È una notte troppo luminosa per voltarmi dall'altra parte.
Tardo, e penso.
Penso ai gesti che mi hanno svegliata e ai sogni che passano e non restano.
Eppure, lì, tra le dune del futuro,
li vedo: i miei sogni e le mie verità baciarsi piano,
come se il tempo avesse deciso di concederci una tregua.
Chissà...
Forse basta una notte così
per ricordare che essere donna è qualcosa d'infinito.
Brunetta. 🌹

Brunetta hai una punteggiatura naturale e pulita.
RispondiElimina"Luminosa"è un piccolo varco aperto nella notte: non una descrizione, ma un moto dell’anima. Brunetta scrivi come chi si ferma un istante sul ciglio del tempo, e da lì osserva ciò che si muove dentro di te.
È una dichiarazione: la luce non permette fuga, costringe alla verità. È una notte che non nasconde, che non protegge, che non concede ombre. E allora si “tarda”, si indugia: quel verbo è bellissimo, perché non è immobilità, ma esitazione pensosa.
I sogni che passano e non restano sono la parte più umana del testo: Brunetta li vedi scivolare, ma non li perdi. Li ritrovi tra le dune del futuro, immagine sorprendente e delicata.
Le dune non sono montagne: sono forme che cambiano, che si spostano, che non hanno confini. È lì che sogni e verità si baciano piano: un gesto minimo, ma decisivo. È la riconciliazione tra ciò che si desidera e ciò che si è.
Il cuore del testo è nella frase finale, l'immensità della figura femminile.
Non è un proclama, non è un simbolo: è un riconoscimento. L’infinito qui non è grandezza, ma profondità. È la capacità di contenere sogni che passano, verità che attendono, luci che non lasciano scampo, notti che obbligano a guardarsi dentro.
Brunetta, in questi versi, non celebri la donna: la ascolti. E lo fai con una voce che non pretende nulla, ma che sa restare accesa luminosa, appunto anche quando la notte sembra chiedere silenzio.
Testo aperto come una porta socchiusa.
Mandi Petra.
Commossa ringrazio 🙏🏻🌹
Elimina