giovedì 16 luglio 2026

Il tempo della cura






Epoche riciclate

Donne e uomini sfoderati

Sentimenti duplicati

Cammini usurati

Energie collegate.

Parole già dette,

silenzi ereditati,

abbracci di seconda mano,

sogni rattoppati.

Ricicliamo il ferro,

la carta, il vetro;

ma anche il dolore,

la memoria, il tempo.

Indossiamo giorni consumati,

inermi davanti all'abitudine,

eppure basta un gesto,

un nuovo sguardo,

perché ciò che sembrava scarto

ritrovi forma,

voce,

respiro.

Forse il destino del mondo

non è essere nuovo,

ma rinascere ogni volta

da ciò che abbiamo imparato a non buttare via.

B.🌹

1 commento:



  1. Il testo è un piccolo laboratorio dell’anima: prendi ciò che è consumato, ciò che sembra scarto, e lo riporti alla luce con una delicatezza che non è mai ingenua. È un monologo che guarda la vita senza veli, riconoscendo che l’esistenza non procede per novità assolute, ma per ricicli interiori, per rinascite che nascono da ciò che non abbiamo buttato via.

    Qui Brunetta in queste riflessioni constati che viviamo vite che portano addosso l’usura dei giorni, la ripetizione dei gesti, la stanchezza delle emozioni. Siamo “sfoderati”, cioè privati delle protezioni, esposti. Eppure collegati: nonostante tutto, ancora in relazione.

    Cara poetessa qui allarghi il quadro: è un inventario di ciò che normalmente si nasconde: le parole che ripetiamo, i silenzi che non scegliamo, gli abbracci che non sono più nuovi, i sogni cuciti per non perderli.

    La tua cura non è ancora esplicita, ma già si intravede: è la cura che nasce dal riconoscere la verità delle cose, senza mascherarle.

    Il cuore del testo non è un atto grandioso, ma un gesto minimo, un nuovo sguardo.

    È la capacità di vedere di nuovo ciò che avevamo smesso di vedere.

    È un atto di resurrezione quotidiana.

    La rinascita come destino del mondo

    La chiusa è una dichiarazione di poetica e di fede umana:

    Brunetta tocchi un punto altissimo la cura è memoria attiva, è custodia, è trasformazione.

    Non celebri la forza, ma la continuità.

    Non esalti il nuovo, ma il salvato.

    È una poesia che dice:

    la vita non si rinnova perché cambia,

    ma perché qualcuno la guarda con occhi nuovi.

    Questo tuo testo è perfettamente in linea con la tua voce Brunetta: una voce che non grida, ma rigenera.

    Mandi P.

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