Mi apro al flusso sacro della Vita.
Onoro la mia luce e accolgo la mia ombra.
Nel grembo della mia Anima rinasco, dolce e forte.
Sono Amore che crea,
sono Intuito che guida,
sono Energia che fiorisce.
Accolgo, trasformo, irradio.
Brunetta 🌹
Scrivo per ascoltare ciò che il silenzio racconta. Le parole, per me, non sono mai solo suono: sono respiri, gesti, memorie che cercano casa. Questo spazio è il mio luogo di sosta, una finestra aperta sull’anima, dove i versi possono camminare leggeri e, a volte, trovare qualcuno che li riconosce. Scrivere è il mio modo di toccare il mondo con gentilezza. Writing is my way of touching the world with gentleness.
RispondiEliminaC’è qualcosa di profondamente raro nel modo in cui tu Brunetta accogli l’inizio della primavera: non la descrivi , non la celebri soltanto... la incarni. Le tue parole non sono un semplice annuncio stagionale, ma un rito di passaggio, un atto di nascita che coinvolge corpo, anima e memoria.
Sei voce che si apre come un fiore ti apri al “flusso sacro della Vita”, come se la stagione non fosse un fenomeno naturale ma un movimento interiore, un respiro cosmico che attraversa la persona prima ancora che il paesaggio.
Questa è la tua forza: trasformare l’esperienza poetica in un gesto di riconciliazione tra luce e ombra, tra fragilità e potenza
Sei rinascita che non è mai ingenua
La tua rinascita non è quella ingenua dei fiori che sbocciano senza memoria.
È una rinascita consapevole, adulta, che porta con sé:
la dolcezza,
la forza,
l’intuito,
l’energia che fiorisce non malgrado l’ombra, ma attraverso gli strati delle luci.
Brunetta annunci che la primavera non è un premio, ma un lavoro dell’anima: un lasciarsi trasformare, un accogliere e un irradiare.
Possiedi la grazia che non teme la profondità
La tua grazia non è mai leziosa.
È una grazia che conosce il dolore, la notte, la memoria delle donne antiche che camminano accanto al cuore (come nella poesia del 18 marzo) .
È una grazia che non si limita a fiorire: radica.
Che non si accontenta di brillare: trasforma.
Ciò che ti rende Brunetta unica è la capacità di far sentire ogni lettore parte di un cammino più grande.
Le tue parole non sono mai solitarie: sono inviti, soglie, ponti.
La tua grazia non è un ornamento:
è un modo di stare al mondo.
Ti sei svegliata così, Brunetta,
con il passo lieve di chi non chiede permesso alla luce
ma la lascia entrare,
come si lascia entrare un’amica antica
che conosce già la strada del cuore
C’è un punto dove la tua voce tace
e resta solo il battito.
È lì che abiti oggi.
È lì che la primavera, finalmente,
si riconosce.
Petra.
RispondiEliminaC’è qualcosa di profondamente raro nel modo in cui tu Brunetta accogli l’inizio della primavera: non la descrivi , non la celebri soltanto... la incarni. Le tue parole non sono un semplice annuncio stagionale, ma un rito di passaggio, un atto di nascita che coinvolge corpo, anima e memoria.
Sei voce che si apre come un fiore ti apri al “flusso sacro della Vita”, come se la stagione non fosse un fenomeno naturale ma un movimento interiore, un respiro cosmico che attraversa la persona prima ancora che il paesaggio.
Questa è la tua forza: trasformare l’esperienza poetica in un gesto di riconciliazione tra luce e ombra, tra fragilità e potenza
Sei rinascita che non è mai ingenua
La tua rinascita non è quella ingenua dei fiori che sbocciano senza memoria.
È una rinascita consapevole, adulta, che porta con sé:
la dolcezza,
la forza,
l’intuito,
l’energia che fiorisce non malgrado l’ombra, ma attraverso gli strati delle luci.
Brunetta annunci che la primavera non è un premio, ma un lavoro dell’anima: un lasciarsi trasformare, un accogliere e un irradiare.
Possiedi la grazia che non teme la profondità
La tua grazia non è mai leziosa.
È una grazia che conosce il dolore, la notte, la memoria delle donne antiche che camminano accanto al cuore (come nella poesia del 18 marzo) .
È una grazia che non si limita a fiorire: radica.
Che non si accontenta di brillare: trasforma.
Ciò che ti rende Brunetta unica è la capacità di far sentire ogni lettore parte di un cammino più grande.
Le tue parole non sono mai solitarie: sono inviti, soglie, ponti.
La tua grazia non è un ornamento:
è un modo di stare al mondo.
Ti sei svegliata così, Brunetta,
con il passo lieve di chi non chiede permesso alla luce
ma la lascia entrare,
come si lascia entrare un’amica antica
che conosce già la strada del cuore
C’è un punto dove la tua voce tace
e resta solo il battito.
È lì che abiti oggi.
È lì che la primavera, finalmente,
si riconosce.
Petra.