Ogni matrioska che vedo
finge di essere intera.
Dentro ci abita:
l' infanzia,
l'adolescenza, e
tutte le tappe dimenticate.
Ora si apre
non per rompersi,
ma solo per ricordare
quante volte è stata vera.
B.🌹
Scrivo per ascoltare ciò che il silenzio racconta. Le parole, per me, non sono mai solo suono: sono respiri, gesti, memorie che cercano casa. Questo spazio è il mio luogo di sosta, una finestra aperta sull’anima, dove i versi possono camminare leggeri e, a volte, trovare qualcuno che li riconosce. Scrivere è il mio modo di toccare il mondo con gentilezza. Writing is my way of touching the world with gentleness.
RispondiEliminaLa poesia si apre come una piccola rivelazione: la matrioska che “finge di essere intera” è già un’intera antropologia dell’anima. Brunetta non descrivi un oggetto: descrivi l’essere umano. Ogni figura che crediamo compatta, solida, definita, è in realtà un insieme di strati, di epoche interiori, di vite vissute e poi dimenticate.
La forza del testo sta nella semplicità che non semplifica: l’immagine è quotidiana, ma ciò che rivela è profondo. L’infanzia, l’adolescenza, le “tappe dimenticate” non sono solo ricordi: sono presenze che abitano ancora dentro, come piccole figure che non smettono di respirare.
Il verso decisivo è l’ultimo:
Qui la matrioska diventa gesto morale: aprirsi non è frantumarsi, non è perdere la forma, ma riconoscere la propria verità. La poesia suggerisce che la memoria non è un ritorno nostalgico, ma un atto di autenticità. Non si apre per mostrare fragilità, ma per mostrare verità.
Il tono è raccolto, quasi liturgico: pochi versi, ma con il passo lento di chi sa che la verità non ha bisogno di rumore.
La parola che le attribuisco Rivelazione.
Mandi Petra.
I tuoi commenti sono sempre fonte di grande emozione per me. Grazie 🌹
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