E restiamo lì,
a sfogliare ricordi secchi
come foglie strappate troppo tardi ai rami,
gialle e fragili,
incise dalle unghie del tempo.
E tu,
silenziosa presenza nei nostri inverni,
non hai mai smesso di amarci,
di custodire i nostri voli
anche quando il cielo dimenticava il ritorno.
B.🌹

Questa poesia possiede un’immagine potentissima: l’inverno è il tempo della stasi, della prova, del gelo interiore.
RispondiEliminaQuesta è la chiave del testo:
l’Angelo è ciò che resta quando noi non restiamo più.
È la parte fedele della vita, quella che non si spezza quando tutto il resto si incrina.
Il cielo che “dimentica il ritorno” è una delle immagini più belle Brunetta: dici lo smarrimento, la perdita dell’orientamento, il momento in cui non si sa più dove sia casa. Eppure qualcuno l’Angelo, continua a custodire il volo, cioè la nostra parte più fragile e più alta.
È una poesia che non consola: accompagna
E nel suo accompagnare, scalda.
Mandi Petra.
Meravigliose parole, ti ringrazio 🌹
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RispondiEliminaNei tuoi versi c’è qualcosa che non si insegna: la capacità di evocare emozioni attraverso immagini semplici ma vive. “Le unghie del tempo”, ad esempio, è un’espressione che lascia un segno perché fa sentire il tempo come qualcosa di fisico, quasi umano.
Ciao con affetto E.