Scrivo per ascoltare ciò che il silenzio racconta. Le parole, per me, non sono mai solo suono: sono respiri, gesti, memorie che cercano casa. Questo spazio è il mio luogo di sosta, una finestra aperta sull’anima, dove i versi possono camminare leggeri e, a volte, trovare qualcuno che li riconosce. Scrivere è il mio modo di toccare il mondo con gentilezza. Writing is my way of touching the world with gentleness.
giovedì 24 settembre 2026
Per te
domenica 20 settembre 2026
Disposti a restare in pace
Ci sono persone che non ascoltano per capire,
ascoltano solo per rispondere.
Non vogliono imparare,
vogliono vincere.
Non consumare la tua energia
cercando di aprire occhi che hanno scelto di restare chiusi.
La vera giustizia non sta nel vincere ogni discussione,
ma nel riconoscere quelle che non meritano il tuo tempo.
Lascia che ognuno resti con ciò che è disposto a comprendere.
Tu custodisci la tua pace.
- Web
sabato 29 agosto 2026
DIO È NEL CASSONETTO
Non sto scherzando.
E finché continuiamo a pensare che non ci sia, possiamo differenziare la plastica per i prossimi trecento anni con lo stesso trasporto emotivo con cui paghiamo il bollo auto, e non cambierà niente.
Perché non abbiamo un problema ambientale. Abbiamo un problema di racconto.
Il modo in cui trattiamo la natura non nasce dall'ignoranza. Nasce da una storia. Vecchia di millenni. Che ti hanno raccontato anche se non sei credente, anche se non metti piede in una chiesa da quando ti hanno cresimato controvoglia. Se vivi in questa società, quella storia ti ha formato lo sguardo. Non serve crederci per esserne dentro.
La storia è questa. A un certo punto abbiamo preso il divino e lo abbiamo tolto dalle cose. Lo abbiamo spostato in alto, lontano, in un cielo separato. Seduto. Su un trono. Possibilmente con la barba, possibilmente parecchio contrariato.
E il mondo, svuotato, è diventato roba. Materiale. Risorsa. Un enorme magazzino con dentro delle cose che si muovono.
Prima non era così.
Nelle forme di spiritualità più antiche il sacro stava dentro ogni cosa. Nella ghianda. Nel filo d'erba. Nel piccione che ti attraversa la strada con quella dignità immotivata che hanno solo i piccioni. Nel mare, nel tavolo su cui poggi le mani adesso. Talete diceva che tutte le cose sono piene di dèi. Platone descriveva il cosmo come un vivente dotato di anima. Non era gente sprovveduta, e non stavano facendo poesia.
Prova a sentire la differenza, davvero, per un secondo.
Se il divino è nell'albero, tagliarlo è un atto che ti riguarda. Se l'albero è legname, tagliarlo è un'operazione.
Non è cambiata la natura. È cambiata la storia. E le storie non sono decorazioni, sono infrastrutture. Ci passa dentro tutto quello che facciamo.
E qui arriva la parte che mi interessa di più.
Hillman lo dice con una frase che ribalta il tavolo: non è l'anima a stare dentro di te, sei tu a stare dentro l'anima del mondo. Non sei un soggetto che osserva un oggetto. Sei dentro qualcosa di vivo che hai imparato a considerare morto.
E Bateson, cinquant'anni fa, ha chiuso il cerchio con una lucidità che fa un po' paura: se avveleni un lago, dimentichi che quel lago fa parte del tuo stesso sistema mentale. Se il lago impazzisce, la sua follia entra nel tuo pensiero e nella tua esperienza.
Non è misticismo. È cibernetica.
E adesso capisci perché questo post sta esattamente dove stanno tutti gli altri che scrivo.
Perché la narrazione che ti separa dalla natura è la stessa che ti separa da te. È lo stesso identico meccanismo che ti fa dire non ce la farò mai, non è per me, io sono fatto così, alla mia età ormai. Una storia che non hai scelto, che hai ereditato, e che continua a produrre la realtà in cui vivi finché non ti siedi e la riscrivi.
Il mondo là fuori inquinato e il mondo qui dentro inquinato non sono due problemi diversi. Sono lo stesso problema visto da due lati.
E si cambiano nello stesso modo.
Non con la colpa. La colpa non ha mai fatto crescere niente, se non altra colpa.
Cambiando la storia.
Francesca Guidi👁️
giovedì 27 agosto 2026
giovedì 20 agosto 2026
🦋Bordano il paese delle farfalle
Bordano diventa l’America dopo la fine del mondo. Il 26 agosto arriva nelle sale italiane The Dog Stars, il nuovo film post-apocalittico di Ridley Scott, girato per tre settimane in Friuli Venezia Giulia. Il territorio friulano farà da scenario a un’America colpita da una pandemia globale.
Dietro queste immagini ci sono mesi di lavoro della FVG Film Commission – PromoTurismoFVG, della Regione e del Comune di Bordano. Portare qui una produzione internazionale di questo livello significa generare opportunità per il territorio e mostrare ancora una volta al mondo quanto il Friuli Venezia Giulia sappia trasformarsi, accogliere e sorprendere.
M.F.
giovedì 16 luglio 2026
sabato 11 luglio 2026
martedì 7 luglio 2026
Specchio di cielo
La bellezza delle parole è che alcune le pensi e non le dici,
altre le dici ma non le pensi.
Quelle vere, le più belle, le dimostri.
- Cit.
lunedì 6 luglio 2026
domenica 5 luglio 2026
mercoledì 1 luglio 2026
Gli scarti dell'orto
Sul suo piccolo pianeta, il Piccolo Principe aveva scoperto qualcosa di nuovo.
Non era un vulcano.
Non era un baobab.
Era una fattoria.
Compariva ogni sera, sospesa tra le stelle, come un’immagine lontana. Campi dorati, un orto ordinato, una casa dal tetto rosso. E un uomo che lavorava dall’alba al tramonto, curvo ma paziente, come se parlasse alla terra e la terra gli rispondesse.
«Guarda, Rosa…» disse piano.
La sua Rosa osservava in silenzio. Lei riconosceva la cura. Era fatta della stessa sostanza.
Poi un giorno il fattore si ammalò.
Le sue mani non toccarono più la terra. Il vento attraversava i campi senza trovare risposta. L’orto cominciò a crescere disordinato, come un pensiero lasciato a metà.
La moglie, Mafalda, non aveva lo stesso sguardo. Brontolava. Contava. Misurava. E quando capì che il marito non sarebbe guarito, smise di cucinargli il pane caldo. Gli portava soltanto gli scarti dell’orto, le foglie rovinate, i frutti ammaccati.
Il Piccolo Principe sentì qualcosa stringergli il cuore.
«Se qualcuno sta per andare via,» sussurrò, «non si dovrebbe amarlo di più?»
La Rosa non rispose subito.
Ma c’era un’altra cosa che li rattristava.
La sera, quando il fattore dormiva, Mafalda usciva nei campi con un’amica. Portavano una bottiglia di vino e ridevano forte. A volte danzavano con gli spaventapasseri, come se fossero cavalieri silenziosi sotto la luna.
«Non piangerà per lui,» disse il Principe.
Una notte però uno spaventapasseri, piegato dal vento, si inclinò di colpo. Le due donne caddero nella polvere. Risero meno. Fecero fatica ad alzarsi.
Poi il tempo passò.
Nessuno curava più l’orto. Le erbacce salirono alte. I frutti marcirono sui rami. E un giorno fu Mafalda a sedersi davanti a un piatto povero, fatto di scarti, mentre il campo restava incolto e muto.
Il Piccolo Principe osservava la fattoria senza parlare.
Il fattore aveva smesso di respirare piano nella sua stanza. C'era tanto silenzio. Mafalda contava i giorni come si contano le monete, e la terra, non più toccata con cura, si chiudeva su se stessa.
«Vorrei fare qualcosa,» sussurrò il Piccolo Principe.
La Rosa restò a lungo in silenzio. Poi disse:
«Ci sono dolori che non accettano testimoni. Solo conseguenze.»
Il Principe sentì che era vero.
Vide Mafalda cadere tra gli spaventapasseri. La vide rialzarsi con fatica. La vide seduta sola, giorni dopo, davanti a un piatto povero, mentre il campo restava incolto e muto.
Nessuno piangeva.
Ma tutto era più vuoto.
«Allora non posso salvare nessuno?» chiese lui.
La Rosa lasciò che il vento le piegasse appena i petali.
«Puoi solo scegliere di non diventare così.»
Il Principe si avvicinò a lei. Sistemò con cura il suo piccolo paravento. Tolse un granello di polvere da una foglia. Non fece promesse.
Restò.
La fattoria, lentamente, svanì nella notte.
Il Piccolo Principe chiuse gli occhi, sentendo che l’amore a volte si nutre di ciò che resta, silenzioso e fragile come gli scarti dell’orto.
Ringrazio per la collaborazione, realizzato a quattro mani E.& B.🌹
sabato 27 giugno 2026
Cresce figli
Crescere figli da sola non è da deboli… è da giganti.
Non era questo il piano.
Non era questo il sogno.
Non avevi mai previsto di essere mamma e papà allo stesso tempo, di alzarti senza sostegno, dormire con le preoccupazioni e sentirti a volte sul punto di crollare.
Eppure eccoti qui… e ogni giorno ti rialzi.
Ti rialzi con l’anima a pezzi, ma con le braccia piene d’amore.
Con le tasche a volte vuote, ma con il cuore traboccante di dedizione.
Crescere figli da sola è vivere con la paura, ma continuare ad andare avanti con coraggio.
È asciugarsi le lacrime prima che loro ti vedano piangere, anche se dentro ti stai spezzando.
È avere mille dubbi, ma proseguire con fede.
È moltiplicarsi per dieci, affinché ai tuoi figli non manchi nulla.
È essere mamma, papà, rifugio, conforto, guida e forza. Tutto in una sola persona.
E anche se ci sono giorni in cui senti di non farcela più, in cui ti senti inadeguata, esausta, invisibile… i tuoi figli ti guardano in modo diverso.
Se potessi vedere la luce nei loro occhi quando ti guardano, capiresti che per loro tu sei tutto.
Tu sei casa.
Tu sei il loro esempio, la loro guerriera, la loro persona preferita.
Non sei sola.
Dio vede ogni sacrificio che fai in silenzio.
Dio raccoglie ogni lacrima che conosce il tuo cuscino.
E anche se nessun altro ti applaude, Lui non ti lascerà mai senza il suo sostegno.
Continua ad andare avanti, donna coraggiosa.
Anche se il cammino sembra interminabile, anche se hai l’anima pesante e ti sembra che nessuno se ne accorga.
I tuoi figli se ne accorgono.
L’amore che dai loro oggi sarà la radice più forte della loro vita.
Perché crescere figli da sola non è un errore né una disgrazia.
È un atto d’amore, di forza e di fede che pochi sono in grado di sostenere.
E un giorno, quando i tuoi figli saranno grandi, capiranno tutto quello che hai fatto per loro.
Ti abbracceranno forte e diranno:
“Grazie per non esserti arresa. Grazie per essere stata il mio tutto.”
Crescere figli da sola non è da deboli.
È da giganti… e tu lo sei.
Anna By 🦋
venerdì 26 giugno 2026
Buongiorno
in tanti mi avete scritto per comunicarmi il vostro pensiero positivo in relazione al breve scritto che ho pubblicato giorni fa:
"Il sentiero di fiori di filo "
Grazie per il vostro affetto e per la generosità delle vostre parole.
Alcuni di voi mi hanno chiesto se fosse possibile avere l'opzione cartacea.
- Si!
A breve sarà disponibile una mini raccolta di racconti...☺️
A presto Brunetta 🌹
lunedì 22 giugno 2026
Senza miccia
Conosceva i suoi altarini,
e i file del computer
Si diceva la sua gemellina,
il riflesso del suo eco.
Conosceva tutte le sue bugie,
le mancanze e i furti verbali
Conosceva i suoi lati oscuri
Poi si accorse di essere spenta, in silenzio,
come una fiamma consumata.
E lui rimase senza miccia,
con l'anima disabitata.
Anna By.
martedì 2 giugno 2026
Impegno d'amore
Mi capita spesso di pensare a quelle persone: donne e uomini, che preparano tutti i giorni da mangiare e sostengono vari servizi nella famiglia, anche quando la stanchezza si fa sentire.
Continuano a sostenere gli altri, anche quando il proprio impegno passa inosservato. A chi è come una casa sempre aperta, anche se chi vi entra non si accorge di quanto amore sia stato necessario per tenerla in piedi. Eppure custodiscono una forza straordinaria. Questa forza... non fa rumore, permette loro di essere un porto sicuro per le imbarcazioni umane, un rifugio dove ritrovare calore, sostegno e speranza.
B.🌹
lunedì 1 giugno 2026
Grazie
Oggi,voglio ringraziare tutte le persone che mi inviano i loro scatti migliori; ringrazio allo stesso modo e con profonda riconoscenza le amiche che scelgono per me immagini suggestive per condividerle con voi. Grazie sempre per il vostro affetto!
Brunetta🌹❤️
mercoledì 27 maggio 2026
La cantata del buio
La notte ci tiene vicini
senza fare domande,
spegne il mondo
e accende la tua voce.
Le luci lontane tremano piano,
ma qui, tra il tuo respiro e il mio,
ogni cosa diventa più lenta,
più vera,
più nostra.
B.🌹
mercoledì 20 maggio 2026
Incontro gentile
Per la delicatezza,
per la presenza,
per il modo in cui hai lasciato spazio alle parole
senza pretendere nulla da loro.
È stato un incontro gentile.
E questo basta.
Brunetta 🌹
martedì 19 maggio 2026
Sui davanzali
della casa di campagna
da ottobre fino a primavera
tenevo ciclamini bianchi, rossi e rosa,
inermi al freddo,
fedeli alla luce corta dell’inverno.
Li toccavo, mi coloravo
nel loro profumo
Li guardavano passando,
le vicine,
con quel silenzio semplice
di chi non domanda nulla
ma porta via un’idea.
L’anno dopo comparvero altri vasi,
altre finestre fiorite,
e il paese sembrò parlare
la stessa lingua gentile.
Allora non sapevo
che certe presenze
si diffondono piano,
come l'odore della terra bagnata
dopo la pioggia.
Basta poco, a volte:
un sentore acceso nell’inverno,
una finestra illuminata bene,
un gesto ripetuto senza rumore.
E piano,
davanzale dopo davanzale,
fiorisce un intero paese.
B.🌹
sabato 16 maggio 2026
Da quando ti amo
Da quando ci sei
anche il cucchiaio dimenticato nel lavello
sembra aspettare qualcosa
le tende respirano piano
come creature vive
e il pomeriggio
si ferma più a lungo
sui muri chiari della cucina
persino le piante
si inclinano verso la finestra
come per ascoltare
mentre io attraverso le stanze
con questa gioia quieta
che non so spiegare
ma illumina tutto
senza fare rumore
B.🌹

















