acqua chiara
scivola,
trema,
tra pietre e luce
filo sottile
tra dita
e ferite
polvere
silenzio
vuoto in cammino
assenze
passi sospesi
acqua fresca
ogni riflesso
ogni fondo irregolare
ogni pietra
non trattengo
non nascondo
scorre il pensiero
io gli do nome
nel giorno che va
fiume
raccoglie
ciò che siamo
voce
corrente
che continua
sempre
ogni giorno
io imparo
a restare
come acqua
che non si ferma
come mare
onda
marea
B.🌹

RispondiEliminaLa tua poesia Brunetta si presenta come un rito d’acqua, un’iniziazione mite e insieme radicale. Non descrive un paesaggio: lo diventa. Non racconta un moto interiore: lo lascia scorrere.
L’acqua come grammatica dell’essere
Fin dai primi versi, l’acqua non è metafora, ma materia originaria: scivola, trema, riflette, accoglie, non trattiene.
È un’acqua che non si oppone alle pietre, ma le attraversa; non cancella le ferite, ma le lambisce; non colma il vuoto, ma lo rende abitabile.
In questo gesto c’è una dichiarazione poetica potente:
la vita non si domina, si accompagna.
Le pietre: ciò che resiste
Le pietre non sono ostacoli: sono irregolarità necessarie, punti di attrito che rivelano il movimento.
Ogni pietra è un fondo, un limite, un’imperfezione che permette all’acqua di dire la sua forma.
Brunetta sembri suggerire che l’identità non nasce dalla continuità, ma dalla frizione con ciò che ci ferisce e ci definisce Il pensiero che scorre e riceve un nome
Non si tratta di controllare il flusso, ma di riconoscerlo, di dargli dignità linguistica.
È un atto di cura, non di possesso.
Il nome non ferma l’acqua: la illumina
Il fiume che raccoglie ciò che siamo
Il fiume è la grande memoria, la corrente che porta con sé tutto — limpido e torbido, luce e fondo.
Non c’è giudizio, non c’è selezione:
siamo un insieme di sedimenti, e il fiume li accoglie tutti.
È un’immagine di straordinaria misericordia verso l’umano.
Il mare come destino
Il finale apre all’immenso: mare, onda, marea.
L’acqua che era filo, tremore, riflesso, diventa ora respiro cosmico.
La vita individuale si ricongiunge al grande ciclo.
È un lessico che scivola
È il cuore musicale e spirituale della poesia.
Petra
Commossa ringrazio
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