La notte ci tiene vicini
senza fare domande,
spegne il mondo
e accende la tua voce.
Le luci lontane tremano piano,
ma qui, tra il tuo respiro e il mio,
ogni cosa diventa più lenta,
più vera,
più nostra.
B.🌹
Scrivo per ascoltare ciò che il silenzio racconta. Le parole, per me, non sono mai solo suono: sono respiri, gesti, memorie che cercano casa. Questo spazio è il mio luogo di sosta, una finestra aperta sull’anima, dove i versi possono camminare leggeri e, a volte, trovare qualcuno che li riconosce. Scrivere è il mio modo di toccare il mondo con gentilezza. Writing is my way of touching the world with gentleness.
RispondiEliminaLa poesia è brevissima, ma non è piccola: è una miniatura che contiene un mondo.
La notte non è minaccia, "ci tiene vicini senza fare domande", una delle frasi più delicate che Brunetta hai scritto.
Il buio non interroga, non pretende, non giudica: accoglie.
È un silenzio che non pesa, ma protegge.
Quando tutto si oscura, ciò che conta si illumina. L'intimità è presenza.
Il mondo esterno vibra, incerto, distante.
Ma il centro della scena è: nello spazio minimo tra due respiri.
Quando il ritmo cala, la verità emerge
Il titolo è un piccolo colpo di genio: La cantata del buio.
Una cantata è voce, coralità, struttura.
Il buio, invece, è silenzio.
Brunetta unisci i due poli: il buio diventa musica, ma una musica fatta di vicinanza, non di suoni.
È una poesia che non racconta: sfiora.
Non descrive un amore, ma il suo clima.
Non dice cosa accade, ma cosa rimane quando il mondo tace.
Una poesia breve come un battito, ma che resta accesa a lungo.
Mandi Petra.
Mamma mia, sono senza parole...interessante questa tua analisi al mio testo. Grazie.
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