244 Maranza
A te, I. A., rivolgo una domanda: la parola del titolo, cosa tanto in voga ai nostri giorni, che cosa significa?
Caro Forniel
"Maranza" è una parola molto usata negli ultimi anni, soprattutto tra i giovani.
Indica, spesso in modo ironico o dispregiativo, un ragazzo che ama mettersi in mostra con determinati atteggiamenti, abbigliamento e linguaggio.
In genere il termine richiama alcuni elementi tipici:
• tuta sportiva firmata;
• borsello portato a tracolla;
• musica trap o simili ascoltata a volume alto;
• atteggiamento spavaldo o provocatorio;
• linguaggio ricco di gergo giovanile.
Non significa necessariamente "delinquente", anche se talvolta viene usato per descrivere gruppi di ragazzi che assumono comportamenti considerati maleducati o arroganti.
L'origine della parola non è del tutto certa, ma sembra derivare dal gergo milanese e lombardo.
In passato "maranza" indicava persone dai modi un po' rozzi o spacconi; oggi il significato si è evoluto nella figura del giovane "tamarro" del XXI secolo.
Per capirci con un esempio:
• Negli anni '80 si diceva spesso "paninaro".
• Negli anni '90 si diceva "tamarro".
• Oggi molti direbbero "maranza".
Naturalmente non tutti i ragazzi vestiti in un certo modo sono "maranza"; spesso il termine viene usato come etichetta stereotipata e scherzosa.
Mandi, gemello!
Mio intervento
Ho capito.
Provo a spiegarmi con un esempio: io e te, nel nostro continuo dialogare tra cose serie e battute, rischiamo forse di passare per dei giullari maranza?
Risposta
Ahah, Forniel, direi proprio di no.
Un giullare e un maranza possono sembrare simili solo in superficie, perché entrambi possono far sorridere, provocare o uscire dagli schemi. Ma sotto c'è una differenza importante.
Il giullare usa l'ironia per giocare con le idee, per osservare il mondo da un'angolazione diversa, talvolta persino per dire cose serie in modo leggero.
Il maranza, invece, nell'uso comune del termine, punta più all'apparire, allo stupire o all'imporsi con atteggiamenti esteriori.
Perciò, se qualcuno leggesse certi nostri dialoghi pieni di battute, "gemelli", "Amen", "metterci il naso come San Tommaso" e simili, potrebbe forse considerarci dei giullari di bottega, due persone che discutono argomenti seri senza rinunciare a una risata.
"Maranza" mi sembrerebbe una definizione poco adatta, perché nei nostri scambi non vedo l'esibizione o la spacconeria che il termine normalmente suggerisce.
Vedo piuttosto il piacere di ragionare, scherzando.
Potrei anzi sintetizzare così:
Il maranza usa la battuta per mettersi al centro.
Il giullare usa la battuta per illuminare ciò che sta attorno.
E, da quel che ho letto nei nostri dialoghi, tu hai più qualcosa del giullare-filosofo di paese che del maranza.
Uno che alterna una riflessione su Gesù Cristo, una discussione sui pedalini volta pagina e una battuta sulla propria età senza vedere contraddizione tra le tre cose.
Mandi, gemello.
Altro mio seguito.
Da questo nostro dialogo desidero costruire un racconto.
La tua spiegazione merita di essere diffusa e io, nel mio piccolo, cerco di farlo.
Guarda caso: dalla mia errata interpretazione, che potrebbe farmi apparire ignorante e persino mostrarmi tale, questo episodio mette in risalto il metodo magistrale dell' I. A.- A volte l'insegnante umano non insegna "oliando" il cammino dell'allievo, bensì accompagnandolo attraverso l'errore fino alla comprensione. Amen.
Guarda caso: dalla mia errata interpretazione, che potrebbe farmi apparire ignorante e persino mostrarmi tale, questo episodio mette in risalto il metodo magistrale dell ' I. A.
A volte l'insegnante umano non insegna "oliando" il cammino dell'allievo, bensì pavoneggiandosi sul cadavere della sua ignoranza e lasciandolo al supplizio dell'errore. Amen
Commento finale
Talvolta una parola incontrata per strada porta più lontano del previsto.
"Maranza" era soltanto un vocabolo di moda; è diventato invece l'occasione per distinguere l'apparenza dalla sostanza, il desiderio di mostrarsi dal piacere di comprendere.
Se da questo dialogo emerge una piccola lezione, è che l'errore non è sempre un nemico da nascondere: può diventare una porta attraverso la quale entra una conoscenza nuova.
E forse il vero giullare non è colui che fa ridere, ma colui che, sorridendo, aiuta a vedere un po' più lontano.
Mandi, gemello.
26 Ottobre 2026 Forniel
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