mercoledì 21 ottobre 2026

Benvenuto Autunno...


Mi ritrovo ad un bivio, l’alta via prosegue a nord e il mio sentiero con un’inversione di rotta si abbassa prima a sud e poi a occidente ripercorrendo i resti di una vecchia mulattiera di guerra scavata nella mugheta. Sono inviluppato dentro la giacca a vento, il foulard in cashmere afghano mi scalda il collo. Viaggio al calduccio sull’inerbita mulattiera che somiglia a un tappeto morbido, vorrei togliere gli scarponi per non rovinarlo. Che strana sensazione, come se fossi dentro il letto, coperto dal caldo piumone, mentre fuori contemplo lo spettacolo più bello del mondo. Ho le lacrime agli occhi, sono dentro una scatola di colori. Mi riconosco in quei bimbi, che in una cartoleria possono scegliere, solo ed esclusivamente una scatola di pastelli tra mille. Non credevo che la felicità si mostrasse in simili sembianze, dandomi emozioni.  I colori ci sono tutti, i verdi smeraldi dei mughi e degli abeti, il giallo-oro dei larici, i bruni delle foglie rinsecchite dei faggi, il rosso carminio dei sorbi degli uccellatori, l’azzurro cobalto del cielo, il viola delle cime lontane, il bianco delle rocce, il grigio di alcune cortecce. Che esperta artista è la Signora Natura, adopera i primari e i complementari come nessun altro. Nessuna tinta è fuori luogo, sto vivendo un sogno. Un artista scrisse che l’autunno è la primavera dell’inverno. Io penso che l’autunno sia la stagione degli esseri umani intorno alla mezza età.  Fruiamo di tutti i colori, ma non sono più vivaci come quando eravamo giovani. Ora sono più caldi, saturi, l’esperienza ha trasformato la felicità in sapienza. E ben sapendo che presto verrà l’inverno, indossiamo ogni giorno gli abiti più belli, illudendoci di vivere una seconda giovinezza, finché l’ultima foglia non cadrà. Con questi pensieri autunnali raggiungo i vecchi ruderi della Casera Crostis…

Malfa.





Nessun commento:

Posta un commento