse il capitano aveva capito qualcosa che molti dimenticano: non sempre è necessario governare ogni istante della nostra vita. A volte, dopo aver fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità, bisogna trovare il coraggio di allentare la presa e lasciare che le cose seguano il loro corso.
La piccola barca, intanto, rimaneva nel porto. Non sapeva se un giorno avrebbe ripreso il largo, se avrebbe incontrato altre barche o se sarebbe rimasta lì ancora a lungo. Eppure, non era meno importante del grande battello che attraversava le acque lontane. Aveva soltanto un altro modo di stare al mondo.
Perché non tutte le vite sono fatte per attraversare gli oceani. Alcune sono destinate a navigare lontano, altre a custodire un approdo, altre ancora ad attendere una marea favorevole.
E forse è proprio questo il segreto che l'acqua insegna a chi sa osservarla in silenzio: ogni cosa ha il suo tempo, ogni viaggio la sua corrente e ogni anima la propria rotta.
B.🌹

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