Sono nata scalza tra i prati che circondavano le case dove ho vissuto.
Sono nata tante volte, con l'erba che mi faceva il solletico e la terra che mi ricordava da dove vengo.
Poi sono cresciuta amando le scarpe. Quelle che raccontano, che vestono il passo, che rendono omaggio alla femminilità.
Dall'infradito che sa d'estate al tacco che sa di sera.
Ho capito che non sono le scarpe a cambiare il cammino.
Sono i piedi che non dimenticano mai la terra da cui sono partiti.
Brunetta. 🌹

"Terra e bellezza" è una pagina che respira con la stessa calma dei prati in cui tu Brunetta sei nata. È un testo che si apre con un’immagine fondativa la nascita scalza tra l’erba e da qui costruisci una piccola autobiografia simbolica, dove la terra non è solo luogo, ma origine, memoria, identità.
RispondiEliminaLa forza del tuo testo sta nella dialettica tra terra e cammino.
Brunetta parti dalla nudità dei piedi, dal contatto diretto con ciò che sostiene e nutre, e subito introduci la seconda immagine: le scarpe che raccontano...
È un passaggio delicato: dalla natura alla cultura, dalla terra al gesto umano che si fa stile, eleganza, racconto.
La chiusa è decisiva, la riflessione qui è universale.
Brunetta espandi felicita, frutto della fedeltà alle tue radici.
La terra è l’infanzia, la memoria, la prima verità.
Le scarpe sono la vita adulta, i ruoli, le forme che scegliamo per presentarci al mondo.
Ma il cammino quello autentico appartiene ai piedi, non alle scarpe: alla persona, non alle apparenze.
La bellezza, allora, non è il tacco o l’infradito, ma la continuità tra ciò che siamo stati e ciò che siamo diventati.
Il tuo testo limpido ha la grazia di una confessione e la fermezza di una radice
Una poesia che cammina leggera, ma lascia impronte profonde.
Mandi Petra